29 Mag 2011

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L’articolo della settimana (140) Dieci e lode

L’intensità con cui ho vissuto l’annata tennistica che sta per concludersi non ha eguali; impossibile fare una classifica dei momenti più forti, di quelli che hanno cambiato in meglio alcuni aspetti del mio lavoro. La soddisfazione per aver toccato traguardi inattesi è pari alla volontà di progredire ancora, di spingermi oltre, continuando un cammino la cui via è finalmente ben illuminata. Soltanto chi ha trascorso con me intere giornate sul campo è in grado di comprendere appieno le mie considerazioni, consapevole di far parte di un progetto reale, preciso e condotto con feroce determinazione.

Ho una visione all’antica della professione di maestro di tennis, l’interpreto ora dopo ora con un unico elemento centrale: i bisogni dei ragazzi che mi sono stati affidati. Non penso ad altro, non cerco vana gloria, denaro facile, o miserrima accondiscendenza, desidero invece aiutarli a crescere, a credere in qualcosa, fosse anche acchiappare una palla come simbolo di una personale realizzazione. Lo stretto rapporto che ci lega è stato l’elemento base, le solide fondamenta costruite nel tempo, con grande fatica e dedizione, ma alzate grazie a valori di profonda importanza: onestà, sincerità, fiducia e rispetto reciproco. Mescolate insieme a potenti motivazioni, a costanti sacrifici, a piccole frenate ed altrettante veloci ripartenze; un insieme che ha definito senza ombra di dubbio la nostra diversità, nel tentare di non restare bloccati nelle sabbie mobili della mediocrità e del conseguente fallimento.

Valorizzare il talento dovrebbe essere l’intendimento di ogni insegnante, quasi una normale prassi; spesso resta soltanto una chimera, una fallace speranza dove trovano posto troppi comodi alibi, che si infilano come un veleno da cui è difficile restare immuni. Per questa ragione continuo ad essere propositivo, a stare letteralmente addosso agli allievi, a preoccuparmi di qualsivoglia esigenza, per non lasciare nulla di intentato. È un lavoro faticoso, che succhia quasi tutte le mie energie, prosciugando la mente e il corpo ogni giorno, ma non c’è altro modo, se si vuole arrivare in cima. Non amo guardare al passato, tuttavia è un vero piacere osservare quanto i ragazzi siano migliorati, come siano cambiati, a volte sorprendendo persino le mie aspettative. Hanno fatto una stagione straordinaria, che deve essere l’apri pista di un lungo periodo di successi, poiché le basi sono ottime, e il futuro pieno di esperienze da vivere.

Tutte le chiacchierate durante gli allenamenti, in giro per tornei, le telefonate e i messaggi, gli articoli scritti, letti e commentati, rappresentano un tesoro di inestimabile valore, unico nel suo genere, a cui si aggiungeranno altri preziosi momenti. So di aver talvolta esagerato, di aver dato l’impressione di pretendere la luna, di chiedere così tanto da sfiorare l’impossibile; so anche di essermi arrabbiato, di essere stato con alcuni troppo schietto, forse eccessivamente severo, ma era necessario, per tenere alta la fiamma, il fuoco sacro che hanno tutti i veri giocatori. Ho imparato molto dai miei allievi, piccoli o grandi che siano, principianti o agonisti; sono stati loro gli autentici maestri, posso soltanto esprimergli la mia sincera gratitudine. La fiducia che hanno riposto in me è merce rara, mi ha dato la forza decisiva per buttare in campo tutto me stesso, senza mai risparmiarmi.

Progetti e nuove idee ronzano nella testa, c’è una lunga estate davanti per metterli ben a fuoco, per capire quali abbiano concrete possibilità di essere messi in pratica. Siamo soltanto all’inizio, al principio di un percorso pieno di ostacoli, di dure battaglie, di inenarrabili fatiche; l’orizzonte ci chiama, è un invito a cui non possiamo sottrarci, i nostri sogni albergano proprio laggiù. Uniti nel difendere il fortino, nel provare a resistere agli attacchi dei nemici, che hanno nomi piuttosto conosciuti: scarse motivazioni, poca voglia di migliorare, di sacrificarsi, di faticare, di crescere, di essere diversi dalla maggior parte dei tennisti italiani. Arrivare dove nessuno credeva potessimo giungere sarà ancora più bello: questo è l’obiettivo che attende il nostro domani.

Andrea Villa

Un ringraziamento a tutti quelli che hanno giocato con me, in ordine puramente casuale:

Diego Vargas, Francesco Savino, Nicolò Borchielli, Matteo Monacelli, Jacopo Bettonica, Pier Luigi Daloisio, Alberto Mazzola, William Anselmi, Federico Fantaguzzi, Alessio Servienti, Andrea Follador, Luca Follador, Andrea Palazzi, Alessandro Cavassi, Federico Re, Federico Bordoni, Nikolas Gottein, Fabrizio Maietti, Enzo Montenovesi, Alessandro Pas, Tommaso Coppolecchia, Emanuele Dagrada, Chiara Marazzi, Federica Andriolo, Chiara Levrero, Gaia Zanaboni, Gaia Olivari, Camilla Binaghi, Sofia Passoni, Jacopo Talpini, Andrea Mirabella, Max Kuester, Lorenzo Casarelli, Alberto Cungi, Manuel Fiorillo, Giovanni Peratello, Fabio Greco, Matteo Melloni, Daniele Camoni, Francesco Ciffo, Andrea Laudisio, Sabina Sesenna, Giulia Citerio, Eleonora Cisarri, Viola Guerrieri, Carlotta Bramante, Evelina Mitrofan, Lorenzo Giacomel, Guglielmo Bruno, Davide Zanni, Riccardo Bandiera, Federico Gazzetta, Claudia Nicoletti, Susanna Corona, Marta Dolcini, Tommaso Bulfone, Lorenzo De Castro, Luca Tamagni, Martina Bigoni, Sara Siglienti, Marta Siglienti, Giulia Lamanna, Andrea Giudice, Max Mancini, Filippo Calvi.

  1. Beh forse troviamo il tempo per il dessert says:

    oddio che palle per iniziare..
    e visto che non mi piacciono i commenti fine anno ma neanche insultare gratuitamente mi limiterò a farti i complimenti e ringraziamenti per la pazienza ecc..insomma mettici dentro tutti i commenti cliché che ti vengono in mente..per il resto puoi pure annàammorìammazzatoo
    ti ripeto che non so se ci sarò l’anno prox..cmq sia son sicuro che ci rivedremo..grazie andre e ZANNI CULO.

    ci vediamo mercole

  2. lorenzo giacomel says:

    Direi che non rimane nulla da aggiungere se non una banalissimo, ma al contempo sentitissimo, GRAZIE!

  3. enzo montenovesi says:

    si dai ci sta … ce nn avevo voglia di leggere pero si ci cta

  4. fede gazza says:

    Grazie Andre, veramente grazie di tutto.

  5. Alessandro Cavassi says:

    Grazie di tutto Andrea !!!

  6. campione del mondo says:

    abbiamo passato una bella stagione tennistica!
    dall’anno prossimo si cambia registro! via con la pre-agonistica, sperando che il mio “socio” mi segua 😀

  7. Susanna Corona says:

    Come è già stato detto direi che piuttosto è un grazie a te! Spero tu non perda mai quell’entusiasmo in ogni cosa che fai, qualsiasi sia il traguardo!

  8. Davide zanni says:

    Ei andre, non so davvero come ringraziarti per tutto quello che hai fatto, sia per me che per gli altri, il tuo lavoro è unico come è unico il tuo modo di fare il tuo modo di affrontare i problemi e non solo!! Leggendo questo testo ho ritrovato molte analogie col mio pensiero, al di là della foga agonistica che ho quasi sempre messo quando entrando in campo vedevo in me la voglia di giocare che era alle stelle e un allenatore serio e sincero che voleva che io “sfruttassi” al meglio questa voglia, ho provato delle emozioni, dei sentimenti molto forti dovuti dal rapporto sia con te che con i miei compagni!! Questo credo che sia una cosa importantissima nel gioco che vogliamo fare noi, cioè impegnarci come si deve con l’aiuto del voler provare nuove emozioni.. Emozioni che ci regalerebbe il gioco del tennis se noi ne fossimo davvero consapevoli di fare uno sport che richiede davvero molto impegno sia fisico che morale!!! Quindi non mi resta che ringraziarti di tutto andre!!! Hai fatto del tennis quasi una “droga” per me!! GRAZIE MILLE!!!

  9. tommaso bulf says:

    beh, ormai lo sappiamo: come ogni anno cerchi sempre di raggiungere il top, e proprio per questo metti il cuore nel tuo insegnamento. Non posso fare altro che ringraziarti e augurarti che tu continua cosi! grazie ancora Andre!

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