8 Ago 2010

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L’articolo della settimana (99) Tornato

Sono tornato. Il viaggio è terminato, almeno per ora. Un’altra tappa è stata toccata, vissuta e lasciata alle spalle. Il tempo di un batter d’ali e ancora la chiave si infila nella serratura di casa, e lentamente i ricordi cominciamo a sbiancare, a diventare ogni momento un po’ meno forti. Una strana sensazione riempie la mente, gli occhi e naturalmente il cuore; un attimo prima si è in un altro luogo, quasi in una differente dimensione, un secondo dopo riappare la consuetudine, dove niente sembra cambiato. È forse questo il destino del viaggiatore, di chi cerca lontano risposte e domande, nuova linfa per una vita all’apparenza monotona, prigioniera di schemi e stantie abitudini. Alla partenza la valigia è piena di speranze, di sogni e volontà di fuga, ma anche di preoccupazione, di tensione per qualcosa che non si conosce; al ritorno invece ha un diverso peso, un carico di immagini e di parole preziose, un’inattesa ricchezza da conservare con cura. Ogni avventura ha un proprio fascino, un lato nascosto da scoprire, un’essenza da svelare per comprendere fino in fondo il vero valore. Talvolta si commette l’errore di fermarsi alla superficie, di non osservare le profondità, di lasciar vincere distrazione e disattenzione: un peccato da evitare, una tentazione in cui non cadere. Sono tornato, e quasi non riesco a crederci. In casa tutti gli oggetti hanno conservato il proprio posto, nulla si è spostato, come se fossero cristallizzati, bloccati in un tempo ben determinato. Il loro essere senza anima stride con le sensazioni che mi sono portato dietro, riempito il bagaglio e valorizzato il viaggio. Eppure anche durante il cammino più affascinante, ci sono momenti in cui il dubbio serpeggia, la solitudine divora lo stomaco, e il mondo conosciuto sembra distante anni luce. Fantasmi difficili da mandare via, da scacciare definitivamente, che troppo spesso compaiono, quasi fossero al corrente di ogni mio spostamento. Contraddizioni che tento di nascondere, sperando di non ritrovarle in valigia, mentre la apro vinto dalla stanchezza, dopo tanti giorni molto intensi. Ho lasciato volti e parole pieni di affetto, ma anche situazioni astruse, di complicata comprensione, che forse soltanto il tempo riuscirà a farmi capire. Non so quando arriverà il momento della prossima partenza, se ancora avrò la forza per farlo, inseguendo l’ennesima fiamma, la vitale luce. Per ora desidero godermi ciò che di buono ho raccolto in due settimane, sfuggendo il veleno, la rabbiosa incapacità di assimilarlo come se niente fosse. Per questo mi abbandono ad un sonno ristoratore, in cui tutti i compagni di viaggio trovati lungo la strada, vengono a farmi visita, riempiendo i sogni come mai la realtà è in grado di fare.

Andrea “Excalibur” Villa

Un saluto a Duccio, Lorenzo, Michele, Marco, Fabrizio, Michele, Matteo, Christian, Germano, Alessandro, Alessandro, Alessandra, Vera, Cristina, Manuela, Luca e Alberto.

  1. Alessandra Dell'Aversana says:

    ciao Andrea, il tuo articolo mi tocca il cuore e rispecchia in pieno il mio stato d’animo…. in queste 2 settimane si sono creati incastri “magici” tra personalità apparentemente diverse tra loro…excalibur ha colpito ancora..ciao a presto Alessandra..

  2. Vedi sempre il bicchiere mezzo pieno Andre’… Sei partito con una racchetta e sei tornato con Excalibur!!!!
    Grande Andre’, sei un mito!

  3. duccio says:

    se non altro sono in vetta alla classifica dei saluti seguito dal manzo e michele “magna gat”penso non sia cosa da poco anche exalibur pur vagando sola per lande sconosciute ha bisogno di un fido compagno di viaggio pronto a sacrificarsi per la causa.Michi sintetizza in una riga qualcosa di profondamente vero ogni cosa che facciamo ha un lato affascinante basta saperlo coglire foss’anche spostare un birillo per quindici giorni da una parte all’altra del campo. woody allen ci avrebbe fatto un film, noi attendiamo ansiosi un pezzo di carta che attesti l’agognata promozione :istruttore di secondo birillo giallo. vi abbraccio.

  4. duccio says:

    dimenticavo:tutti si sono chiesti perchè michele sia stato bocciato io ho la risposta: metteva regolarmente il cesto dalla parte opposta rispetto agli altri un vezzo pagato a caro prezzo

  5. Cristina says:

    Grande, grandissimo Excalibur, hai centrato in modo perfetto il mio stato d’animo: un’esperienza che ha arricchito tutti i componenti di un gruppo che ha funzionato malgrado le loro diversità. O forse grazie a quelle.
    A presto
    Cristina

  6. che dire…hanno già detto gli altri…però mi stupisce la vena poetica del ormia “mitico”maestro Excalibur!!! ciaoo manuela

  7. Fabrizio says:

    Avevo letto l’articolo di Bora Bora, così Sabato, mentre guidavo verso casa, esausto e con lo sguardo ancora un pò perso nel vuoto dopo le due settimane intense appena trascorse, mi domandavo che cosa si sarebbe inventato quel simpatico diavoletto dell’Andrea sul suo sito al ritorno dall’esperienza appena conclusa… bè devo fare i complimenti al mio compagnio di stanza perchè nel leggere le parole del suo articolo ho ritrovato tante sensazioni ed emozioni comuni…
    Un caro saluto e buona recharge!!
    Un caro saluto anche a tutti i colleghi conosciuti al Brallo!!
    P.S. Andrea, appena capiterò dalle parti dell’Ambrosiano farò un salto a salutarti…:)

  8. Alessandra Dell'aversana says:

    … i commenti di Duccio sono fantastici.. e dopo averti sentito dire in campo ” ma questo è un padiglione di un istituto di neuropsichiatria infantile.. io e la maestra non siamo psicologi” ti darei subito la qualifica di SUPERTECNICO NAZIONALE!!..

  9. Matteo Ongaro says:

    Oh ragazzi che viaggio…intanto volevo salutare tutti e ringraziarvi per avermi reso parte integrante di quello che voi avete fatto essere un grande gruppo…è stata dura vedervi partire perchè sapevo già quanto mi sareste mancati e così è stato…Excalibur, Manovelle, “il centro estivo t’ammazza”, i video, i Trans-sennisti, i galoppini e la sfida dei birilli…TANTA ROBA…sono tornato ieri e ho trascorso le 2 settimane successive a metabolizzare la malinconia e alla fine ne sono uscito cresciuto e con tanti amici in più che godono della mia più grande stima e affetto…siete un grande gruppo e Andrea tu ne sei il portavoce e la guida…un abbraccio Matteo

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