13 Nov 2010

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L’articolo della settimana (113bis) Pietrificato

Qualcuno mi ha chiesto perché avessi cancellato l’articolo apparso per un giorno soltanto sul sito, dal titolo “Pietre”. Qualcuno ha lasciato un commento molto sentito, che ho conservato, ed ogni tanto vado a rileggere. Qualcuno mi ha scritto privatamente definendomi una persona di gran valore, che potrebbe portare una ventata di aria fresca nel proprio ambiente lavorativo. Qualcuno ha come al solito fatto finta di niente, continuando come se nulla fosse accaduto.

Roberto Saviano ha ragione, le persone preferiscono che le cose vadano sempre male, perché modificarle richiede intelligenza, coraggio e volontà. Chi non partecipa attivamente al cambiamento è complice della situazione in cui si trova, e non soltanto vittima. Per questa ragione sto alzando il livello del mio impegno quotidiano, come mai ho fatto prima d’ora, per non avere un futuro pieno di rimpianti. Costruire è molto più complicato che distruggere, richiede un tempo nettamente superiore, e un altrettanto importante dispendio di energie. Eppure troppe volte non sembra esserci spazio per chi ha alte ambizioni, voglia di imparare e magari capacità diverse dagli altri.

“Tanto le cose non cambieranno mai”. Sento spesso questa frase, che mi lascia pietrificato, raggelato nell’immaginare una sorta di cristalizzazione degli eventi, un perpetuo riproporsi delle medesime problematiche. C’è comunque un disegno, un filo logico nel mantenimento, nel bloccare qualsiasi tipo di novità, di differente visione: la conservazione del potere. Il talento è una minaccia, perché scardina, rompe vecchi equilibri e desuete posizioni, è una ventata di aria fresca, e soprattutto pulita.

Un mio amico maestro ha ragione, è senza dubbio una questione di pesi e contrappesi, di arrivare ad aggiustare ciò che altri rompono senza nemmeno farci caso. Non posso restare fermo a guardare, ignorare che qualcosa sia fuori posto, oppure qualcuno mentre ha bisogno di un aiuto. Adoperarsi significa ristabilire un equilibrio, riempiendo un vuoto, colmando un naturale richiamo. Quando mi accorgo di essere solo, è dura voltare lo sguardo e cogliere appena qualche sorriso di cortesia, e nemmeno una fasulla pacca sulle spalle, dalle persone che dovrebbero comportarsi come me.

Per molti i soldi sono un autentico richiamo, una sirena in grado di ipnotizzare, una droga capace di stordire chi è un poco debole. Guadagno una cifra irrisoria, meno di un persona dedita alle pulizie di un qualunque appartamento; mi viene da ridere se penso al valore del mio lavoro oggi, rispetto a quando ero un ragazzo alle prime armi. In un paese che nulla fa per i giovani, dove tutti i dirigenti e i manager sono anziani ed eternamente seduti sulla propria poltrona, mi vergogno a chiedere un aumento di stipendio, vista la dilagante disoccupazione tra i miei coetanei. Preferisco vedere crescere i ragazzi, scegliendo di incrementare esperienze e conoscenze, il resto forse verrà da sé.

L’unica cosa che posseggo è la determinazione di restare diverso, di non diventare l’ennesimo maestro stanco e privo di sogni, incurante dei bisogni degli allievi, con lo sguardo sempre rivolto all’orologio, e il cellulare pronto all’uso in qualunque momento.

Roberto Saviano ha ragione, ma vorrei che avesse torto. Mentre ascolto ancora una volta le sue parole, rimango pietrificato.

Andrea Villa

Roberto Saviano e la macchina del fango.

  1. tieniti stretta la tua determinazione di restare diverso.. perchè c’è bisogno di persone come te!!

  2. lorenzo giacomel says:

    andre tu non diventerai mai un maestro stanco e privo di sogni…non lo sopporteresti mai…grazie per il lavoro che fai con noi tutti i giorni, per l’impegno che ci metti e per la pazienza che hai con chi spesso da meno valore al tuo lavoro di quello che meriterebbe…continua così e vedrai che i tuoi sforzi non saranno stati vani…stanne certo

  3. lorenzo giacomel says:

    (ho dimenticato l’accento su “dà” sono una vergogna ahahha

  4. Questo articolo è un vero cammeo perfettamente calibrato tra amarezza e speranza disillusione e coraggio tristezza e gioia di compiere un lavoro che diventa missione. Chi guarda l’orologio di continuo non lo fa nella vana speranza di dilatare il tempo ma come riflesso alla noia che lo sta attanagliando;incapace di provare piacere impossibilitato a trasmetterlo sarà schiavo del proprio tempo che in luogo di mirabile guaritore si presenterà come implacabile carnefice. Chi prova amore per ciò che fa e per ciò che dice non teme il lento trascorrere del tempo non teme i propri detrattori,non teme la diversità , non prova il “senso di vuoto”,ma afferma con dignità il proprio credo tra sogno…e realtà.

  5. Paolo Maga says:

    Maestro Villa,
    Dissento dalla tua affermazione che “tutti i dirigenti e i manager sono anziani ed eternamente seduti sulla propria poltrona”
    e metto su un pò di musica.

    Cristicchi e la sua vita al contrario. In effetti, come sarebbe bello….

    Come sarebbe bello
    vivere la vita all’incontrario
    invertire il senso di marcia del viaggio
    diventare forse un po’ più saggio

    Hai mai pensato come sarebbe meglio
    sfogliare indietro i giorni del calendario
    con l’esperienza di un vecchio, il corpo di un giovanotto
    cancellare ogni mio sbaglio

    …..

    Così ritorno a casa dove scopro che ho una figlia
    usciamo a fare un giro, le mie gambe vanno che è una meraviglia
    mi faccio la barba davanti al mio specchio
    mi accordo ad un tratto che non sono poi così vecchio

    Così giorno dopo giorno passano i mesi, corrono gli anni
    divento sempre più giovane, sempre di meno sono gli affanni
    svaniscono le rughe che solcavano il mio viso
    sono nato con un ghigno, morirò con un sorriso

    …………

    Divorzio poi mi sposo infine mi fidanzo
    vivo il primo grande amore come fossimo in un romanzo
    fatto di passioni e baci da mozzare il fiato
    diventerà il preludio di un periodo spensierato

    Frequento locali notturni, viaggio, fumo, faccio sesso
    diminuisce pure la mia smania di successo
    mi godo della giovinezza persino i minuti
    e intanto mi preparo alla scelta degli studi

    ………………

    Ed eccoci arrivati alla fine della mia storia
    comincio gradualmente a perdere le inibizioni
    i dogmi della religione, l’educazione
    e fortunatamente inizio a perdere la mia memoria

    Quando divento piccolo talmente piccolo
    d’aver dimenticato proprio tutto quanto
    entro in un luogo comodo, accogliente, tiepido
    esattamente il contrari di quel che fuori è il mondo

    E dopo 9 mesi di villeggiatura
    mi domando dove si nasconda la fregatura
    la mie esistenza umana con un moto di entusiasmo
    si conclude.. con un orgasmo

  6. @paolo
    la mia riguardo i dirigenti, era ovviamente una provocazione; la tua una felice eccezione.
    Andrea Villa

  7. Alessandra says:

    ..un uomo un giorno disse .. “dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”…condivido pienamente.. ed è sicuramente un ottimo punto d’inizio .. quell’uomo era Mahatma Gandhi..

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