24 lug 2011

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L’articolo della settimana (144) Unire i puntini

Riprendo a scrivere dopo tre settimane; mi sono preso una pausa, era necessario, per non rischiare di diventare ripetitivo, banale, quasi inutile. Non ho intenzione di chiudere il sito, nemmeno di ridimensionare il progetto, anzi sono propenso a renderlo ancora più bello, ricco e innovativo.

In questi giorni estivi il tempo ha una faccia diversa, non è scandito da ritmi vertiginosi, gli impegni sono minori lasciando spazio alla possibilità di riflettere, immaginare, progettare.
Non nego di essere in un momento particolarmente favorevole, un lungo periodo pieno di soddisfazioni, in cui il tanto seminato comincia a dare i frutti sperati, in cui forse sto iniziando ad unire i puntini.

Non so se Steve Jobs abbia ragione, se il suo discorso sia solo un modo per giustificare a posteriori ciò che è riuscito a fare nella vita: mi piace credere che una sottile trama abbia mosso i miei passi, soprattutto nell’ultimo anno dove una banale telefonata ha cambiato molte cose. Una serie di eventi scatenati da un semplice gesto, fatto migliaia di altre volte, ha aperto una nuova via, una strada sconosciuta quanto magica. Soltanto io so che cosa mi ha portato ad agire così, a rispondere positivamente ad una telefonata, ad unire i miei puntini.

È il sesto anno che non vado in vacanza, quasi un record, qualcosa di impensabile per la maggior parte delle persone. Non sono un martire, nemmeno l’ennesima persona avida di denaro: è una scelta consapevole. Ho profonda ammirazione per i grandi coach, quelli che hanno veramente fatto la storia, cambiato la faccia dello sport in cui hanno allenato: uno di questi è Dan Peterson. Ecco che cosa ha pensato subito dopo aver vinto in Italia il primo scudetto con la Virtus Bologna: “Adesso capisco il motivo di tutti i sacrifici che ho fatto, questo è il premio di una vita dedicata al basket, avevo 40 anni, da 15 non pensavo ad altro”. (minuto 9:23)

La cantante Amy Winehouse è morta, uccisa da un micidiale cocktail di droghe e alcol; un altra cristallina voce è stata portata via dai propri fantasmi, forse dal peso di un talento non governabile, da una fragilità che sembra fare prigionieri i più dotati. 27 anni è distruggere sé stessi, quando si potrebbe avere il mondo ai piedi semplicemente mettendo in fila poche note: mi chiedo come si possa arrivare a tanto, a perdere il contatto con la realtà, ad andare incontro alla morte come unico destino possibile.

93 morti senza una ragione. Perché?

Andrea Villa

  1. Daniele says:

    Ciao Andre, come va ? Quasi due mesi che non ci sentiamo…
    In un piccolo intento narcisistico, ti invito ad andare su Ubitennis e leggere il mio primo articolo pubblicato (“King-Casals, compagne di lotta”), una grandissima soddisfazione : spero ti piaccia !!!

    Un saluto,
    Daniele

  2. @Daniele
    Ho letto il tuo articolo, ti faccio i miei complimenti: quando si dice l’allievo che supera il maestro! Hai fatto un ottimo lavoro, ti farò un po’ di pubblicità; in attesa di altri tuoi lavori, metto anche qui il link: http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/07/28/547855-king_casals_compagne_lotta.shtml

    BRAVO!
    Andrea Villa

  3. Daniele says:

    @ Andrea

    Scusa la risposta un po’ tardiva : mi fa comunque grandissimo piacere che tu abbia apprezzato l’articolo.
    Non saprei dirti se l’allievo ha superato il maestro : di sicuro l’allievo ha ancora molte cose da imparare dal maestro, non solo maestro di tennis ma anche di vita…
    A presto !!!

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