17 gen 2010

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L’articolo della settimana (72) Analisi

analisiMentre i giorni passano cerco di analizzare quale direzione sta prendendo il mio lavoro; il rientro dopo le vacanze invernali è stato morbido, ma mi ha anche offerto alcuni spunti di riflessione, dovuti anche alla pausa, momento in cui è più facile soffermarsi su quello che si sta facendo. Senza dubbio sento di avere una marcia in più, di avere un bagaglio di idee superiore alla media, e un interesse nei confronti dell’insegnamento molto alto. Per questo motivo una rinnovata spinta sta animando le mie giornate, una ferrea volontà di arrivare lontano, di proporre qualcosa che cambi radicalmente la situazione in cui mi trovo da troppo tempo. Come ho scritto settimana scorsa è molto difficile fare carriera nel nostro paese, riuscire a farsi notare, ad emergere secondo criteri meritocratici, e non attraverso conoscenze, amicizie o peggio vassallaggi. Sono convinto che sia una vera impresa, come è altrettanto complicato non restare prigioniero di certi meccanismi, dell’abitudine, della routine quotidiana, stretta parente della noia. Non voglio rimanere incastrato, fermo, bloccato da un sistema, da un comune modo di comportarsi, piuttosto desidero cambiare, essere un concreto innovatore: so di poterci riuscire.

È la mia ambizione a darmi la motivazione necessaria, non la ricerca del successo, di un grande guadagno, o la sopraffazione altrui: semplicemente capire dove posso arrivare. È giunto il momento di fare delle scelte, di abbandonare le zavorre, di concentrare le energie verso ciò che conta veramente, almeno per me. Fino ad ora mi sono occupato di troppe cose, ho imparato tanto, ma il tempo non è infinito, la musica non dura per sempre, meglio fermarsi ad ascoltare le note che suonano solo per me. Può sembrare un discorso egoistico, invece è la presa di coscienza necessaria per andare avanti, per passare ad una nuova fase, con decisione e senza incertezze. Generosità, disponibilità, prontezza di spirito hanno sempre contraddistinto il mio procedere, e lo faranno anche in futuro, ma in maniera diversa, incanalate verso quello che ora importa veramente. Purtroppo sono stati rari i momenti in cui ho ricevuto gli aiuti sperati, la mano tesa, la collaborazione, la condivisione; spesso ho trovato sentimenti contrastanti, una scarsa volontà di credere nelle mie idee, nei tentativi di offrirmi una possibilità. Un peccato che ha frenato le aspettative, provocato delusioni, e continui passi indietro; anche se sono soltanto un maestro di tennis, non mi basta, devo lottare, dimostrare a me stesso di avere un valore inattaccabile, un brillare che nessuno può permettersi di offuscare con la sua mediocrità. Ogni giorno, con convinzione, verso un futuro che mi appartenga senza alcun dubbio.

Andrea Villa

  1. Francesca says:

    spero che le Tue note, quelle che la musica riserva solo a te, non ti portino troppo lontano da noi, discreto e silenzioso maestro di tennis…

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