18 set 2010

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L’articolo della settimana (105) Rivalità

Roger Federer e Rafa Nadal rappresentano la più recente rivalità tennistica, un duello che accompagna gli appassionati da alcune stagioni, provocando divisioni, fazioni ben delineate e naturalmente opposti giudizi. Entrambi i campioni hanno il potere di suscitare emozioni, coinvolgendo con le loro imprese numerosi seguaci, pronti ad applaudire il proprio beniamino, ad esaltarlo al di sopra di tutti gli altri giocatori. Forse si tratta di una forma di amore, un sentirsi appartenere ad una precisa visione del tennis, ad un esclusivo club di raffinati intenditori, unici portatori della verità sportiva. Gli schieramenti sono chiari, bloccati nelle loro posizioni, quasi mai obiettivi, quasi sempre partigiani, incapaci di vedere nell’antagonista un accenno di merito, di qualsivoglia virtù. Tuttavia c’è il campo a preoccuparsi dell’investitura, di scegliere il migliore, seppure per poco tempo, fino alla prossima sfida. Nel rettangolo disegnato da perfette righe bianche, le bugie non trovano spazio, la vile menzogna non attecchisce come la gramigna, resta in tribuna, ad uso e consumo del tifoso, che deve trovare giustificazioni, scuse, alibi, formulando bislacche teorie per mascherare l’insuccesso dell’eroe. Per fortuna il risultato supera la banale opinione, crudele realtà che non si può negare, mistificare o peggio cancellare; il vincitore vede il proprio nome scritto giorno dopo giorno, fino alla fine, a quella cima che corrisponde al trionfo. I veri campioni conoscono a memoria la strada, e sanno di non poter accedere alla vigliacca attenuante, perché le chiacchiere sono cose da giornalisti, da tifosi, da fantasiosi scrittori: parole che vanamente cercano interpretazioni. I maestri e i genitori hanno molto da imparare, spesso si dimenticano di continuare a farlo, credendo di essere arrivati alla certezza, al punto dove tutto ha una ragione inoppugnabile. È strano come due figure così importanti troppe volte diventino antagonisti, contenti di far crescere una rivalità, in cui i piccoli apprendisti tennisti rimangono schiacciati. C’è un inestricabile problema di comunicazione, di reciproca incomprensione, dove i punti di incontro sono casuali, quasi mai cercati. Difficile capire le vie dell’animo umano, e i motivi per cui a volte diventa complicato collaborare, fare insieme, affidandosi semplicemente alla sincerità. Forse è per questa ragione che i nostri ragazzi faticano a crescere, a trovare una naturale direzione, magari con alle spalle qualcuno disposto a vigilare, ad offrire un prezioso consiglio, un decisivo aituo. Forse non siamo capaci di restare nell’ombra, di scegliere tempi e parole, di stringere un legame forte tra persone diverse, di differenti ruoli, avendo come unico scopo la formazione di una giovane creatura. Forse è come la politica, dove il fare ha lasciato il posto alla perenne critica, alla facile obiezione, alla stucchevole sottolineatura del cadere altrui. Una rivalità costruita sul nulla, una nebbia delle intenzioni, che offusca la mente del cittadino, trattato come un essere senza cervello, un mentecatto sempre in attesa di poter avere un po’ di intelligenza in dono. Rafa Nadal e Roger Federer sono l’ennesima rivalità di uno sport crudele quanto selettivo, ma che nel campo non mente, vive e si nutre di verità, e non di fasulli discorsi, di ipocrite parole, messe in fila a piacimento. I maestri e i genitori hanno molto da imparare, i politici e gli elettori hanno molto da imparare, ma devono avere il coraggio di stringere un patto, l’unica unione che rende sano qualsiasi duello: avere l’intoccabile sincerità come fedele compagna, cercando di tradirla il meno possibile.

Andrea Villa

Rolling Stones You can’t always get what you want (1969)

  1. Caro Andrea,
    Dopo aver apprezzato il tuo commento di risposta, sfogliando tra le pagine del tuo sito, ho avuto il piacere di rileggere la sezione dedicata alle “Storie di tennis” : non ti piacerebbe approfondire questa parte, dedicando alcune piacevoli righe a grandi tennisti del passato ? (Stefan Edberg, Martina Navratilova, Jana Novotna, etc…). Sarebba certamente un contributo piacevole e “tennisticamente culturale” per il tuo sito.
    Spero tu prenda in considerazione la mia umile proposta,

    Un cordiale saluto,
    Daniele

  2. Ti ringrazio Dani per la tua sempre attiva partecipazione; la sezione storie richiede molto impegno, in quanto necessità di approfondite ricerche per evitare di scrivere cose non vere. Senza dubbio andrebbe ampliata, spero di riuscire a farlo a breve, in modo da soddisfare la richiesta di uno dei miei lettori più assidui!
    Andrea Villa

  3. Davide M. says:

    Caro Andrea,
    Tutte le volte che leggo i tuoi articoli mi chiedo sempre:
    Com’è fa Andrea a scrivere così chiaro e scorrevole da farti immergere tanto nella lettura?
    Questa è la mia domanda oggi, ti viene spontaneo o ….
    Come fai? Desidererei imparare anch’io a scrivere bene quanto te, molti mi consigliano di leggere e infatti sono migliorato molto nello scrivere, ma non lo so fare bene come riesci tu.
    Un saluto, grazie, Davide.

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