18 Mag 2010

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Speciale (60) Cielo

Cielo oscurato. Dall’oggi al domani. Visuale scomparsa. Un velo. Lenta l’abitudine. Di un sole che non c’è. Di luce strana. Artefatta. Falsa. Gli occhi si alzano. Cercano. Non trovano. Vorrebbero andare oltre. Bucare. Non riescono. Le foglie cadono. Scendono piano. Si appoggiano. Diventano stelle. Prima di scivolare. Rimanere incastrate ai bordi. Planetario di breve durata. Poi la pioggia. Aghi senza punta. Incapaci di forare. Di vincere la cortina. Solo un rumore. Ritmo altalenante. Ondivago suono. Acqua che lava l’esterno. Dentro lo sporco resta. Lampi. Di chiaro. Tra nuvole di passaggio. Avvezze all’addio. Leggere tra le spinte del vento. Poi il buio. Compagno del freddo. Amante della neve. Bianca. Soffice. Cristallina. Tutto copre. Dal cielo fino alla terra. Coltre bianca. In fiocchi. Posarsi di petali. Non di fiore. Di gelo. Sullo spesso velo. Le orecchie sentono. Si accorgono. Di un silenzio diverso. Inusuale. Pieno. Quasi sconosciuto. Fino a sciogliersi. Ad essere risucchiato. Per lasciare spazio. Liberare il posto. Ancora alla pioggia. Alla malinconia. Ad un tepore che tarda. Ad un risveglio che non c’è. Resta nascosto. Sotto le coperte del letargo.

Aspetta. Butta l’occhio. Vede freddo e tempesta. Uno sfogo fuori tempo. Cielo ingombro. Sopra la cortina. Eretta a protezione. A difesa. A trincea. Poi una sosta. La tregua attesa. Sperata. Invocata. Da qualche parte. Il sole c’è. Scalda. Brucia. Scotta. Dove? Gli occhi si alzano. Cercano. Non trovano. Accecati dal calore. Sotto un velo d’inferno. Fino al ritorno. Agli aghi senza punta. Alla tristezza. All’abitudine. È solo un’ultima coda. Estremo colpo. Prima dell’inevitabile fine. Il cielo c’è. È vero. La luce una realtà. Gli occhi si alzano. Vedono. Si chiudono per riaprirsi. Verificano. La cortina è caduta. Crollata tra le braccia del tempo. Paziente seppur un po’ in ritardo. Dall’oggi al domani tornerà.

Andrea Villa

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