30 Mar 2010

Postato da in Speciale | 1 commento

Speciale (55) Buon esempio

Una cartaccia buttata in terra. Senza noncuranza. Una pallina abbandonata in mezzo al campo. Con disinvoltura. Gli occhi vedono. La testa gira dall’altra parte. Sempre. Una voce nel nulla. Chiacchiere sovrapposte. Un richiamo. Ancora un richiamo. La carta resta. La pallina rotola. Gli sguardi si incrociano. Silenziosi. I passi vanno in direzioni opposte. Un po’ di qua, un po’ di là. Quasi tutti di là. Lontano dal buon esempio. Vicini alla cecità. Ridono. Le risate hanno un’eco. Un rimbombo che ferisce. L’inutile al potere. Lo sciocco seduto sul trono. Un refolo di vento e la carta si sposta. La pallina continua a rotolare. Le distanze aumentano. Diventano incolmabili. Uno spazio troppo grande. La vista non può arrivare. Tutto si fa piccolo. Minuscolo. Impercettibile. Forse non c’è nemmeno. E anche se ci fosse. È affare altrui. Qualcuno penserà. Farà. Porterà equilibrio. È sempre altrui affare. In terra la carta si contorce. La pallina gira su sé stessa. Per qualcuno ci sono. Presenze da rincorrere. Raggiungere. Sollevare e mettere via. Via dal cattivo esempio. Dalla pessima abitudine. Perché? Per un antico concetto. Una vetusta idea. Vecchio ideale. Affinché qualcuno veda. E impari.

Capisca. Magari imiti. Trovando la direzione giusta. Apra gli occhi veramente. Uno sguardo autentico. Più forte delle chiacchiere. Dei richiami. Delle stolte risate. Un pezzo di carta svolazzante. Soltanto una pallina lasciata al suo destino. Una mano che si allunga. Tocca. Stringe. Il vento si ferma. L’unico a capire il motivo del buon esempio.

Andrea Villa

  1. sergio Arosio says:

    Caro Andrea,
    continua a scrivere e a pensare così…
    Il prossimo mese sarò a Parigi a seguire, per quello che mi sarà possibile, il Roland Garros.
    Mi piacerebbe averti con me…
    Ma perché sono così ammalato di tennis..?

Lascia una risposta.