31 Ott 2010

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L’intervista (vera) a Mauro Campanelli

Non tutto è da buttar via, qualcosa di buono a cui attaccarsi c’è, è sufficiente avere la giusta volontà, mettere insieme le persone adatte, e far funzionare le idee che troppo spesso non riescono a realizzarsi. Organizzare un simposio internazionale sul tennis è piuttosto complicato, un vera impresa aggregare alcuni dei maggiori esperti del settore, convincerli della bontà dell’iniziativa, preparando qualcosa di unico almeno per il nostro paese. Eppure è dal 1999 che il maestro Mauro Campanelli cerca di dare un segnale, di offrire a qualunque appassionato due giorni di alto profilo, in cui trovare competenze ed esperienze preziose, da punti di vista molto diversi tra loro, ma con il preciso scopo di aumentare la possibilità di confronto.
Qual’è stato lo spunto di partenza per organizzare il simposio nel 1999?
Tutto è partito dall’esigenza di creare un aggiornamento alternativo a quelli della Scuola Nazionale Maestri, in modo da avere un’offerta più ampia, tentando di avvicinarsi a ciò che in Europa si faceva già da tempo.

Come si riesce ad avere i contatti necessari per invitare alcuni tra i personaggi più importanti del settore?
Grazie alla consulenza della rivista “Il tennis italiano” e qualche mia buona idea, siamo riusciti a convincere Atp e Img della validità della nostra iniziativa, acquistando nel tempo credibilità e affidabilità; il primo anno fu il coach di Thomas Muster, Ronnie Leitgeb, ad attirare ben 167 maestri, un successo inatteso per un’iniziativa ancora agli inizi.

Dove si svolge il simposio, ormai arrivato all’edizione numero dodici?
Fino all’anno scorso alla Pro Patria di Milano, ora allo Sporting Club di Milano 3, una struttura stupenda, dotata di ogni comfort, che da pochi mesi ha riaperto grazie anche all’intervento del maestro Franco Bonaiti.

Il simposio è valido come aggiornamento Uisp e Ptr; quanto è importante raccogliere insegnanti di diversi enti?
È determinante! Chiunque può partecipare, anche il semplice appassionato! Uisp e Ptr collaborano con noi da sempre, ma anche il Comitato Regionale Lombardo della Fit ci ha sostenuto, garantendo visibilità sul suo sito. Per me non c’è alcun tipo di preclusione, le porte del simposio sono aperte a tutti, spero nel futuro di intrecciare sempre più i contatti tra realtà differenti, che dovrebbero avere come unico scopo la crescita dei propri iscritti.

Quanto costa organizzare un evento così importante?
Gli sponsor purtroppo coprono soltanto una parte delle spese, molto aiuto ci viene da persone che offrono il proprio contributo gratuitamente, altrimenti sarebbe impossibile anche soltanto pensare un evento del genere. Per preparare tutto nei minimi dettagli occorrono 4/5 mesi, per qualcosa che dura appena due giorni. Non dimentichiamo che i relatori hanno un prezzo, Brad Gilbert chiede 30mila euro, David Wheaton 15mila; purtroppo a volte non possiamo soddisfare certe richieste economiche.

Quest’anno il titolo del simposio è molto curioso.
Abbiamo pensato di comprendere meglio le differenze tra l’universo tennistico maschile e quello femminile, un confronto interessante, sviscerato dal punto di vista dell’insegnamento, dell’allenamento e della programmazione.

I nomi dei relatori sono veramente importanti.
Spaziamo da Massimo Puci (coach di Andrey Golubev), a Alberto Castellani, da Max Sartori (coach storico di Andreas Seppi), a Daniel Romero (preparatore atletico della accademia Casal Sanchez). Insieme a loro interverranno anche Chip Brooks (direttore della accademia Nick Bollettieri), Luca Mondazzi (esperto in alimentazione), Fabrizio Caldarone (esperto di management sportivo) e Claudio Rigolo (tecnico di tennis sulla carrozzina).

Cosa ti aspetti dalle due giornate e quali persone ti senti di ringraziare?
Mi aspetto un altro momento per capire che è necessario unire forze e conoscenze, soprattutto nella categoria dei maestri, troppo spesso arroccati in posizioni individualiste, tese solo a coltivare il proprio orticello. Ringrazio tutte le persone che ogni anno mi aiutano a rendere il simposio un appuntamento impedibile, in particolare l’Avvocato Massimo Rossi, da sempre al mio fianco. Speriamo di superare le 200 presenze, e naturalmente di crescere ancora!

Unire le forze, aumentare il confronto. Sembrano due semplici passi, che nel tennis spesso diventano ostacoli quasi insormontabili. Un’iniziativa non è sufficiente, ma è meglio di niente; quando altre nasceranno forse la parola divisione sarà sparita dal vocabolario almeno dei maestri.

Andrea Villa

Il programma completo del simposio:
12symposium

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