23 feb 2010

Postato da in Speciale | 0 commenti

Speciale (49) Una parola appena

lettereUn sacco pieno di lettere. Un regalo, un gentil dono. Impacchettato, infiocchettato, pesante. Facile da aprire, un lieve tirare è sufficiente. Una mano schiude, l’altra si infila curiosa. Una punta improvvisa, uno stiletto. Ahi, che male. Che fastidio, un po’ di sangue. Una goccia rossa. Meglio indagare con gli occhi. Un sacco colmo di lettere. Vocali e consonanti, maiuscole e minuscole. Colorate, bianche e nere. Tante, tantissime. Quante saranno? Da dove arriveranno? Senza mittente, senza destinatario. Soltanto un grosso pacco, una scatola. Incastrate, incatenate, intrecciate. Da tirar fuori o lasciare così come sono? Mettere ordine o preferire la confusione? Non c’è molta scelta. Una ad una, una alla volta. Con pazienza, con metodo, e poco altro. Le mani attente, le punte escono a colpire. Meglio lavorare con cautela. Il pavimento. Per terra. È l’unica soluzione. Alla rinfusa, un guazzabuglio, una accozzaglia. Un po’ di qui, un po’ di là. Le grandi e le piccole. Quelle che si somigliano, le indivisibili. Le maniche rimboccate. Tirate su. Un lavoro lungo, il sudore e la schiena che duole. Il sacco comincia a svuotarsi. Piano. Lettera dopo lettera. Da dentro a fuori. Fino all’ultima rimasta.

Una pausa, lo sguardo che gira. Gira intorno alla stanza. Una coperta distesa. Lo spazio è tutto preso. Ora? Cosa cercare? Come procedere? L’alfabeto. Dalla a alla zeta. Oppure dalla zeta alla a. Per vedere se ci sono tutte. Se qualcuna manca. E qualcuna manca. Piccoli buchi non riempiti. Falle inattese. Forse una sorpresa. Le dita corrono, scorrono il nuovo ordine. La A non risponde all’appello. La E è assente. Anche la I non si trova. Tre vocali. Le prime tre vocali. Eppure la O c’è, la U è al suo posto. Troppo semplice. Banale. Ecco, la R è latitante. Come la T. La V forse si è persa per la strada. Le altre ci sono. Un’occhiata di sicurezza, al sacco, al gentil dono. Una mano si allunga, ma sa. Conosce. Ha già capito. Nella scatola, sul pavimento. C’è tutto, manca tutto. Continuare a cercare non serve. Quando non la verità non ha più un posto dove stare.

Andrea Villa

Lascia una risposta.