2 feb 2010

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Speciale (46) Alzare l’asticella

asticellaIn alto. Sempre di più. Un po’ alla volta. Centimetro dopo centimetro. Prendere l’asticella e portarla su, fino ad un nuovo limite. Non è un gioco. Non è nemmeno una gara. Non ci sono primati da battere. Solo qualcosa da raggiungere. Qualcosa da toccare. Qualcosa per cui alzare l’asticella. Lo sguardo rivolto verso l’alto. Sempre di più. Gli occhi sgranati alla ricerca. La mente incollata all’unico pensiero. Le idee raggruppate verso l’unica soluzione. Le energie incanalate verso l’unica direzione. Centimetro dopo centimetro. Fino ad un nuovo limite. Arrivare e superare. Superare ed arrivare. Niente può essere d’intralcio. Nessuno può mettersi in mezzo. Indecisione, dubbio, incertezza. Parole senza senso. La visione è chiara. Le ombre sono lontane. Solo un banale ricordo. Scalare il cielo. Trovarne un altro. Un altro ancora. Bucare le nuvole. Passarle centimetro dopo centimetro. Prendere l’asticella e portarla con sé. In alto, sempre di più. Il tempo non chiede, lascia fare. Osserva perché conosce. È abbastanza. È tutto. Tutto il tempo di cui si ha bisogno. Non è un puerile gioco. Una corsa a caccia di un primato. Un cronometro da battere. Un avversario da umiliare.

È molto di più. Il finito che cede il posto all’infinito. Lo spazio in cui trovare. L’eterno a cui aggrapparsi. L’asticella dal alzare. Centimetro dopo centimetro. Un po’ alla volta, fino all’ultimo limite.

Andrea Villa

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