16 gen 2011

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L’articolo della settimana (122) Fiducia

Il rapporto tra il maestro e l’allievo è basato sulla fiducia. Tuttavia affidarsi ad un’altra persona è sempre un rischio. Il paziente chiede aiuto al medico, mette nelle sue mani la propria salute, bisognoso di sentirsi meglio, di trovare una cura per la malattia.

Prescrivere una medicina non è uno scherzo, non è come suggerire di cambiare un’impugnatura, di modificare un gesto meccanico, di giocare un diritto lungo linea, oppure diagonale. Talvolta può salvare una vita, o nel caso di una diagnosi errata portare alla morte.

È altrettanto delicato il mestiere di insegnante? È strettamente relazionato al benessere fisico e mentale delle persone che allena? Può lavorando in maniera superficiale arrecare danni, anche molto importanti? Come si quantifica la bontà del suo operato?

L’allievo di solito conosce poco la materia, ha scarsa esperienza, molti margini di progresso, ma questo non significa che sia incapace di sentire fiducia, di comprendere i miglioramenti, e quindi anche gli eventuali fallimenti. È sufficiente chiedere per ottenere risposte, basta essere onesti per ricevere onestà, mettendo da parte ogni tipo di alibi, avendo un solo obiettivo: la naturale crescita individuale!

A chi importa? Chi è così determinato da desiderare sempre il meglio per gli altri? Quanti insegnanti tentano ogni giorno di fare almeno un passo avanti? Quanti maestri non si trincerano dietro le solite scuse banali? Chi è in grado di ammettere i propri errori, e trasformarli in qualcosa di positivo?

Ora lo so. È una strada lunga e quasi sempre in salita quella del miglioramento, del rispetto delle naturali attitudini, del tentativo di valorizzare un talento; è un percorso breve quello del peggioramento, del mancato rispetto delle naturali inclinazioni, del tentativo di distruggere un talento.

Alcuni maestri sono scientifici nel bloccare lo sviluppo di un allievo, nel castrare le sue possibilità, nel non creare opportunità, nel bloccare la scoperta. Lo vedo. So come si fa. Spesso è un processo inconscio, uno scivolare nelle sabbie mobili senza capirlo; purtroppo a volte è un comportamento voluto, una spinta verso il basso per liberarsi di un problema, di una faticosa costruzione, che richiede tempi molto lunghi.

Gli allievi devono avere coraggio, avvicinandosi soltanto ad insegnanti completi, che racchiudano ogni decisivo aspetto: cultura, esperienza, motivazione, onestà intellettuale. Cambiare medico è una facoltà del paziente, un diritto; con la salute non si scherza, è in gioco la vita.

Ho nella testa un radar, alcuni parametri fissi, un paio di antenne, e molti allarmi pronti a suonare. Sono schietto. Deciso nel offrire la massima disponibilità cercando di scommettere molto sulla fiducia reciproca. Non sviluppare un potenziale è un peccato mortale, mai nessuno deve essere d’intralcio, impedendo un volo, uno stacco di libertà.

Chi non è disposto a tale investimento, credo abbia sbagliato lavoro. Purtroppo nella sua confusione, non è nemmeno capace di comprendere l’entità del danno recato. Spero che gli allievi possano superare il maestro, aprendo gli occhi, guardando altrove, dove c’è ancora spazio per la verità.

Andrea Villa

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