11 Apr 2010

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L’articolo della settimana (84) Incroci destinati

Non ci sono molti incontri fortunati nella vita, forse si possono contare sulle dita di una mano, quasi tutti gli altri sono da inserire nella categorie comparse, persone che non hanno lasciato un significativo segno lungo la nostra strada. I destini si incrociano senza apparente ordine, mossi soltanto dal caso e dalle sue sconclusionate decisioni; quando arrivano a toccarsi fanno nascere domande, pongono quesiti riguardo l’importanza di tali situazioni, e di come hanno generato un cambiamento considerevole. In alcuni momenti tutto sembra in apparenza scontato, quasi inevitabile, come se le cose non possano andare diversamente; sono piccoli segnali a dircelo, a suggerire all’intuito di prestare attenzione, e non cedere a stravaganti fantasie. Spesso ho avuto questa sensazione, come se qualunque decisione mi avrebbe condotto in ogni caso verso un’unica direzione, in cui era inevitabile andare. Poche volte sono rimasto sorpreso, colto dallo stupore per qualcosa di imprevisto, capace di lasciarmi stupefatto, rovesciando le mie previsioni. Quando gareggiavo ero in grado di conoscere il risultato della partita durante il palleggio preliminare, sapevo con esattezza se avrei perso miseramente, oppure se il mio avversario non sarebbe stato all’altezza.

Un presentimento concreto, che quasi banalizzava ogni incontro, togliendo nel tempo il desiderio di confrontarmi, di tentare di raggiungere un limite di sicura cognizione. Forse è per questo che sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, e mi butto in mille progetti, in tante faccende in cui spero di trovare una reale sorpresa. Negli anni di insegnamento ho visto migliaia di persone, subito ho riconosciuto quelle che avrebbero avuto un’influenza su di me, a cui potermi avvicinare senza il timore di prendere una fregatura, un incontro da tenere sulle dita di una mano. In quelle rare occasioni la solita domanda mi ronzava nella testa, a chiedermi se le persone attraversano la medesima strada perché così deve essere, se qualcosa di imperscrutabile ci conduce sugli stessi passi, oppure è solamente un modo per affidare le ragioni della vita non alle nostre decisioni consapevoli. Un discorso di difficile soluzione, in cui arrovellarsi senza trovare le giuste risposte; in fondo potrebbero essere così scontate da risultare poco interessanti, meglio quindi credere che siano le mosse quotidiane a determinare il trascorrere degli eventi, e non un disegno già stabilito. Per ora quasi di nulla mi sono sorpreso, niente è riuscito ad ingannarmi, a lasciarmi a bocca aperta: per fortuna il futuro ha ancora molto da regalarmi.

Andrea Villa

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