27 giu 2010

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L’articolo della settimana (94) Numero uno

Mentre l’estate ha fatto la sua apparizione, è la stanchezza a dominare le mie giornate, a renderle faticose, piene di difficoltà. Se potessi rimarrei a letto il più possibile, oppure resterei sdraiato sul divano, sforzandomi di non addormentarmi davanti al televisore, o magari perso tra le pagine di un libro. Purtroppo il riposo di cui avrei bisogno è molto lungo, un tempo che non posso concedermi, un periodo importante in cui fermare ogni attività e ricaricare le batterie in maniera sostanziale. Le scarse energie che ancora posseggo le uso con il contagocce, dosandole come un bene prezioso, cercando di recuperare nei rari momenti liberi, fondamentali per consentirmi di andare avanti. Mentre ascolto con attenzione le risorse del corpo e quelle della mente, penso come spesso accade al futuro, a quali scelte sarò costretto a breve, a dove mi condurranno. Le faccende di cui mi occupo durante l’anno sono molte, un peso enorme, che non sempre sono abile a gestire con il giusto equilibrio, forse per la consueta generosità. Nelle ultime settimane ho tentato di mettere in ordine alcuni pensieri, di capire se certi obiettivi sono ancora perseguibili, oppure soltanto chimere mai raggiungibili.

Un’analisi che si presenta puntuale ogni estate, quando il lavoro diminuisce pian piano, lasciando spazio a riflessioni impossibili da fare in altri momenti dell’anno. Voglio di più, non sono soddisfatto, voglio essere il numero uno. So che può apparire come l’ennesima sparata, la periodica provocazione, ma non è così. Non mi basta quello che sto facendo, lo trovo riduttivo, limitante e talvolta persino deprimente. Forse è la stanchezza, che annebbia la testa, confonde le idee, e impedisce una visione corretta degli eventi. Tuttavia sento la necessità di una svolta, di un cambiamento importante, di una spinta decisa verso una nuova direzione. Amaramente ho constatato che è difficile trovare qualcuno in grado di investire su una persona giovane, di comprendere le tante ambizioni, di permettere alle sue qualità di uscire allo scoperto in modo efficace. Nessuno vuole assumersi un tale rischio, meglio tirare a campare, procedere sempre lungo la stessa strada, quella ampiamente conosciuta, dove ormai c’è ben poco da scoprire. Non so come farò a buttarmi in una grande avventura, a avvicinarmi ai migliori personaggi nel mio settore, da tempo mi arrovello nel tentativo di trovare la chiave di volta, da infilare nella serratura giusta. Spesso ho avuto l’impressione che qualunque cosa facessi, fosse destinata a passare sotto silenzio, a non lasciare traccia, mentre iniziate di altri, pur essendo prive di ogni costrutto, venissero valutate con un metro taroccato. Forse è colpa della stanchezza, dovrei tenerlo bene a mente, non dimenticarlo; è per questa ragione che gli occhi stentano a rimanere aperti, desiderando di chiudersi, in modo da abbandonarsi ad un sonno finalmente ristoratore. Voglio essere il numero uno, quello che cambia la storia, ho un’estate davanti per pensare, gli altri resteranno indietro a guardare la mia fuga, e increduli penseranno ancora una volta di essere più veloci di me.

Andrea Villa

  1. sergio Arosio says:

    Ti auguro di diventare il numero 1, ma tu sai meglio di me che occorre tenacia, fiducia nei propri mezzi, un pizzico di fortuna…
    Ma mi raccomando, rimani sempre così come sei!
    Sergio

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