17 mar 2010

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Speciale (53) Chiuso

Chiuso. Serrato. Sbarrato. Quasi asserragliato. A bocca chiusa. Cucita. I lucchetti alle porte. Ben stretti. Le finestre bloccate. Dall’interno. Dall’esterno. Quasi un bunker. Al buio. A luci spente. Irraggiungibile. Intoccabile. Introvabile. Mura. A protezione. A difesa. Alte. Invalicabili. Insuperabili. Indistruttibili. Una perfetta costruzione. Progettata. Studiata. Pensata. Realizzata. Nessuna possibilità. Di infiltrazione. Di penetrazione. È tutto ostruito. Otturato. L’aria fatica a passare. Meglio così. Deve essere così. Una libera prigione. Una galera scelta. Non imposta. Voluta. Cercata. Abitata. Le chiavi gettate. L’uscita inesistente. Il silenzio. Le parole che mancano. Per fortuna. Per bisogno. Non servono. Restano dentro. Intime. Serrate. Fra le labbra. Cucite. Ferme. Inermi. Stanche. Tempo e riposo. Tanto tempo. Molto riposo. Continuo oblio. Avvolgente oscurità. Priva di qualsiasi cosa. Scarna. Essenziale non materia. Coperta di nulla. Evanescenza. In cui perdersi. Stretto. Tra soffitto e mura. Compresso. Chiuso. Niente di più. Niente di meno. Una lunga notte.

Senza il giorno. Un distacco. Un allontanamento. Esilio. Estremo esilio. Sparizione. Verso la dimenticanza. Il non ricordo. Forse il non ritorno. Inutile cercarmi. Sono chiuso.

Andrea Villa

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