18 Apr 2010

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L’articolo della settimana (85) Montecarlo Master 1000

È ancora notte quando suona la sveglia, un incubo smorzato dalla consapevolezza che i campioni della racchetta mi stanno aspettando, ancora una volta sarò sulle tribune ad assistere al Torneo di Montecarlo. Un appuntamento a cui non posso mancare, una giornata a caccia di giocatori, di foto da fare e di tanti ricordi da portare con sé; il ritrovo al Quanta Sport Village è fissato poco prima delle sei, sono tutti puntuali, il gruppo di appassionati è pronto per godersi uno spettacolo unico, riservato a veri “malati” di tennis. Purtroppo il viaggio dura più del previsto, sei lunghe ore passate sul pullman, tra traffico, code e un incidente che rallenta il nostro entusiasmo, ma non impedisce di gioire quando finalmente giungiamo a destinazione. Alla quarta presenza mi sembra di conoscere ogni angolo del circolo, anche se noto subito qualche piccolo cambiamento, un tentativo di migliorare un’organizzazione quasi perfetta. Salgo in tribuna per capire quale sia il mio posto, il “Campo dei Principi” non è molto grande, permette una comoda visuale, è appena finito l’incontro tra Melzer e Mathieu, Fognini sta per entrare, lo aspetta l’ostico Llodra. L’incontro non suscita in me molta curiosità, anche perché un messaggio amico mi informa che Rafa Nadal si sta allenando: in mancanza di Roger Federer non posso lasciarmi sfuggire lo spagnolo.

Un autentica folla circonda il campo numero dieci, farsi largo è un’impresa, trovare uno spazio libero per scattare qualche foto un esercizio di equilibrismo: io e Antonella ci proviamo! Scavalcando e spostando numerose persone, ci piazziamo in buona posizione, siamo molto vicini, lo vediamo palleggiare con Simone Bolelli, osservati dai rispettivi coach: Riccardo Piatti per l’italiano e il famoso zio Toni per Rafa. Il dito schiaccia a ripetizione, filmo come potrebbe fare un giornalista d’assalto, e penso ai miei allievi che si stanno perdendo qualcosa di veramente speciale. È incredibile quanto calore abbia intorno a sé il campione spagnolo, tutti sembrano essere a Montecarlo per lui, soltanto per lui; sui campi adiacenti Andy Murray e Marcos Baghdatis si stanno scaldando, mi sposto per immortalare anche loro, con grande soddisfazione in pochi minuti ho già “beccato” due dei primi dieci giocatori al mondo. Non riesco a stare fermo a lungo, anche perché gli allenamenti sono molto leggeri, un’esibizione fatta quasi a voler soddisfare il pubblico; è così anche per Seppi e il francese Chardy, che seguo solo per qualche scambio. Mentre decido di tornare a sedermi in tribuna, mi accorgo che Djokovic e Nalbandian stanno entrando sul campo undici, non posso ignorarli, mi accomodo e attendo che inizino a scambiare qualche palla. Novak è molto simpatico, ride e scherza in continuazione, l’argentino lo asseconda, e gli spettatori accorsi numerosi possono solamente essere contenti di poterli ammirare. Fognini intanto ha perso, ma io non ho visto nemmeno un punto del suo incontro! La temperatura si alza grazie ad un magnifico sole apparso dietro le nubi, il pericolo pioggia sembra scampato, tutto appare più bello, anche la famosa terrazza dove i soci del club pranzano tra ostriche e aragoste. Gli amici partiti con me sono sparsi chissà dove, ogni tanto ci incrociamo, scambiamo quattro chiacchiere per ripartire poi verso altre mete; ognuno di noi cerca qualcosa di diverso, in un viaggio tennistico dai molteplici risvolti. Fabio mi presenta Alessandro e Nicola di spaziotennis.com, sito che ha gentilmente ospitato due miei articoli; è un vero piacere incontrarli, e potergli fare di persona i complimenti per lo splendido progetto portato avanti con tanta passione. Insieme a Marco e Davide salutiamo Giuseppe Marzo di Sky Sport, socio del nostro circolo, che ci informa della caduta dalla scale di Rino Tommasi, coperto in volto da alcuni cerotti a proteggere le evidenti ferite. Mentre discorriamo faccio una foto a Fabio con Pistolesi, ex coach di Bolelli e ora del tedesco Berrer; persona squisita e molto disponibile, con un piccolo difetto, è romanista! Mia sorella cerca di recuperare i suoi indisciplinati allievi, l’aiuto nel vano tentativo, prima di fare un giro panoramico tra i tanti stand, gli sponsor espongono e vendono i loro prodotti senza sosta, nessuno vuol tornare a casa a mani vuote: nemmeno io, ecco perché compro la maglietta ufficiale dell’edizione 2010 del torneo. È il momento per riposarsi un po’, dopo tanto girovagare mi sistemo in tribuna, il serbo Troicki e il polacco Kubot sono all’inizio del terzo set, è una partita piacevole, i primi punti che vedo dopo quasi tre ore di solo allenamenti. Vince Troicki, i giocatori escono, i bambini li inseguono per avere un autografo, uno scarabocchio da esibire agli amici. Pochi minuti dopo Baghdatis e Montanes fanno il loro ingresso in campo, il cipriota è favorito, ma gioca male e perde il primo set; purtroppo una nube nera si affaccia minacciosa, qualche goccia arriva a disturbare l’incontro, preferisco trovare un riparo, per evitare di bagnarmi troppo. Per fortuna smette quasi subito di piovere, ma il tennis giocato può bastare, ho ancora un acquisto da fare: un’altra maglietta, questa volta firmata Roger Federer. Lo svizzero ha preferito saltare Montecarlo, con mio grande dispiacere, speriamo che il prossimo anno decida di partecipare. La giornata si avvia alla conclusione, sul centrale Almagro e Tsonga stanno lottando, Baghdatis ha perso, ed è arrivata l’ora della partenza. Mentre ci raduniamo scorgiamo Max Mirnyi, il doppista bielorusso è un gigante, facile scambiarlo per una spia del Kgb. Sono stanco, ma appagato da un’esperienza sempre gratificante, e che vorrei poter fare più spesso. Sul pullman penso al mio quotidiano, ai tanti progetti, alle idee non ancora realizzate; capisco quanto mi stia stretto ciò di cui mi occupo, e di come l’ambizione spesso venga vanificata dalle altrui mediocrità. Il sonno arriva in soccorso, chiudo gli occhi e lascio che la mente si abbandoni al sogno.

Andrea Villa

Un ringraziamento speciale a mia sorella Elisa, a Fabio Colangelo e al Quanta Sport Village per aver organizzato l’ennesima splendida giornata di tennis. Un saluto agli impagabili compagni di viaggio: Marco, Davide, Antonella, Corrado, Ken e Attilio. Un abbraccio a Niccolò e a tutti gli scappati di casa tirati giù dal letto troppo presto!

  1. sergio arosio says:

    Caro Andrea,
    il prossimo anno andiamo insieme a Montecarlo… Fa sempre bene vedere partite di tennis con intenditori!
    Allora al prossimo anno (Dio volendo e a Dio piacendo)
    Sergio

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