25 Dic 2010

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L’articolo della settimana (119) Quattro mesi

Quattro mesi molto intensi. Autentici, pieni, carichi di energia, ma anche nervosi, duri, e stancanti. Una parte della stagione è già alle spalle, volata rapida come un semplice batter d’ali, un innocuo strizzar d’occhio, un attimo appena. So di aver fatto un lavoro enorme, prezioso, soddisfacente, con la complicità di allievi meravigliosi, seppur non sempre capito da alcuni colleghi. I risultati del mio sforzo sono evidenti, i ragazzi hanno fatto progressi impensati, tuttavia senza la loro innegabile collaborazione nessun miglioramento sarebbe stato possibile: di questo li ringrazio. Sono felice di aver creato un gruppo solido, unito da un intento comune, rispettando sempre i bisogni individuali, mai scordando di far emergere l’intelligenza di ognuno. C’è ancora molto da fare, da scoprire, da raggiungere, ma la strada tracciata sembra essere quella giusta, la via verso una continua maturazione, per arrivare a toccare i propri limiti e magari riuscire a superarli. Credo di avere una determinazione che mai prima d’ora aveva accompagnato il mio lavoro, una consapevolezza sgombra dalle incertezze del passato, figlia anche delle tante esperienze fatte negli ultimi anni. Alte motivazioni portano a grandi traguardi, spesso lo ripeto, è una convinzione che non posso dimenticare. Per questo chiedo agli allievi di non accontentarsi, di continuare a chiedere il massimo, a non voler cadere facilmente davanti alle sconfitte, alle delusioni, ai momenti in cui tutto sembra essere negativo. Insegnare è difficile quanto imparare, essere un buon maestro è complicato quanto diventare un piccolo o grande giocatore. Non bastano quattro mesi, sono necessari anni, o forse nemmeno una vita intera. Tuttavia in questo momento sono felice, perché all’orizzonte intravedo la possibilità di crescere ancora, ormai la base è solida, le fondamenta costruite con criterio, proseguire è il passo successivo. Strabiliato, sorpreso, incantato, esterrefatto: ecco come mi sento quando guardo giocare alcuni ragazzi, pensando a chi non avrebbe scommesso un euro soltanto su di loro, una bella rivincita che ci siamo presi insieme. Ora non dobbiamo fermarci, piuttosto sfruttare la scia e procedere senza indugio, non mollando mai la presa. Io voglio fare grandi cose, diventare una guida sempre più illuminata, più preparata, con un bagaglio il più attrezzato possibile, riempito di conoscenza e sentimenti profondi. Forse non sarò mai il migliore, mi basta essere diverso, differente dalla maggior parte dei maestri che si riempiono la bocca di tante chiacchiere, troppi alibi, e pochissimi sogni. Un anno sta per finire, ma noi siamo ancora all’inizio di un lungo percorso: forza ragazzi il futuro è tutto vostro!

Andrea Villa

  1. sergio Arosio says:

    Bravo Andrea!
    Continua con il tuo entusiasmo e la tua professionalità.
    Buona Anno.
    Sergio

  2. Cecilia says:

    “Sono felice di aver creato un gruppo solido, unito da un intento comune”
    mi dispiace un bel po’ di non far più parte di questo gruppetto.. 🙁

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