29 Gen 2012

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L’articolo della settimana (154) Femmaschile

I ragazzi giocano come le ragazze. È questa la sensazione che mi resta addosso dopo aver visto la finale degli Australian Open. Ormai tutto tende verso la medesima direzione, anche nel tennis. La parola chiave del gioco è ritmo. Naturalmente più alto fra i maschi, meno dirompente nelle donne. Il motivo è banale, legato ad una differente fisicità, in cui la forza si esprime in “quantitativi” diversi. Ho letto moltissimi commenti, autorevoli e non, subito dopo la conclusione di un match durato quasi sei ore, che tuttavia poteva finire prima.

Voglio andare contro corrente: non mi sono divertito. L’unico aspetto che mi è piaciuto è stato quello emozionale, dovuto a qualche cambiamento dell’inerzia dell’incontro. Solo questo, tecnicamente la considero una partita piuttosto noiosa. I ragazzi giocano come le ragazze, credo sia innegabile. Il servizio è diventato meno determinante, soprattutto grazie ad eccellenti ribattitori, quasi tutti muniti del secondo bazooka: il rovescio bimane. Colpo che abolirei per regolamento, almeno nel tennis maschile, lasciandolo invece in quello femminile. 19 aces totali sono pochi, per una finale così lunga, tra i primi due interpreti al mondo. L’impressione generale è che ci siano sempre di più giocatori molto completi, e meno specializzati in un aspetto preciso del gioco. Insomma si esegue tutto bene, ma niente in maniera eccellente. Si corre e molto, aspettando di tirare più forte dell’avversario, quando un angolo è abbastanza libero per farlo.

Forse ricordo male, ma non mi viene in mente una discesa a rete direttamente sulla risposta al servizio, o per sorprendere: si va avanti solo quando l’altro è praticamente finito. Insomma come fanno di solito le ragazze. La terra rossa è diventata più veloce, l’erba più lenta, e il cemento una gomma da masticare, con rimbalzi alti a favorire recuperi e palleggio. Perché? La ragione è semplice, in questo modo i cosiddetti migliori arrivano in fondo, come in Australia, evitando che perdano da mediocri giocatori troppo a loro agio su determinate superficie.

Non voglio guardarmi indietro, il tennis è interessate e pieno di spunti in ogni epoca. Con nuovi talenti in grado di ribaltare credenze e aspettative. Non voglio nemmeno fare la parte del tifoso di “stili” oggi meno praticati. Tuttavia la sensazione dell’appiattimento resta concreta, e il dubbio che sia veramente divertente altrettanto forte. Pugiltennis mi sembra l’espressione corretta per l’ennesimo scontro Djokovic-Nadal. Siamo soltanto all’inizio, e meno male che lo spagnolo aveva detto pochi giorni prima del suo esordio, di non essere al massimo della condizione fisica, addirittura meditando il ritiro. Chissà dove sarebbe andato a recuperare la palla, se fosse stato all’apice della forma.

Non seguo spesso la gara femminile, perché tutto si svolge quasi ogni volta allo stesso modo: gran ritmo da fondo finché l’errore arriva ad interromperlo. Questa è una deriva del gioco che si sta impadronendo del tennis, una strada che in modo silente si è costretti ad attraversare, se si desidera essere competitivi. Lancio l’allarme, andando contro corrente, come al solito.
Quei due signori con in mano il premio, avranno mai visto un match del vecchietto in mezzo a loro?

Andrea Villa

  1. Daniele Camoni says:

    Caro Andre,
    Come non essere d’accordo. Tu sai già come la penso, praticamente nello stesso tuo modo : il tennis è stato snaturato nella sua essenza originaria da tutta una serie di dirigenti senza scrupoli che hanno preferito la vendita del prodotto al grande pubblico, piuttosto che preservare il tennis nelle sue vere fattezze. Si sono eliminati gli “specialisti” (gente alla Peter Doohan o Kevin Curren che ti batteva Becker o McEnroe e Connors a Wimbledon), si sono rallentate ed omologate le superfici con l’ormai antiquata e flebile scusa dei grandi battitori (come se Ivanisevic o Krajicek ai loro tempi vincessero tutto), si è trasformata l’eccezionale varietà delle superfici stesse (quella varietà per cui Lendl doveva fare serve-and-volley a Wimbledon o Sampras remare sulla terra in Davis, contro il soporifero Chesnokov) in un unico terreno che non è né erba, né cemento, né terra ma un accozzaglia di materiali che uccide l’essenza del nostro sport.
    Non posso tollerare che Nadal giochi a Wimbledon alzando pallonetti o remando da fondocampo, neanche fosse a Montecarlo, che Djokovic “scivoli” sul cemento come se giocasse sulla terra (una volta ci avrebbe rimesso entrambe le caviglie), che il tennis stesso sia diventato una lotta di resistenza, atletismo e potenza fisica, in barba alla varietà di colpi e soluzioni che dovrebbe prevalere.
    Rimpiango giocatori come McEnroe o “Gattone” Mecir, i quali ti facevano vedere tutto il repertorio con una facilità disarmante, giocatori come Stefan Edberg, signorilità ed eleganza (mai una lamentela, mai una scusa pronta, deducete…), rimpiango il tennis delle volée e dei giochetti sotto la rete di solo polso, rimpiango quel tennis che ho imparato a conoscere con tanta passione ed interesse, e che vedo essere oggi solo uno sbiadito ricordo dei tempi che furono.
    Mi auguro (è più una speranza) che la situazione possa cambiare, anche se penso bisognerà aspettare un drammatico punto di non-ritorno per capire dove è stato condotto il tennis, e solo allora si capirà (e si farà mea culpa) che forse era necessario fare qualcosa di diverso…

  2. Fabio Greco says:

    L’articolo Andrea è a ben vedere esattamente quello che pensano tutti coloro che si intendono un po’ di tennis(quello vero) e credetemi se vi dico che io non ho la presunzione di farlo(sono il primo a non aver mai visto una partita di Rod Laver).
    Di tutto quello che dici però io non finirei mai di enfatizzare un solo,inquietante aspetto, purtroppo ritengo che non si possa criticare troppo i nostri campioni d’oggi perchè giocano così,come convincere un Djokovic a seguire la risposta a rete con un grande passatore come Nadal dall’ altra parte!? Voi potreste dire che non si gioca sempre contro Rafa però e che, se non è il tuo gioco, non lo fai con lui come non lo fai con gli altri.
    Io invece smetterei per un attimo di parlare dei giocatori che giocano così e parlerei di PALLE e SUPERFICI: mi rendo conto che sfondo una porta aperta ma se alcuni di voi come me avete dato un occhiata alle statistiche ed ai grafici mostrati da Eurosport(per esempio prima della partita tra Federer e Nadal) vi sarete accorti quanto questo, torneo avesse rimbalzi con caratteristiche più da terra battuta che per esempio il torneo di Madrid, il quale almeno è in altura) le palline sono sempre pesanti e lente mai agili come quelle di un tempo(e non sto parlando degli anni ’60 mi accontenterei di quelle di 20 anni fa) Sono personalmente delusissimo dalle scelte portate avanti dagli organizzatori di TUTTI i tornei da Wimbledon allo US open (storicamente il più veloce rallentato tantissimo anche quello solo tra il 2010 e il 2011) l’ unica verà alternativa ai “topponi di Rafa” e alle corse con tanto di scivolate ai limiti del surreale di Nole sembra essere il cemento indoor che presenta grosse differenze di rimbalzo anche se ciò è dovuto più alle condizioni “al chiuso” che a palle e campi.
    Comincio a pensare che i tanti “outsider”, che sempre più spesso si mettono puntualmente in mostra verso fine stagione, non lo facciano solo perchè i “fab-four” siano stanchi o poco interessati . Nel mio cervello cresce l’idea che i Niscikori che battono Djokovic a fine anno non siano solo “un caso” ma piuttosto un evidente prova di come ormai si giochi tutto l’anno allo stesso modo, forte troppo forte, ma anche in maniera maledettamente rinunciataria nei confronti del gioco offensivo, così come è accaduto Oggi… In conclusione, a chi pensa che io stia dicendo minchiate senza senso e parli solo perchè, non è un mistero, non sono tifoso di questo tennis e di chi lo pratica, suggerirei di andare per esempio a rivedersi la palle break avuta da Nadal sul 6-5 Nole e seconda di servizio, da bravo terraiolo il maiorchino a pensato bene di rispondere da 2 metri dietro la linea di fondo invece che attaccare la palla, o ancora al rovescio lungolinea sbagliato maldestramente, che penso Rafa si ricorderà per tutta la vita, giocato sul 30-15 e 4-2 nel 5to set; lì il maestro villa gli avrebbe urlato di giocare una voleè, già una voleè. Probabilmente nessuno sarà d’accordo con me ma ritengo ci siano alcune partite che qualcuno merita veramente di perdere ma che sotto sotto nessuno dei due meriterebbe veramente di vincere, non almeno a questo prezzo.

  3. Perry92 says:

    Il passato così come il futuro non esiste, esiste soltanto il presente.
    Non si può dire che il tennis di oggi sia brutto soltanto perchè una volta era più bello, sarebbe un argomentazione senza senso. Se qualcosa è meno bella di un altra non significa necessariamente che sia brutta, anzi potrebbe essere bella essa stessa pur avendo l’idea della bellezza meno presente che nella prima.
    Questo excursus filosofico serve a far capire che non si può rimpiangere il tennis di un tempo o criticarlo perchè non è più quello di una volta, se ci sono critiche da porre devono essere rivolte al presente stesso, non al fatto che non sia come il passato.
    Neanche a me è piaciuta la finale di sabato, sono state sei ore di vera noia in cui l’unica cosa che mi teneva incollato al monitor era scoprire chi fosse il vincitore. Il fatto che non mi sia piaciuta però non ha nulla a che vedere con il passato, semplicemente non ha incontrato il mio gusto personale, non posso dire che sia stata una partita brutta perchè altre finali sono state più belle…sarebbe totalmente insensato.
    Ritengo poi che il discorso superfici sia un modo semplice di affrontare la trasformazione del tennis negli ultimi anni.
    In primis furono le racchette, poi le corde, poi la tecnica ed infine la tattica.
    Quando ci fu il passaggio dal legno alle racchette legggere(grafite, kevlar…) il peso di queste è diminuito permettendo l’uso di ovali più ampi e la possibilità di avere molta più potenza, riduzione delle vibrazioni(sensibilità), diminuì inoltre anche la necessità di colpire la palla in maniera pulita nel centro della racchetta.
    Luxilon, questo è uno dei nomi che più di ogni altro ha cambiato il modo di giocare a tennis, l’introduzione del monofilamento, corda sintetica che ha soppiantato quella naturale ha permesso ai giocatori di avere molto più controllo e soprattutto aumentato la possibilità di effettuare rotazioni. Agassi uno dei primi ad utilizzarli la prima volta che le provò affermo che fossero illegali e che con queste corde fosse impossibile tirare fuori dal campo.
    I cambiamenti radicali riguardo all’attrezzo hanno portato nell’ultima decina di anni grandi cambiamenti riguardo l’esecuzione dei colpi: il diritto è giocato da tutti in top, qualcuno lo esaspera portando la racchetta sopra la testa per dare rotazioni ancora più estreme. Il rovescio ad una mano è scomparso, la sensibilità che garantisce non può essere comparata alla potenza e al controllo del roovescio bimane multisegmentato utilizzato da 9 dei top ten.
    I cambiamenti tecnici hanno portato negli ultimissimi anni delle profonde modifiche tattiche, i giocatori giovani sono nati con questi nuovi attrezzi, non si sono dovuti adeguare per cui li utilizzano nel modo in cui possano essere più performanti: tirare fortissimo e carichissimo da fondo, i passanti sono ormai colpi semplici le voleè colpi inutili.
    I giocatori di oggi non possono più permettersi di giocare in maniera diversa e poichè tutti sono obbligati a giocare nello stesso modo è ovvio che chi sappia farlo meglio vinca sempre. Una volta l’aspetto atletico era meno determinante, oggi il lavoro in palestra è pari a quello sul campo questa crea un divario tra chi è geneticamente portato per un lavoro di muscolazione rispetto a chi è gracile.
    A tutti piaccioni i discorsi cospirazionistici per cui ci sia un gruppo di individui che decidano il futuro degli altri, in realtà è solo un modo per darsi delle giustificazioni riguardo una realtà che non piace, è vero che superfici e palle sono cambiate, ma è solo la punta dell’iceberg…i giocatori specialisti non esistono più, non è che non siano vincenti.
    Concludo dicendo che la provocazione sul rovescio bimane da bandire nasconde una verità, il regolamento dovrebbe subire giustamente qualche modifica poichè lo sport per cui era stato scritto è completamente diverso da quello di oggi per cui può non essere sempre adeguato.

  4. Perry92 says:

    Tutto è più complicato di quello che sembra: tutto ciò che si presenta ha dietro di sé qualcosa che non si presenta e che lo rende possibile. Bisogna quindi diffidare della semplicità, non per un gusto della complicazione fine a sé stessa, ma perché la semplicità spesso può essere fuorviante, ingannevole, ideologica.
    Nel nostro mondo per esempio siamo pieni di miti, slogan e semplificazioni; compito del saggio è smontare questi miti e mostrare chissà sta dietro a queste semplificazioni.

  5. Daniele Camoni says:

    Molta filosofia ed elucubrazioni mentali, ma andiamo invece al sodo della questione tennistica, senza tanti inutili giri di parole : il passato è una realtà assodata e consolidata, senza il quale non possiamo pretendere di comprendere il presente (“L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge” disse Flaubert). Senza voler discutere di estetica filosofica, è fin troppo evidente che questo tennis non è un bel tennis e non è vero tennis : io rimpiango eccome il tennis del passato (riguardati qualche video di Mecir, Edberg, Becker, McEbroe, Leconte o Cash, solo per citarne alcuni), il tennis fatto di tecnica, fantasia, tocco e suprema abilità di gioco.
    Non mi interessa la predisposizione di un soggetto ad un lavoro di muscolazione (ma che ragionamento è ?), Federer ha un fisico normalissimo e tira forse anche più forte di Nadal, Djokovic e compagnia cantante : Lendl è stato forse il primo ad introdurre una componente fisica rilevante nel gioco, ma questo non ha impedito che gente come Edberg, Becker, Sampras, Stich e altri potessero imporsi facendo valere la tecnica e la componente puramente “tennistica” del loro gioco, cosa che, ad esempio, non può certo dirsi per Nadal, il Vilas/Muster dei tempi moderni (e tutti incredibilmente tediosi allo stesso modo).
    Superfici e palline non sono la punta dell’iceberg, sono l’iceberg stesso, e questo è veramente drammatico : se l’erba fosse vera erba Nadal a Wimbledon avrebbe fatto quattro secondi turni, altro che quattro finali e due vittorie (le stesse di un erbivoro doc come Edberg, e questo mi intristisce molto), se il cemento fosse cemento e l’indoor fosse indoor si avrebbe una varietà ed una pluralità di giocatori che potrebbero dire la loro, ma siccome l’ATP preferisce in fondo ad ogni torneo i soliti “cavalli vincenti” per battere cassa, fregandosene dei veri appassionati ed amanti profondi del gioco, allora altro che punta dell’iceberg, qui stiamo affondando clamorosamente.
    Inutile dire che le superfici dovrebbero tornare quelle che sono sempre state : Ivanisevic e Krajicek avevano due mitragliatrici al posto del servizio, eppure non vincevano un torneo dopo l’altro su erba e cemento (e, tra l’altro, erano molto più dotati tecnicamente di quanto cinicamente si affermasse allora, così come Karlovic non è solo servizio, o forse è una colpa che il croato sappia battere bene…), ma le superfici dovevano essere cambiate, non si sa bene perché ; le palline sono diventate dei meloni, rimbalzano in maniera paurosa e snaturano il gioco, ovviamente con l’aiuto della superficie.
    Voglio il tennis del passato, voglio poter vedere Nadal che a Wimbledon viene preso a pallate dal Roscoe Tanner o Victor Amaya di turno, voglio che Djokovic possa perdere sul cemento con il Petr Korda di turno (talento cristallino e purissimo, il caro Korda), potrebbe accadere che Federer perda sulla terra con il soporifero terraiolo spagnolo di turno, e solo da allora ripartirà la sfida con la superficie : non è uno scandalo che Sampras, McEnroe o Becker non abbiano vinto a Parigi (Mac avrebbe potuto e, soprattutto, dovuto – RG 1984), non è uno scandalo che Lendl non abbia vinto Wimbledon (se voleva doveva fare costante serve-and-volley, e non era il suo gioco), non avevano semplicemente le caratteristiche.
    Il giocatore deve adattarsi alla superficie ostile, non il contrario, come accade oggi. Io questo tennis non lo voglio, e come il sottoscritto la pensano in molti : fino a quando esisterà Federer saremo parzialmente salvi, ma quando si ritirerà sarà veramente la morte del Tennis, e forse solo allora si capirà che quanto doveva essere fatto non è stato attuato…

  6. Fabio Greco says:

    Avevo promesso al buon Giovanni che avrei apprezzato il suo commento tanto per il gusto di fommentare discussione ma francamente non ci riesco!!!
    Il discorso filosofico mi fa solo ridere, non ha alcun senso , l’unica mezza verità riguarda il miglioramento della tecnologia ed il conseguente cambiamento di alcuni aspetti del gioco ma per il resto Gio mi sa che ti devi sforzare di più perchè il discorso non attacca molto e personalmente non mi ai convinto per niente e continuo a pensarla in maniera molto più vicina a Dani di cui ammiro infinitamente lo slancio idealista!!

  7. Perry92 says:

    Allora innanzitutto non si può citare Flaubert a confronto dei vari Nietzsche, Agostino da Ippona, Platone o Derrida che ho citato io, non sarebbe degno neanche allarcciare le scarpe di questi saggi.
    Poi come sempre quando non si è in grado di mantenere la discussione su un livello alto bisogna necessariamente abbassarlo, va bene ok posso anche far finta di essere un contadino come voi.
    La prima cosa che leggo è che non ti interessa il lavoro di muscolazione, questo dimostra che sei ignorante sia da un punto di vista tennistico che sportivo, nello sport di oggi è fondamentale la preparazione atletica a qualsiasi livello e chi è più portato ovviamente ottiene maggiori risultati. Guardati il fisico di tutti gli sportivi top e guarda quanto è fondamentale la muscolazione. Dici che Federer ha un fisico normale…vatti a vedere qualche foto e il fatto che tiri più forte di Nadal o Djoker è dovuto al fatto che usa una racchetta con budello, corde tirate a 19-21 kg e colpisce piatto, se utilizzasse la racchetta di Nadal farebbe fatica ad arrivare a metà campo.
    Sono d’accordo sul discorso delle superfici e delle palline, è un’evidenza che oramai siano troppo simili, ma non è per questo che non esistono più determinati giocatori la causa sono le nuove corde e racchette che per essere usate nella maniera più performante necessitano un gioco sempre uguale.
    Sarebbe bello se il cemento fosse più veloce e l’erba più alta, ma ci sarebbe solo una piccola percentuale di giocatori che utilizzerebbe una tattica diversa e probabilmente con risultati ambigui e meno fruttuosi a livello economico.
    Se ti va di vivere nel passato fallo pure, ma sappi che è un non vivere, rimpiangi pure i campioni del passato che non hai mai visto veramente rimpiangi pure l’erba alta e le racchette di legno…è una tua libera scelta nessuno te lo può impedire, ma se fossi realmente coerente con te stesso non dovresti più guardare il tennis in tv evitando di fare critiche sterili. Se quello di oggi non è più vero tennis, smetti di giocare, quella sarebbe una scelta da saggio, così invece sembri Baudelaire che va al bordello con tutti gli altri.
    Per favore piantala con le teorie cospirazionistiche che sono davvero pessime, non supportate da prove e sembrano frutto di una frustrazione interiore che va ben oltre il tennis.
    Fabio tu con questo commento hai dimostrato tutta la tua ignoranza e stupidità, già nella prima riga hai scritto una cazzata visto che non mi hai mai promesso nulla(per fortuna), poi dici che il discorso filosofico non ha senso, beh se fosse mio ne potremmo discutere, ma poichè è preso da alcuni dei più grandi saggi di ogni tempo significa che non capisci prorprio nulla. Affermi che quello di Dani sia idealismo…idealismo? Tu non sai neanche cos’è l’idealismo.
    Hai mai provato a seguire un tuo ideale e agire tentando di perseguirlo? l’idealismo non è questione di parole, ma di fatti, l’idealismo è ciò che ha permesso a Galileo di rivoluzionare la scienza, a Socrate di non avere paura della morte, a Goffredo Mameli di morire per la propria patria, a Garibaldi di unificare l’Italia, a Steve Jobs di creare la tecnologia di oggi. L’idealismo non è stare seduti a scrivere davanti ad un computer.

  8. Perry92 says:

    C’è un grado di insonnia, di ruminazione, di senso storico, in cui l’essere vivente riceve danno e alla fine perisce, si tratti poi di un uomo, di un popolo o di una civiltà.
    Il grado di vitalità di un individuo, popolo o civiltà è proporzionale alla capacità di essere creativi nel presente e, quindi, alla libertà nei confronti del passato, in modo che esso non rappresenti più una catena per il presente.

  9. Daniele Camoni says:

    @ mr. Peratello (ovvero il Bud Collins de’ noantri)

    Premesso che un certo rispetto sarebbe almeno esigibile (i miei commenti sono sempre stati corretti ed educati, i tuoi trasudano un’arroganza, una boria ed una continua voglia di offendere che francamente mi dà molto fastidio) : mi piacerebbe sapere da quale fantomatico pulpito ti ergi in tutta la tua voglia di sbattere citazioni ed aforismi vari in faccia alla gente, ovviamente mai parlando di tennis (da uno che tifa spudoratamente per l’antitennis, ovvero Nadal, purtroppo non ci può aspettare competenza tecnica alcuna : anche Wilander, considerato il tuo apprezzamento tecnico, è fin troppo), come se lo sfoggio sfrontato di cultura ti conferisse chissà quale superiorità rispetto agli altri.
    Ti assicuro che di tennis ne so molto, ma molto più di te, ma non ho bisogno di sbattertelo sotto il naso per farti vedere quanto sono bravo e colto in materia : lasciamo da parte il velo di citazioni che usi a tuo piacimento e dietro le quali ti nascondi, forse per il semplice fatto che non hai argomenti fondati con cui contrabbere, e parliamo di tennis e solo tennis.
    Il lavoro fisico, come tu implicitamente evidenzi, ha sopravanzato la tecnica e l’abilità “tennistica” dei giocatori, e ciò non può essere che un male per il tennis, dove ormai si vedono dei robot, degli automi sparapalline che rendono bene l’idea di progressivo imbarbarimento a cui sta andando in contro, da tempo, il nostro sport.
    Ribadendo ancora una volta che Federer ha un fisico normale (con un filo di pancetta bene in vista), cosa c’entra il “se Federer usasse la racchetta di Nadal…” : se Nadal usasse la Wilson T2000 di Connors non tirerebbe una palla in campo, se usasse i gloriosi legni di Ken Rosewall o Rod Laver (che tu, dall’alto del tuo ipermodernismo futurista, ignorantemente snobbi) non riuscirebbe a colpire neanche la pallina, tanto era piccolo il piatto corde.
    Se l’erba fosse quella vera, non è vero che la maggior parte dei giocatori non adotterebbero una tattica diversa (o ti devo ricordare le codarde non-partecipazioni dei giocatori spagnoli e di vari terraioli a Wimbledon per moltissimi anni), anzi dovrebbero adattarsi giocoforza alla superficie stessa (modello Lendl a Wimbledon). La racchetta e le corde sono una componente, ma il punto di partenza e la superficie, quella superficie monotona e uguale ovunque dove il tuo Nadal (e non solo) sguazza a meraviglia.
    Le insinuazioni personali sono poi di assai cattivo gusto : forse solo tu (dall’alto dei tuoi candelotti) non ti sei accorto di come io giochi un tennis del tutto personale ed atipico, coerentemente con quella che è la mia idea di tennis, sia in campo sia guardando il tennis in televisione.
    Forse parlarti di Stefan Edberg, John McEnroe, Petr Korda, Miloslav Mecir, Jana Novotna o Hana Mandlikova è troppo per la tua idea di tennis, va oltre la tua visione monopalletara di questo sport, dove per te il presente è sempre meglio del passato : è come dare le perle ai porci, ma per fortuna un tennis sublime del genere non ti vede nemmeno tra i suoi ammiratori, e questo è solo un bene…

    Aspetto ansioso il pensiero del cultore della materia Andrea Villa : inutile dire quale è il suo pensiero…

  10. Daniele Camoni says:

    “argomenti fondati con cui contrabbere” = argomenti fondati con cui controbattere…

  11. @Giovanni e Daniele
    Vi chiedo cortesemente di evitare attacchi personali, quanto mai sgradevoli, visto che siete compagni di allenamento. Ritengo giusto come firma dell’articolo, intervenire per esprimere il mio punto di vista in maniera ancora più chiara. Fare filosofie è sempre lecito, tuttavia credo che la questione tecnica sia maggiormente pregnante, e più vicina alla realtà. Ogni epoca ha prodotto giocatori interessanti e capaci di solleticare il gusto degli appassionati. Sono convinto che siano le differenze a rendere qualunque sport imprevedibile e spettacolare, fino a modellare quella che noi chiamiamo storia. Purtroppo, e non sono soltanto io ad avere questa impressione, il tennis sembra dirigersi verso un progressivo appiattimento, che mortifica la diversità a favore di un’unica via interpretativa del gioco. I motivi sono facilmente intuibili, e credo che tutti lavorando d’intuito possano coglierli. Superficie sempre più simili, giocatori preparati fisicamente al millimetro, materiali eccellenti a disposizione di tutti, palline lente e rimbalzi alti: ho dimenticato qualcosa? Questa mescolanza di fattori conduce verso tennisti che si assomigliano tra loro, creando un circolo vizioso in cui si è quasi costretti a giocare tutti allo stesso modo. Quale torneo non vorrebbe avere sempre i migliori giocatori arrivare in fondo? Quale torneo vorrebbe vedere il numero uno perdere al secondo turno da uno sconosciuto capace di giocare soltanto su una precisa superficie? Quale grosso torneo vorrebbe rischiare di non vedere iscritto uno dei migliori giocatori al mondo soltanto perché poco a suo agio su una determinata superficie? Nessuno! Il punto nodale è l’omologazione delle superficie, che permette di giocare ovunque allo stesso modo. Non dimentichiamoci che Ivan Lendl, preferì saltare Parigi per preparare Wimbledon, non riuscendo a vincerlo nonostante un coach australiano, e un allenamento super specifico. Tutte queste personali considerazioni non mitigano la passione per il tennis, oppure per il mio quotidiano lavoro di tecnico. Anzi sono lo spunto per evidenziare quanto io stesso abbia lasciato emergere negli allievi caratteristiche proprie, senza svilirle a favore di un gioco monotono e privo di personalità. Spero che il tempo possa darmi ragione, in fondo si procede a cicli, ed anche quando pensavamo che nessuno avrebbe superato Sampras ci sbagliavamo: Federer è la prova più recente che si possa ancora giocare a tennis, nel suo autentico significato. Naturalmente potete replicare!
    Andrea Villa

  12. Perry92 says:

    Il rispetto è un concetto soggettivo, contingente e ambiguo.
    Le citazioni sono d’obbligo altrimenti la gente, visto che non capisce scrive che quello che dico non ha senso e un paio di post prima del mio c’è la dimostrazione di questo.
    Se scrivi che non ho mai parlato di tennis penso che tu non sappia leggere molto bene…prova a rileggere magari sta volta ti va meglio.

    Dici che Nadal sia l’antitennis, sono d’accordo se mi spieghi cosa fa peggio di Djoker, Murray, Tsonga, Ferrer, Berdych, Fish, Almagro, Simon, Del Potro, Verdasco , Fognini, Seppi, Starace, Ramirez Hidalgo, Chela(ne potrei citare un centinaio dal basso della mia cultura)…
    Parli della mia arroganza e poi affermi che ne sai molto, ma molto più di me…io ammetto la mia arroganza, ma tu sembri il bue che dà del cornuto all’asino.
    Dici che tifo Nadal…non è vero.
    Dici che non ho competenza tecnica, è un’affermazione basata sul nulla, la competenza tecnica non si basa sul numero di finali di Wimbledon viste in VHS. Tra l’altro la tecnica di oggi è completamente diversa per cui servirebbe a ben poco.
    Il primo commento mi sembra piuttosto tecnico, ho dei dubbi che tu sappia la differenza tra rovescio bimane monosegmentato e multisegmentato, inoltre la mia cmpetenza riguardo le racchette di oggi è superiore a quella di qualsiasi negoziante mai conosciuto.
    Dici di saperne più di me di tennis, non c’è dubbio, non pretendo di essere un’enciclopedia in materia come lo sei te, ma se dovessimo parlare di corde e racchette difficilmente avresti una conoscenza superiore alla mia. Probabilmente a te non importa, a me più che rivedere le vecchie finali visto che la conoscenza in materia può aiutare il mio gioco e questo è un’evidenza visto che sono l’unico ad aver effettuato una customizzazione pesante sulla mia racchetta.
    Dici che non hai bisogno di sbattermi in faccia la tua cultura tennistica, ma puntualmente lo fai dimostrando un’incoerenza degna del miglior Lenin.
    Che il lavoro in palestra possa essere un male è una tua opinione rispettabile, ma è una realtà che non può essere ignorata. Per raggiungere il livello più alto in uno sport è necessaria e gente come Dolgopolov(tecnicamente il miglior giovane) ne è la dimostrazione.
    Federer non ha il fisico di uno persona normale anche se non è grosso quanto Ronny Coleman(http://www.tennisworlditalia.com/Altro-record-curioso-per-Federer-articolo6346.html)…tranne Djoker la pancetta ce l’hanno tutti e serve per avere riserve di grasso sufficienti per uno sforzo prolungato di oltre cinque ore in cui si arriva a perdere più di tre chili. Tutti i professionisti hanno riserve di grasso attorno al 12% chiedi a Robi se non ci credi.
    Hai detto che Federer tira più forte di Nadal o Djoker e questo è dovuto alla racchetta, per questo ho detto che se usasse quella di Rafa non arriverebbe a metà campo, era semplice come ragionamento.
    Perchè dici che snobbo Rod Laver?
    Grazie per avermi dato del futurista per me è un complimento.
    Dici che la causa della trasformazione del tennis siano le superfici, secondo me corde e racchette, non penso che ne verremo a capo, però credo che tu debba ammettere che l’evoluzione degli attrezzi è stata molto più radicale e questo si nota anche dal fatto che anche nei circoli i giovani giocano tutti nella stessa maniera.
    Insinuazioni personali di cattivo gusto? Le teorie cospirazionistiche sono fantasie frutto di una mente che non accetta la realtà che lo circonda. Non sono idee mie, ma il contenuto di alcuni saggi psicologici…se non sei d’accordo va bene, ma questo non è essere di cattivo gusto.
    Quello di Baudelaire era un riferimento a “perdita d’aureola” non insinuerei mai che tu vada nei bordelli.
    Non hai capito un tubo di quello che ho scritto prima, infatti io non critico il tuo gioco che è evidentemente alternativo(sei l’unico che io conosca a giocare così e probabilmente un motivo c’è), ma affermo che se tu fossi coerente non dovresti limitarti a criticare e basta, ma almeno smettere di guardare il tennis in tv e magari giocare con una racchetta come quella di Fabio o magari anche la 85 che portano con sè un senso di nostalgia. Ho dei dubbi sul risultato che ne otterresti e questo dimostra che anche te sei disposto a cedere a questo tennis moderno pur di ottenere qualche risultato in più.
    Noto il disprezzo per il mio gioco e ne godo, mi fa capire che sono sulla strada giusta.
    Il presente non è meglio del passato.
    Il passato è semplicemente passato.
    Tu vivi nel presente ed è tuo dovere renderlo l’epoca migliore mai esistita.
    Il tennis passato secondo me è più spettacolare di quello presente, non lo nego, però poichè vivo in questa epoca e gioco questo tennis non posso criticarlo radicalmente come fai te avrei scelto un altro sport se non lo amassi così come è. Se tu ami quello passato prenditi il rischio di fare una scelta controcorrente e battiti per questo, ma per favore non tediarmi infangando tutto quello che non rispetta i tuoi arcaici canoni.
    Non utilizzare il termine sublime a cazzo per favore, Kant ci ha scritto metà di uno dei suoi saggi più famosi e Blake molte sue liriche, abbi rispetto.
    Il tennis non è arte, è sport, come puoi parlarne come se fossero opere di Goya?
    Da notare l’invocazione finale al Dio Villa, che evocato come un oracolo sarà il portatore di verità suprema. Mi ricorda molto i riti delle religioni politeiste in cui era negato il libero arbitrio.
    Divino Villa manifestati in mezzo a noi e conducici alla verità, io umile pallettaro ignorante di tutto non posso fare altro che affidarmi a te nel cercare un percorso di redenzione nel culto delle nostre divinità della voleè Edberg e Mcenroe, del dritto Federer, del rovescio Connors e del servizio Ivanisevic; aiutami a rinnegare i demoni Nadal e Djokovic uccisori del (vero) tennis.

  13. Perry92 says:

    @ andre
    Sono d’accordo con quasi tutto quello che hai scritto, però non puoi tirare in ballo episodi del passato a giustifica del presente, conosco il caso da te citato di Lendl che è particolarmente evidente. A mio parere non può essere usato come prova, è passato troppo tempo e troppe cose oltre alle superfici, oggi nessun giocatore potrebbe permettersi una scelta del genere se non andando in contro a penali pesanti degli sponsor.
    Gran belle parole comunque il 90% di quello che hai scritto è innegabile(non sto più facendo la pantomima)

  14. @Giovanni
    Senza dubbio oggi nessun giocatore di primissima fascia potrebbe permettersi di fare una scelta simile a quella di Lendl, anche per il motivo da te evidenziato. Era solo un esempio per rammentare come siano cambiati i tempi, in peggio per qualcuno, in modo inevitabile per altri. Vedremo cosa succederà prossimamente, magari il tennis saprà sorprendere tutti, andando verso una direzione lontana dalle nostre credenze e aspettative.
    Andrea Villa

  15. Daniele Camoni says:

    Il tennis è un’arte, e come le grandi opere d’arte non può essere compreso ed ammirato da tutti : i gesti di Federer, McEnroe, Edberg, Leconte, Mecir, Gene Mayer, Hana Mandlikova o Jana Novotna vanno ben oltre lo sport, e ci proiettano in una dimensione che trascende la piatta realtà fatta da corse a tergicristallo e scambi dove si punta a non sbagliare. Quando riguardo i filmati di Hana Mandlikova (forse la più talentuosa giocatrice di sempre) o vedo McEnroe che trita Lendl scherzandolo con palle corte, controbalzi e volée di solo tocco, mi rendo conto che il tennis è un’arte rara, che pochi possono permettersi di praticare nella sua massima espressione.

    http://www.youtube.com/watch?v=ae7lyHnuOdw
    http://www.youtube.com/watch?v=qZX9OloLbiY
    http://www.youtube.com/watch?v=Qlb5Py25DPM
    http://www.youtube.com/watch?v=25q7Z0RGMYY

    Buona visione…

  16. Daniele Camoni says:

    Il tennis è un’arte, e come tale l’arte non può essere compresa ed aprezzata da tutti. Quando rivedo i filmati di Hana Mandlikova o Jana Novotna, quando rivedo McEnroe, Edberg, Mecir, Leconte capisco che il vero tennis è qualcosa che va al di là del correre a tergicristallo da una parte all’altra del campo, aspettando che sia l’avversario a sbagliare.
    Il tennis è arte e poesia, è uno spettacolo di fuochi d’artificio dove bellezza, gesto tecnico, talento e fantasia si fondono in un’unica dimensione che trascende l’essenza dello sport stesso.

    “O tempora, o mores !”

  17. Fabio Greco says:

    Ok… Per me la situazione si sta facendo difficile prima di tutto chiedo scusa a Giovanni per aver detto che la sua filosofia “non ha senso”, chiaramente esageravo come spesso faccio ma intendevo che secondo me, e qui parlo anche per Dani, avreste entrambi dovuto escludere il discorso filosofico da questo palco dove si dovrebbe parlare solo di tennis.
    Allo stesso tempo ti prego Gio di non dire che non capisco niente perchè quello che vorrei tentare di fare è il conciliare le vostre opinioni al dilà della futile discussione che si è creata attorno, e scusa ma penso non sia roba da poco!
    Ribadisco quanto ammiri l’idea di tennis che ha Daniele e ritengo che lui faccia benissimo a difenderla strenuamente anche se è chiaro che lui non potrà mai essere Lendl così come io non saró mai Federer, però ci proviamo in modi diversi, lui con un gioco spumeggiante, io avendo un gioco molto ordinato e avendo imparato a giocare con una racchetta molto rigida e difficile come quella che effettivamente uso, cosa di cui vado fiero!
    Altrettanto indiscutibile ritengo la tua competenza in fatto di tennis e soprattutto di tecnologia legata al tennis, sei tu ad esempio che mi hai suggerito le corde che uso adesso con cui mi trovo benissimo così come sei stato “profeta in patria” quando mi dicevi che avrei giocato meglio con il rovescio a una mano cosa in cui io stesso non credevo. Da questo punto di vista posso dire che,e questa e solo una personale opinione, che tu sei quello che ne sa di più a riguardo tra di noi Villa compreso.
    Mi trovi pienamente d’accordo anche sul discorso della preparazione atletica e sulla sua importanza ma a Dani dico che secondo me essa potrebbe perfettamente sposarsi con un tennis “diverso” e nostalgico e tu, nel tuo piccolo ne sei la prova; concludo il mio intervento suggerendo a Gio di non arroccarsi troppo nel suo castello di parole, finisci per passare per stronzo cosa che tu forse hai fatto apposta ma che secondo me non è degna di te…

  18. bella andre beccati un bell commentino dalla scozia, torno domani vedi che ci vediamo ke ti do le basi 🙂

    p.s. salutami tua sorella

  19. @Enzo
    Grande Enzo che ci visita anche dalla Scozia! Ti aspettiamo a braccia aperte, come sempre!
    Sorella salutata, quanto alle basi basta che ti presenti con 500 euro…
    Andrea Villa

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