6 Feb 2011

Postato da in Articoli | 0 commenti

L’articolo della settimana (125) Onestà

Forse sto invecchiando. Forse è per questa ragione che riesco a sopportare sempre meno la disonestà, l’ipocrisia, la furbizia, la loro scientifica applicazione. È faticoso non avere reazioni sconsiderate davanti a certi comportamenti, a continue prese in giro, al ribaltamento dei piani, come se tutte le persone fossero cieche, sorde, incapaci di vedere, sentire, provare sentimenti. È dura resistere, eppure uno sforzo per comprendere le azioni altrui deve sempre essere fatto, un tentativo per sgombrare la mente da ogni dubbio, qualsiasi equivoco. Poi la verità arriva, chiara, solare, evidente. Ad essa bisogna affidarsi, unico rifugio per chi ancora crede in uno straccio di valore, di virtù, di slancio verso una vita migliore. Sto imponendo ai miei allievi di diventare onesti al massimo delle loro possibilità, di non nascondersi dietro patetiche malizie, di tendere alla totale trasparenza, di non cedere a cavillose scuse davanti ai piccoli o grandi problemi che si trovano ad affrontare. Così è molto più facile riconoscere l’inganno, la falsità, ma anche la bontà dei rapporti umani di tutti i giorni, troppo spesso basati su superficialità e scarsa conoscenza reciproca. Ormai sono ben allenato, ho antenne pronte a captare il minimo segnale negativo, difficile che possa sbagliare, anche quando mi illudo di scorgere negli altri un cambiamento, una profonda modifica di alcuni atteggiamenti. Tuttavia l’esperienza mi ha insegnato che da alcune persone non è lecito attendersi un’inversione di rotta, anzi è comune un peggioramento, soprattutto se hanno superato l’età giovanile. Ecco il motivo dell’importanza del mio lavoro, del continuo insistere su precisi concetti, sul battere quotidianamente su di essi, persino su un campo da tennis. Anche con i genitori dei piccoli tennisti che alleno sono onesto, sincero, mai accondiscendente, o peggio pronto a celare i miei errori dietro comodi alibi; voglio sentirmi bene, a posto, sapendo di non aver raccontato una montagna di bugie soltanto perché era comodo farlo. Ho consegnato ai ragazzi una scheda, evidenziando per ognuno obiettivi chiari e raggiungibili, che insieme desideriamo raggiungere, attraverso un aiuto reciproco, e un miglioramento costante nel tempo. Insegnare è diventato più piacevole, e sono rammaricato nel non aver preso questa strada prima, vittima di incertezze che mi obbligavano a non essere pienamente onesto. Di recente ho commesso un’ingenuità organizzando un torneo, e consapevole di non poter garantire ancora la medesima qualità del passato come Giudice Arbitro, ho preferito dare le dimissioni, come dovrebbero fare tutte le persone coerenti e coscienziose. Eppure a volte il mio comportamento cristallino viene mal interpretato, quasi fosse un vezzo, o uno sciocco tentativo di porsi al di sopra, oscurando le azioni altrui. Non è così! È un percorso personale, metodico e convinto, che forse un giorno mi porterà dove veramente voglio arrivare: a toccare l’eccellenza come allenatore! Tuttavia resto attento, con gli occhi ben aperti, sforzandomi di restare calmo quando il virus della furbizia, della disonestà, dell’ipocrisia prova ad infettarmi, magari attraverso le parole di chi finge di non cogliere la mia diversità. Forse sto invecchiando, perché finalmente ho trovato la forza di tagliare parecchi rami secchi, destinati a sbriciolarsi, a non produrre più nemmeno il ricordo di un fiore. Per fortuna un manipolo di giovani perseverano nel credere in un progetto, fondato su una solida onestà intellettuale, che ci rende felici, ed immuni davanti ai tanti sorrisi maliziosi.

Andrea Villa

Lascia una risposta.