10 Set 2011

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L’articolo della settimana (146) Che cosa abbiamo dentro?

Prima di leggere l’articolo è necessario guardare il seguente filmato:

“Bisogna giocare con un po’ di dignità!”. E ancora “Che cazzo avete dentro?”. Quando ho visto questo breve filmato per la prima volta, grazie alla segnalazione di Lorenzo, le parole di coach Pianigiani non mi hanno sorpreso, fanno parte delle normali reazioni degli allenatori nel momento in cui sentono che qualcosa sta sfuggendo, allontanandosi dalle proprie radicate convinzioni. Frasi forti, ma dense di significato. Concetti inequivocabili, dove i giocatori si dovrebbero sentire toccati nel profondo, nella parte più recondita dell’anima. Quel “dentro” racchiude la sostanza, il valore di ognuno di noi, quando decidiamo di gareggiare, di confrontarci, di dare seguito alla preparazione fatta.

Un vecchio maestro usa ancora oggi una bella definizione per mettere in risalto le scarse doti di un atleta: “Non ha attaccato niente”. Non ha nulla da dare, il dentro è vuoto, qualsiasi allenamento è quasi inutile, giova soltanto a migliorare una sterile tecnica. Sono d’accordo. Questo cerco, una fame di crescita e progresso, la rabbia necessaria per andare oltre i limiti, soprattutto quando sono gli altri a deciderli.

Spesso mi chiedo se sia tutto semplicemente scritto nelle cellule, oppure si possa imparare, magari influenzati da una saggia guida, e diventare nel tempo diversi, trasformati in qualcosa che non pensavamo di poter essere. Sono convinto che gli incontri fortunati nella vita si debbano contare sulle dita di una mano, bisogna solamente saperli riconoscere, come un bravo coach è capace di vedere il talento dove gli altri non riescono.

Ogni giorno è prezioso, è un mattone da mettere sopra il precedente, per salire ancora più in alto, fino a toccare la cima dei propri sogni. È dura, lo ammetto, forse è l’unico modo per non condurre una vita banale, senza un autentico progetto, in balia del caso, e delle sue incomprensibili mosse.

Che cosa abbiamo dentro? “Facciamo almeno a cazzotti”, urla Pianigiani ai suoi ragazzi, un invito a lottare, ad essere duri, a dimostrare di un po’ di sano attaccamento a quello che si sta facendo. Ogni tanto è necessario essere scossi, soprattutto quando si spreca il talento, vanificando con una abulica prestazione il lavoro di preparazione svolto, come se le fatiche sopportate in allenamento non fossero servite a nulla.

Un’altra stagione tennistica è appena iniziata, non so che cosa accadrà. Resto convinto di aver seminato bene, di aver messo basi solide, di poter continuare sulla strada tracciata ancora più velocemente. Tuttavia le difficoltà arriveranno in ogni caso, per metterci alla prova, per farci capire se siamo abbastanza forti per superarle. Qualcosa è cambiato, quel dentro è stato riempito di valori, di preziosi consigli che nel tempo sono certo non andranno persi. Per arrivare dove nessuno pensava potessimo.

Andrea Villa

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