26 Gen 2010

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Speciale (45) Sinusoide

shutterstock_roller_coasterSfiorare il cielo con una dito, precipitare fino a toccare il fondo: una sinusoide. L’alto e il basso, indissolubilmente legati, estremi della stessa corda. Un cappio che stringe troppo forte, una fune gettata verso la libertà. Tra il buio inchiostrato della notte, e l’abbagliante fulgore del giorno. Grandi slanci e rumorose cadute: un’altra sinusoide. Salire e scendere, arrivare in cima e tornare giù; l’alternarsi continuo, l’inizio che coincide con la fine. Una morbida linea, fatta di curve, perfette come quelle di una bella donna. Il lento arrampicarsi e il veloce rotolare, il mordace afferrare e il tardivo stringere. Una collezione di sinusoidi. Vincere. Lasciarsi tutti alle spalle. Perdere e trovarsi tutti davanti. Essere ed esserlo stato. Ammalarsi per guarire, guarire per ammalarsi di nuovo. Credere che sia finita per sempre; accorgersi che ogni cosa è destinata a tornare. Un tuffo fino nelle profondità, riemergere dal nulla. Nascere, morire e rinascere ancora; tornare da dove si è venuti, al punto di partenza, e ricominciare. Soltanto l’ennesima sinusoide. La potenza dell’amore, le ali sotto i piedi; la pesantezza della solitudine, una zavorra per l’anima. Innamorati oggi, soli domani, felici e disperati un attimo dopo.

Montagne russe da cavalcare, senza poterle abbandonare mai. Non una retta via, larga e sicura. Una sinusoide e nulla di più.

Andrea Villa

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