13 Mar 2010

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Speciale (52) Differenza

La differenza c’è, e si vede. A occhio nudo. A prima vista. Insomma c’è. Il confronto è stridente, quasi rumoroso. Non serve fare di conto, estrarre numeri, metterli in fila. La matematica non c’entra. Non è un suo affare. È una questione semplice. Di facile interpretazione. Una paragone dalla soluzione scontata. Persino per un cieco. Una diversità evidente. Basta una minima attenzione. Non servono grandi indagini. Scomodare strane teorie è inutile. Uno sguardo è sufficiente. Cogliere l’essenziale una conseguenza. La differenza è netta. Una riga tracciata a distinguere. Non un caso. Non una combinazione fortuita. Un preciso scarto in favore. Impossibile fare finta. Chiudere gli occhi. Negare. La menzogna non ha residenza. L’inganno solo un esercizio per stolti. Guardare per credere. Tenendo gli occhi ben aperti. Spalancati. Nell’unica direzione. È una faccenda lineare. Senza orpelli. Senza ammennicoli. Non ha maschere. Non usa fantasiose finzioni. È la differenza. La clamorosa distanza. Il divario non colmabile. Uno spazio che resta tale. La separazione. Una lontananza inavvicinabile. C’è. Esiste. Si percepisce. È immediata. Subitanea.

Una paio di secondi. Appena un paio. Un battere di ciglia. E un altro. L’abisso si apre. Eccellenza. Mediocrità. La differenza si vede. Purtroppo.

Andrea Villa

  1. Bello

  2. Sergio Arosio says:

    Interessante e coinvolgente. Non capisco però la punteggiatura.

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