9 Ott 2010

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L’articolo della settimana (108) Autunno

In autunno cadono le foglie. Poco alla volta il verde lascia posto ad altri colori, un miscuglio formato da giallo, arancione e rosso. Morbide e poi secche, prima di veder spezzato il legame con l’albero, e cadere a terra per incontrare sicura morte. In autunno le giornate diventano più corte, perché il sole lentamente si nasconde, per migrare dove è atteso ogni anno. La luce si ritira come una coperta sempre più corta, il tepore di fine estate diventa un abbraccio sfuggente, poi appena un ricordo. La natura è perfetta, non fallace come le azioni umane, puntuale a qualsiasi appuntamento, affidabile e mai incomprensibile. Sarebbe bello fermarsi a godere delle sue meraviglie, apprezzando uno spettacolo unico, talvolta malinconico, altre travolgente, tendendo lontane le faccende che complicano terribilmente la nostra vita quotidiana.

Nessuno crede che possa diventare il numero uno nel mio lavoro, nonostante sia evidente a quale distanza stia lasciando gli altri. I due grossi progetti a cui sto lavorando, prendono forma ogni giorno di più, mentre i tasselli si incastrano al posto giusto, penso a quanto tempo ho sprecato nel passato, alle occasioni perse, a chi ha cercato di portarmi fuori strada: ora niente è in grado di allontanarmi dal mio obiettivo. Il mio è un viaggio solitario, ad accompagnarmi soltanto una bussola e un’incrollabile motivazione, quando sarò arrivato, i miscredenti si dovranno ricredere: forse la loro stupidità gli avrà già sbranati.

Venus Williams medita il ritiro, c’è una vita da vivere fuori dal campo, ma poi annuncia che nel 2011 giocherà ancora; ha però dichiarato che rinuncerà al Master e alla finale di Federation Cup. L’italia approfitterà ancora una volta di un’assenza importante, forse decisiva. Nel 2006 fu Kim Clijsters a dare forfait, e grazie all’infortunio di Justine Henin nel doppio, la coppa premiò le azzurre per la prima volta; nel 2009 le sorelle Williams declinarono la convocazione, permettendo a Pennetta e Schiavone di vincere il trofeo quasi passeggiando. Forse il capitano Barazzutti è diventato negli anni un abile stregone voodoo, peccato che non gli riescano gli stessi incantesimi quando siede sulla panchina di Coppa Davis.

Si sussurra che in primavera il paese tornerà di nuovo alle urne. Il Capo del Governo è preoccupato, in ogni modo tenta di ostentare sicurezza, continuando a dichiarare che porterà a termine il mandato dato dagli elettori. Nel 2011 potremmo invece dover scegliere ancora i nostri rappresentanti in Parlamento; se tornasse in carica l’attuale Presidente del Consiglio terminerebbe la legislatura nel 2016, alla venerabile età di ottanta anni: è bello sapere che il futuro della nazione è in mano ai giovani. A proposito, qualcuno è così bravo da riuscire a tradurre cosa dice Umberto Bossi quando parla?

Spesso sento un maestro dire che la forza nel tennis si prende dalla azione della mano; è scientificamente provato che il suo apporto, nella cosiddetta catena cinetica del movimento, è quantificabile a circa il 3%. E’ proprio vero che l’ignoranza ha sempre un nome e un cognome: in un mondo in cui tutto è basato sul prezzo e non sul valore delle cose, non resto di certo meravigliato nell’ascoltare simile castronerie.

Sto diventando molto esigente, anche nei confronti di me stesso. Mi sto spogliando delle inutilità, delle zavorre, allontanandomi da chi predilige la quantità alla qualità. Il tempo corre veloce, devo fare in fretta prima di diventare anche io una foglia cadente, in un autunno qualunque.

Vivere ad occhi chiusi è facile, fraintendendo ciò che vedi”: per questo li tengo ben aperti!

Andrea Villa

  1. luca foppoli says:

    devo dire francamente che non ho capito questo articolo e sono molto confuso

  2. L’avevo visto Andre, ma dovevo notare qualcosa di particolare?

  3. @mattia
    sto cercando qualcuno che riesca a riconoscere le persone nel filmato, naturalmente per i giovani è impossibile, visto che il filmato è degli anni 70!
    Andrea Villa

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