9 Dic 2011

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L’articolo della settimana (151) Uomini e schemi

Stamattina mi sono imbattuto per caso in una breve dichiarazione di Coach Dan Peterson, rilasciata al Corriere della Sera, riguardante le conseguenze che intervengono nel momento in cui l’allenatore di una squadra viene espulso. Leggo sempre con molta attenzione le sue parole, trovando ogni volta uno spunto in grado di aiutarmi nel mio lavoro con i ragazzi. Le riporto qui fedelmente:
“Ho tenuto il conto, tra espulsioni e squalifiche quando allenavo a Milano, cioè dal 1978 al 1987, ho saltato 24 partite. Sa quante volte abbiamo vinto? 23! Quella che abbiamo perso era ininfluente per la classifica. A volte le squadre hanno bisogno di una spinta emotiva, perché le partite le vincono gli uomini, non gli schemi”.

Le partite vengono vinte dagli uomini, non dagli schemi. In una semplice frase c’è racchiuso tutto quello che un maestro dovrebbe tenere presente, anche quando pensa di avere una capacità di insegnamento vicina alla perfezione. Negli ultimi mesi sto cercando di alzare ancor di più il livello della mia professionalità, preparando in settimana con i ragazzi le partite di torneo che dovranno affrontare nel fine settimana, sopratutto quando conosco l’avversario da incontrare.

Per questa ragione provo a ragionare insieme a loro sull’aspetto tattico e strategico, ma anche mentale, prevedendo le situazioni in cui si troveranno, studiando ogni possibile sfumatura, magari proponendo soluzioni che li sollevino da errori decisivi.
Una lavoro raffinato, che porta via energie e tempo, nella speranza di essere un aiuto concreto e non soltanto un tecnico banalmente preoccupato dell’esecuzione meccanica di un gesto.

Ieri ho visto per la prima volte due miei allievi scontrarsi in un torneo, una sensazione strana, mai provata prima d’ora. Ha vinto il più esperto, che mi ha fatto capire di aver seminato bene anche nel passato, quando ero meno consapevole delle mie capacità di maestro. Ho come di consueto parlato con lo sconfitto, che si è difeso egregiamente, per analizzare alcuni momenti, quelli in cui all’improvviso tutto cambia.

Le partite vengono vinte dagli uomini e non dagli schemi. È un problema di personalità,
di avere la necessaria maturità per comprendere i sali e scendi di una partita, infilandosi nelle sue crune come soltanto i veri giocatori sanno fare. Capire il momento, è una frase che ripeto giornalmente ai ragazzi, al di là dei progressi fatti sul campo, dei miglioramenti atletici, delle sconfitte e delle vittorie.

È un passo fondamentale, per diventare autonomi, indipendenti: in una sola parola, uomini. Non posso insegnare loro anche questo, è un processo che richiede forse il tempo di una vita, persino tra le righe di un campo da tennis. L’importante è che la strada sia tracciata chiaramente, grazie agli obiettivi fissati nella testa con chiodi ben resistenti.

La consapevolezza è il primo passo verso l’eccellenza.

Andrea Villa

  1. Davide zanni says:

    Parole sante!!

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