25 lug 2010

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L’articolo della settimana (98) Bora Bora

Bora Bora mi aspetta a braccia aperte, un paradiso terrestre di rara bellezza, un autentico sogno. Era da un anno che meditavo sull’opportunità di raggiungere una simile località, di concedermi un soggiorno in uno dei posti più incantevoli del pianeta; potrà sembrare strano, ma fino all’ultimo istante sono stato indeciso se partire o rinunciare, se affrontare il lungo viaggio oppure desistere. La Polinesia è parecchio lontana, sperduta nel mezzo dell’Oceano Pacifico, quasi alla stessa distanza tra l’Australia e il Sud America; una piccola realtà, una perla emersa dalle acque, difficile da trovare anche sulle carte geografiche.
Il mare cristallino, affatto inquinato, le palme, il paesaggio mozza fiato, i tramonti e le albe spettacolari, mi hanno convinto a buttarmi in una esperienza irripetibile. Un’avventura solitaria, come è nella mia natura, quasi una fuga dallo stantio quotidiano, dalle consuete vicissitudini, dai consumati rapporti umani. Non so che cosa farò, forse nulla, ma basterà per staccare completamente, e dare un taglio per un po’ di tempo ad una vita priva di slancio. Quasi nessuno è al corrente della mia partenza, un piccolo segreto conservato gelosamente, per evitare le solite fastidiose domande, sul perché di talune scelte, e le loro inspiegabili motivazioni. Non amo il telefono, e se qualcuno vorrà cercarmi, sappia che non risponderò, non darò spiegazioni, almeno fino al mio ritorno. In fondo è soltanto una vacanza, un allontanarsi, per poi riprendere la via verso casa, portando con sé, oltre al bagaglio, un carico fatto di preziose conoscenze. Tante saranno le ore che dovrò trascorrere in aereo, le userò per pensare, per leggere e naturalmente scrivere, buttando spesso lo sguardo fuori dal finestrino, per vedere quanto si possa essere distanti dalla realtà. Non farò foto, non manderò cartoline, non reciterò la parte del perfetto turista, sempre a caccia di un trofeo, di qualcosa da mostrare agli amici; non aggiornerò nemmeno il sito, lo abbandonerò per dodici giorni, lasciandolo solo per la prima volta, spero che apprezzerà un po’ di sano riposo. Quello che vivrò resterà semplicemente nel mio cuore, impresso negli occhi, diventando indelebile ricordo; troppe volte ho tentato di condividere con qualcuno un sogno, un’idea, una visione, non voglio restare di nuovo deluso. Così volo senza compagnia, attraversando il mondo, seguendo la corrente dell’ispirazione, la vera faccia del destino. Un viaggio di difficile comprensione, che non chiede di essere capito, soltanto vissuto; Bora Bora mi aspetta a braccia aperte, tappa fondamentale per arrivare al numero uno.

Andrea Villa

Mentre state leggendo questo articolo sarò già lontano, non vi resta che attendere il mio ritorno: le racchette sono rimaste a casa.

  1. george brallo says:

    buone vacanze maestro!!!te le meriti!!!mi hai insegnato tante cose specialmente questa mattina,non ha sempre ragione chi dice di aver ragione solo perche altri gli danno ragione,molte volte la maggioranza sbaglia e si da poco conto a chi non viene dato ragione…il grande maestro Andrea insegna :)

  2. Mattia Donida says:

    Leggendo queste parole ho capito che fare una cosa del genere piacerebbe molto anche a me: distaccarsi dalla realtà quotidiana per una settimana o due deve essere qualcosa di unico, riesci a essere un altro “te” per poco tempo il che deve essere eccitante e a dirla tutta anche un po’ divertente…
    Divertiti e vivi questa esperienza in un modo indimenticabile così che nella tua vita lo ricorderai sempre come un bellissimo momento trascorso in un posto da sogno.
    Detto cio’ fai buone vacanze boss e riposati che te lo meriti!!

  3. ottima idea. Con invidia, buone vacanze (PS sarai tornato per flushing meadows spero)

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