8 gen 2012

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L’articolo della settimana (152) Duemiladodici

Ho imparato molto. È questo che mi resta addosso dell’anno appena concluso. Un periodo molto particolare, denso di cose nuove, di energie spese oltre previsione, di successi insperati. Ragionare durante le vacanze è facile, perché c’è il tempo necessario, il lavoro diminuisce, l’adrenalina scende, e tutto si ferma per un po’, come quei treni in attesa di ripartire. Quando ero più giovane guardavo spesso indietro, ora il mio atteggiamento è profondamente cambiato, preferisco rivolgere lo sguardo al futuro, a ciò che ancora deve accadere. Non c’è frenesia nel mio quotidiano, semplicemente la voglia di rendere più stabili le fondamenta costruite con fatica e dedizione, per potere aggiungere altri mattoni, e completare ogni singolo progetto.

Ho imparato molto grazie ad allievi splendidi, a giovani ragazzi che hanno riversato in me una grande dose di fiducia, spero di mantenere le aspettative, di portarli dove ci siamo promessi di arrivare. Per fortuna, dopo lunghi periodi incerti, ho idee chiare, e obiettivi precisi, sebbene spesso la mia volontà si scontri con situazioni complicate, che vorrei fossero più semplici. So di aver commesso molti errori, di aver sottovalutato l’importanza della cultura, della conoscenza come caposaldo decisivo per sperare di rincorrere i propri sogni. Ora è il momento di accelerare, di dare velocità massima, di andare a prendere il meglio: pochi riescono a farlo nella vita.

Spesso mi domando se i principi e le convinzioni che muovono le mie azioni siano giusti, sul campo da tennis e fuori da esso; è una continua introspezione, necessaria soprattutto per chi ha fatto dell’insegnamento la propria professione. A volte resto perplesso davanti ad alcuni comportamenti, tuttavia mi sforzo di comprendere le ragioni di tutti, anche quando sono lontane dalle mie, o magari provocano un forte dispiacere. Nessuno è perfetto, anche chi tenta di esserlo cade in errore, presto o tardi.

Pur dopo un anno positivo, ho la sensazione di aver raccolto poco, ma come mi ricordava un amico ieri, ci vogliono anni per imparare a giocare bene a tennis, la smania del successo non deve portarmi fuori strada, la pazienza è sempre l’unica alleata con cui andare sotto braccio. Forse dovrei prendere un rischio, giocare una carta a sorpresa, alzare la posta per tentare il grande colpo: troverò mai il coraggio?

Ho imparato molto, non posso dimenticarlo, ma non è ancora sufficiente. Potrei galleggiare banalmente come fanno molti colleghi maestri, purtroppo non è nella mia indole. C’è sempre qualche nuova avventura da vivere, in cui lanciarsi con rinnovato spirito, tirarsi indietro non fa per me.

Molte parole sono state spese da parte mia, ho aiutato tante persone a credere in qualità che non pensavano nemmeno di avere: è un merito che voglio prendermi. Lotterò e poi lotterò, e lotterò ancora. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Sarà dura, ma ormai sono così abituato a remare contro corrente che non mi accorgo nemmeno di farlo.

In questo anno appena nato, i pensieri più dolci vanno al mio miracolo più grande, fatto di cose intangibili, invisibili e preziose come solo i grandi capolavori possono essere.
Se stai leggendo sai che è riferito a te.

Andrea Villa

  1. lorenzo giacomel says:

    “…ho aiutato tante persone a credere in qualità che non pensavano nemmeno di avere…”
    confermo che l’ha fatto

    GRAZIE MAESTRO

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