20 Mar 2010

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Senza Categoria (8) Sulla morte

Roberto Lombardi non c’è più. Lo sport italiano ha perso un personaggio di spessore, dotato di una intelligenza fuori dal comune, un profondo conoscitore del tennis, un vero appassionato. Pur sapendo che da tempo stava lottando contro la malattia, la notizia della sua scomparsa mi ha colto di sorpresa. Ingenuamente credevo che le sue condizioni non fossero così gravi, talmente serie da portarlo via, lontano da tutti, in maniera troppo veloce. Il mio primo pensiero è andato alla moglie, a chi ha cercato di aiutarlo, confortarlo, offrirgli una speranza vana; in queste occasioni il dolore è incomprensibile, nemmeno immaginabile, nessuno è in grado di capire cosa si possa provare. La vita per alcune persone è un percorso molto duro, pieno di insidie, di prove da superare; per altri invece sembra sempre una discesa sgombra da pericoli, una via libera da impedimenti: spesso mi domando se ci sia un giusto equilibrio. Ho conosciuto Roberto Lombardi ad un corso di aggiornamento per maestri, qualche anno fa: era la prima volta che lo incontravo di persona. Avevo sentito molte telecronache, e letto alcuni suoi articoli, ero al corrente di quanto fosse preparato, di come tentasse di alzare il livello degli insegnanti di tennis;

quel giorno mi sono trovato davanti ad una persona vulcanica, spiritosa, eccentrica, con cui scambiare idee e punti di vista diversi. Purtroppo ci sono forze impossibili da battere, avversari senza punti deboli, nonostante si conoscano a memoria tattiche e strategie, e si disponga di una tecnica perfetta. Mi sarebbe piaciuto vederlo di nuovo, magari per fargli alcune considerazione impertinenti, sulla scuola maestri, sui risultati dei giocatori italiani, sulla federazione e sul futuro del tennis. Non credo di essere l’unico ad avere questo desiderio, visti i molti messaggi a lui dedicati, apparsi in brevissimo tempo sui tanti siti che hanno cercato di ricordarlo. Mentre leggevo le numerose parole d’affetto, le sentite condoglianze, gli aneddoti di chi aveva condiviso partite e intere giornate di lavoro, ho pensato alla morte, a come unisca il giudizio nei confronti del defunto. Quando si lascia il mondo dei vivi, si viene sottoposti ad una operazione di pulizia, tutti i difetti vengono dimenticati, le azioni deprecabili cancellate, il pessimo carattere ammorbidito. Non mi sto riferendo al compianto Roberto Lombardi, senza dubbio si merita ogni singola testimonianza d’amore nei suoi confronti, piuttosto per un attimo ho immaginato di trovarmi al suo posto, fantasticando su cosa avrei voluto leggere riguardo me stesso. La cruda verità? Oppure una visione influenzata dalla pietà per una persona passata a miglior vita? Che stupidi interrogativi, quali macabre considerazioni. Eppure mi accorgo di non trovare mai qualcuno che abbia il coraggio di lasciare un simile ricordo: “Una persona sgradevole, maleducata e senza valori; un inetto capace soltanto di preoccuparsi di se stesso, un vero egoista. Che Dio possa perdonare un essere umano così crudele”. Forse ho esagerato, mi sono lasciato trasportare, nell’occasione di un dolore che non mi appartiene, tali riflessioni sono alquanto fuori luogo. Nel momento della fine, si apre un vuoto, da riempire con ciò che di autentico siamo stati, nel bene e nel male; la morte conduce l’uomo verso l’ignoto, un intangibile di cui teme il contatto: per questo è difficile affrontarla con serenità, lasciando andare i nostri cari con quello che hanno deciso di portarsi dietro nell’ultimo viaggio.

Andrea Villa

Alla moglie e ai famigliari di Roberto Lombardi le mie più sentite condoglianze: ciao Professore, ai maestri incolti già manchi.

  1. Daniele says:

    Dopo aver appreso questa terribile notizia, vorrei lasciare un semplice ed umile pensiero in ricordo di Roberto Lombardi, bravissimo telecronista e persona eccezionale : mai un commento fuori posto, mai una parola sgarbata o un’affermazione impertinente, ma soprattutto una persona dotata di grandissima intelligenza ed una meticolosità scientifica ai limiti della fantascienza.
    Elaborare il ricordo di un evento funesto e luttuoso è sempre difficile e, soprattutto, doloroso : per questo motivo preferisco ricordare Roberto come una persona allegra e serena, un uomo colto che penetrava, durante le telecronache, nelle nostre menti con le sue parole piene di spirito e saggezza, un uomo che contemplava i campioni della racchetta attraverso lo spessore delle sue lenti tonde, un uomo che ci ha lasciati troppo presto per essere vero e che, mentre ci apprestavamo a vivere un’altra entusiasmante telecronaca, ci ha purtroppo costretti a piangerlo amaramente.
    Da parte di un umile estimatore di Roberto Lombardi, uomo e giornalista di spessore, un abbraccio affettuoso alla moglie Caterina ed ai famigliari tutti.

    Daniele

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