11 Set 2010

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L’articolo della settimana (104) Conflitto interiore

La rabbia è un sentimento negativo, corrosivo, in grado di consumare lentamente le pareti del cuore, facendolo sanguinare, soffrire senza ritegno; alla sua base giacciono frustrazioni e costrizioni, che possono riguardare il corpo, ma soprattutto la mente. A volte è l’accumularsi di piccoli quotidiani fastidi, altre una miccia accesa all’improvviso a provocare lo scatto d’ira, l’incontrollabile collera che acceca anche l’animo più sereno. Roger Federer ha dovuto sottoporsi ad un lungo lavoro per mettere da parte inconsulte reazioni, che in gioventù lo portavano spesso a frantumare la racchetta, a spezzarla sbattendola a terra con pochi colpi ben assestati. Vorrei sapere come sia riuscito nell’impresa, quanto tempo abbia richiesto il cambiamento profondo, che gli ha permesso di diventare il campione conosciuto da tutti. Dopo l’incontro con Robin Soderling nei quarti di finale degli Us Open, gli è stato chiesto come avesse fatto a servire così bene nonostante l’incessante vento; sorridendo ha risposto che allena il servizio da sempre, non riuscire a mettere la palla in gioco in quelle condizioni, significava avere un serio problema. Ho autentica invidia per la calma con cui i giocatori affrontano le domande in conferenza stampa, soprattutto quando a parlare sono i tennisti stranieri, mai banali nelle loro argomentazioni. Difficile che qualcuno esprima forti lamentele, scuse o qualsivoglia alibi; piuttosto emergono i meriti dell’avversario, e le proprie incertezze, accompagnate dal desiderio di allenarsi di più, in modo da migliorare la prestazione in futuro. Mi piacerebbe vivere da vicino il quotidiano di un campione, non soltanto per studiare con attenzione i metodi di allenamento, soprattutto per comprendere atteggiamenti e credenze, registrando con esattezza le parole che usano, e il loro concreto significato. L’eccellenza attira ogni giorno di più le mie riflessioni, il desiderio di raggiungerla sta diventando forte, come la consapevolezza di dover abbandonare le zavorre che fino ad ora hanno bloccato la scalata. Eppure una sottile rabbia insinua la salda motivazione, una velenosa collera inquina la positività delle intenzioni, rendendo il viaggio maggiormente faticoso. Conosco le ragioni dell’incertezza, sono chiare, tuttavia non riesco a trovare una valida soluzione, proseguendo in maniera più spedita. Tante sono le cose diventate insopportabili, una lista forse troppo lunga, che non sono capace di accorciare; pressapochismo, superficialità, arroganza, furbizia, stupidità, cinismo, sono soltanto alcuni elementi, per altro già sufficienti. Restare immuni è impossibile, almeno per me, come è altrettanto complicato mascherare il disappunto, mentendo riguardo i veri sentimenti provati. Spesso mi domando cosa accada all’estero, se esista ancora un paese dove è lecito crescere professionalmente e umanamente, senza doversi scontrare con la tipica ipocrisia italiana, ormai un marchio di fabbrica, quasi un vanto nazionale. La verità è relegata in un angolo, derisa e sbeffeggiata da chiunque, messa al pari di una comune opinione, e non più interrogata per arrivare a capire la profonda realtà delle cose. Nessuno sembra disposto a dare, tutti desiderano soltanto prendere, portando sulle spalle un carico di risposte certe e pochissimi dubbi. Soffro, e non c’è valvola di sfogo che mi faccia stare meglio, perché non c’è cura per qualsiasi forma di solitudine intellettuale; ecco il motivo per continuare ad inseguire l’eccellenza, abbandonando senza rimpianti i pesi inutili, e i lenti compagni di viaggio. Spero solo che le sabbie mobili dell’ignoranza non mi inghiottiscano, trascinando anche me nel pantano dove troppi ormai sguazzano senza capire che stanno affondando.
Per evitare di caderci dovrei interpellare Roger Federer, magari facendomi spiegare con quale tecnica è riuscito a tenere a freno la rabbia, l’improvvisa vampata, in grado di bruciare ogni cosa, trasformando il fuoco in una potente fonte di energia tennistica. Quella fiammata che si accende subito calda, quando sento qualcuno continuare a ripetere che le cose mai cambieranno: piuttosto di cedere ad una simile sciocchezza, è preferibile scegliere la morte.

Andrea Villa

Roger Federer e la preparazione atletica: per chi pensa che i fenomeni siano tali solo per opera dello spirito santo!

  1. Marco Mozzati says:

    Questo articolo ti fa riflettere, è interessante come riesci, con un breve testo, a far capire agli altri non solo parole e parole ma trasmetti un pensiero, un pensiero che ti prende e che ti porta dentro quello che scrivi.

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