19 Feb 2010

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Senza Categoria (6) Ombrelli

ombrelliAppare il sole, ma continua a piovere. Non smette mai, nemmeno per un secondo. Le nuvole sono ferme, restano immobili, con lo sguardo fisso verso terra. Gli ombrelli del tennis italiano sono sempre aperti. Stretti uno vicino all’altro, a volte arrivano fino a toccarsi, ma è soltanto un attimo. Non proteggono dai raggi ultravioletti, dal calore di una chiara giornata di primavera: fermano l’acqua che scende senza sosta. Nessuno desidera bagnarsi, essere toccato, rischiare di vedere macchiato il vestito buono. Tutti rimangono ben riparati, della pioggia sentono appena il rumore, un perdurare aritmico, dal piano al forte, mai silenzioso. Le gocce cadono fitte e poi fini, dando l’illusione che possano smettere di precipitare; allora qualcuno allunga una mano per capire, per accorgersi subito che non è ancora tempo di chiudere l’ombrello. Pallidi sono i volti degli uomini, emaciati come se non vedessero un po’ di luce da un secolo; le donne invece sono più fortunate, ogni tanto il sole le grazia baciandole in fronte, donando un tepore che la loro bellezza merita senza ombra di dubbio.

Quando è iniziato nessuno lo ricorda; le vecchie teorie in proposito sono ormai dimenticate, mentre le nuove non hanno trovato terreno fertile, assomigliano solamente a povere illazioni. In fondo si sta bene sotto l’ombrello, è una abitudine difficile da cambiare, sebbene qualche timido tentativo ogni tanto venga fatto. Un occhio buttato verso l’alto per vedere se ha smesso, se le nuvole si sono decise ad andare via; niente accade, perché poco viene tentato. Piove e se non bastasse grandina. Chicchi grandi come palline da tennis, una gragnola capace di lasciare segni indelebili: a chi importa? Se gli ombrelli non si rompono, se la pelle è salva, può anche aumentare. Proteggere il proprio spazio è l’unica cosa da fare, resistere e non domandare, non chiedere, non sapere. Le nubi nere sono cariche di odio, di tuoni e fulmini; sotto tutto sembra in ordine, ma è la confusione a farla da padrone. Gli uomini guardano le donne e non capiscono, non hanno la forza per imitarle, e godere insieme di un po’ del caldo a loro concesso. Chi fermerà la pioggia? Chi avrà il coraggio di chiudere per primo l’ombrello? Appare il sole e per un momento smette di piovere. Gli ombrelli del tennis italiano restano comunque aperti.

Andrea Villa

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