<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Puramentecasuale &#187; Articoli</title>
	<atom:link href="http://puramentecasuale.com/category/articoli/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://puramentecasuale.com</link>
	<description>Ogni riferimento al gioco del tennis è...</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 09:05:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (160) Terra blu</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/05/13/larticolo-della-settimana-160-terra-blu</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/05/13/larticolo-della-settimana-160-terra-blu#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5543</guid>
		<description><![CDATA[La finale del Torneo di Madrid è appena finita, e Roger Federer ha appena messo l&#8217;ennesimo sigillo di una carriera irripetibile. Ha vinto 75 al terzo contro Thomas Berdych, degno finalista, che ha combattuto fino alla fine, sconfitto soltanto da qualche incertezza, e dalla freddezza dello svizzero in alcuni momenti decisivi. L&#8217;incontro è stato molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/05/rfmadrid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5545" title="Mutua Madrilena Madrid Open - Day Eight" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/05/rfmadrid.jpg" alt="" width="550" height="371" /></a>La finale del Torneo di Madrid è appena finita, e Roger Federer ha appena messo l&#8217;ennesimo sigillo di una carriera irripetibile. Ha vinto 75 al terzo contro Thomas Berdych, degno finalista, che ha combattuto fino alla fine, sconfitto soltanto da qualche incertezza, e dalla freddezza dello svizzero in alcuni momenti decisivi. L&#8217;incontro è stato molto piacevole, finalmente lontano dalle solite battaglie da fondo campo a cui ci aveva abituato il circuito maschile negli ultimi tempi, per i motivi che tutti gli appassionati conoscono.</p>
<p>L&#8217;innovativa terra blu ha messo in risalto le capacità di Federer di sapersi adattare ad una superficie diversa, apparsa più rapida persino dell&#8217;erba di Wimbledon. Un vero paradosso! Molti tennisti si sono lamentati per il fondo scivoloso, che non garantiva la consueta stabilità negli appoggi, in particolare nelle situazioni di recupero. E allora? Non capisco dove sia il problema. È sempre la capacità di risolvere un problema che fa la differenza, rendendo un atleta superiore ad un altro. L&#8217;ha scritto anche Danilo Pizzorno, braccio detro di Riccardo Piatti, su Twitter: “Rafa e Nole prendete esempio da Roger, un vero campione si vede dalla capacità di adattamento”.</p>
<p>Credo che sia facilmente intuibile chi siano Rafa e Nole. Non gradiscono i terreni rapidi, dove il servizio incide di più, gli scambi sono brevi, e la possibilità di riprendere palle quasi impossibili decisamente minore. Vogliono per caso giocare su un&#8217;unica superficie? Magari come nel basket o nella pallavolo? Dubito che Nadal dirà mai: “Meno male che a Wimbledon hanno modificato la semina, rendendo il campo omogeneo e permettendomi di restare a fondo a palleggiare”. Dubito fortemente.</p>
<p>Sappiamo tutti che gli sponsor premono per avere sempre i migliori in fondo al torneo che hanno sovvenzionato, ma questa terra blu ci ha fatto di nuovo scoprire un tennis più aggressivo, meno simile a come lo interpretano le ragazze. Qualcuno ha minacciato Tiriac, il manager che ha voluto il nuovo colore, di non tornare a Madrid se non si tornerà alla tinta classica. Per me possono restare a casa, come facevano Bruguera a Kuerten dopo aver vinto Roland Garros negli anni 90, disertando Wimbledon, per evitare una sonoro sconfitta al primo o secondo turno.</p>
<p>Il tennis ha bisogno di varietà, l&#8217;appiattimento delle ultime stagioni è sembrato palese, speriamo che il torneo spagnolo sia foriero di interessanti cambiamenti. In ogni caso Federer a quasi 31 anni ha impressionato ancora una volta, mostrando l&#8217;innata abilità di coprire bene tutte le zone del campo, e scendendo molto di più a rete, soprattutto nel difficile match di esordio con Raonic. Lo svizzero è un esempio di reale adattabilità, chissà se Djokovic e Nadal hanno visto la partita!</p>
<p>Sono appena iniziati gli Internazionali d&#8217;Italia, in cui vedremo i soliti risultati scontati, prima del secondo Slam della stagione a Parigi. Sono curioso di capire lo stato di forma dei primi quattro giocatori, che tranne Federer, non mi sono sembrati in grandi condizioni. Magari resusciteranno in pochi giorni, mettendo da parte i piagnistei di Madrid, dove per altro nessuno si è fatto male, al contrario di Montecarlo!</p>
<p>Roger Federer ha scavalcato Rafa Nadal, la caccia al primo posto è aperta: e voi su chi puntate?</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/05/13/larticolo-della-settimana-160-terra-blu/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (159) Montecarlo 2012</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/04/22/larticolo-della-settimana-159-montecarlo-2012</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/04/22/larticolo-della-settimana-159-montecarlo-2012#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 15:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5509</guid>
		<description><![CDATA[Entrare al Country Club di Montecarlo fa sempre un certo effetto, soprattutto in occasione del consueto torneo Atp. Martedì è stata per me la sesta volta, è ormai un&#8217;abitudine recarmi a spiare i grandi campioni, una giornata spesa cercando di osservare per aggiungere qualcosa al mio lavoro. Ogni volta che vado preferisco concentrarmi sugli allenamenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_0073.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5511" title="IMG_0073" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_0073.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a>Entrare al Country Club di Montecarlo fa sempre un certo effetto, soprattutto in occasione del consueto torneo Atp. Martedì è stata per me la sesta volta, è ormai un&#8217;abitudine recarmi a spiare i grandi campioni, una giornata spesa cercando di osservare per aggiungere qualcosa al mio lavoro. Ogni volta che vado preferisco concentrarmi sugli allenamenti, oppure sugli incontri tra tennisti meno famosi, perché giocando sui campi secondari posso vederli in azione da più vicino. Come tutti sanno Federer non era presente, un peccato non incrociare il Re: sarà per il prossimo anno.</p>
<p>Le quattro ore di pullman sono lunghe, aggiunte al traffico del Principato, rendono la trasferta un po&#8217; stancante, ma per respirare l&#8217;aria del grande tennis bisogna fare un piccolo sacrificio. Nadal si allena sempre al mattino, circondato da un esercito di appassionati, che si accalcano per rubare una foto, e magari un autografo quando ha deciso di uscire dal campo. È incredibile quanto sia seguito e amato, venerato quasi come una divinità. In realtà tutto mi è sembrato piuttosto blando, un riscaldamento fatto per i tifosi, più che per la necessità di provare le proprie condizioni. In fondo va bene così, a me interessa catturare qualche momento con la macchina fotografica, per poter in seguito far notare ai ragazzi alcuni particolari tecnici.</p>
<p>Dopo lo spagnolo mi sono spostato a vedere l&#8217;incontro di Seppi con il romeno Hanescu, per poi passare sul Centrale per Murray opposto a Troicki. Non mi sono mai fermato molto, ho preferito girare in continuazione per osservare più giocatori possibili, tra cui Dolgopolov e Berdych, Starace e Berloq, i gemelli Bryan e Novak Djokovic, in allenamento con Tipsarevic. Tutti i tennisti mi sono sembrati molto alti, e dotati di un fisico possente, con una capacità di rendere semplice agli occhi ogni singolo movimento, eseguito in maniera fluida.</p>
<p>Per fortuna un caldo sole ha accompagnato la giornata, guastata dalla pioggia soltanto nel tardo pomeriggio. Come consuetudine ho incontrato alcuni amici, maestri di realtà molto diverse, con cui è sempre piacevole chiacchierare e confrontarsi. I miei allievi si sono divertiti parecchio, tra il baccano fatto durante il viaggio e le corse dietro ai campioni a caccia di una firma, credo che non dimenticheranno in fretta questa esperienza.<a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/collage.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5513" title="collage" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/collage.jpg" alt="" width="350" height="525" /></a></p>
<p>Il tennis di alto livello è qualcosa di speciale, forse per comprenderlo meglio andrebbe vissuto in prima persona, come atleta o allenatore. A volte resto perplesso riguardo alla ripetitività degli eventi, al susseguirsi dei tornei anno dopo anno, alle sfide che nel tempo si ripetono. Vorrei trascorrere un paio di stagioni nel circuito professionistico, per capire se lo sport ad un certo punto si trasformi in un lavoro, una routine pari a quella delle persone comuni.</p>
<p>In fondo si tratta di colpire una palla, per divertimento, per ambizione, per soldi. Giovani tennisti che girano il mondo in continuazione, alle prese con battaglie quotidiane, per guadagnarsi una sudata, e talvolta ben remunerata, pagnotta. Mentre guardavo Seppi vincere, pensavo al suo successivo match con Djokovic, scontato nell&#8217;esito. Avrei voluto chiedere ad Andreas cosa si debba provare nel sapere di perdere.</p>
<p>Un giorno quando sarò a Montecarlo insieme ad un mio giocatore, lo scoprirò.</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p>Un ringraziamento a mia sorella Elisa, a Carlo Cazzaniga e Manuela Zoni del Quanta Village, per aver organizzato un&#8217;altra giornata di grande tennis. Un pensiero anche per chi ha sopportato il Villa Team sul pullman!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un caloroso saluto a S. M., ex socio del mio circolo, che incontrato per caso in un ristorante giovedì sera, mi ha definito &#8220;finto maestro&#8221;. Per lui era ovviamente la solita sciocca battuta di spirito, scusa se non ho colto l&#8217;ironia. Tranquillo ti ho aggiunto alla lunga lista di quelli che un giorno andrò a prendere uno per uno. Perché è sempre meglio sentire il &#8220;rumore dei nemici&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/04/22/larticolo-della-settimana-159-montecarlo-2012/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (158) Perle ai porci</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/04/14/larticolo-della-settimana-158-perle-ai-porci</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/04/14/larticolo-della-settimana-158-perle-ai-porci#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5491</guid>
		<description><![CDATA[Il Vecchio Maestro resiste. Non cede nemmeno dopo oltre cinquanta anni di insegnamento. I miei sono soltanto quindici, una fortuna averli passati per la maggior parte del tempo insieme a lui. Mezzo secolo a spiegare come prendere una pallina da tennis può sembrare un&#8217;idiozia, un&#8217;occupazione di poco valore, rispetto a professioni più considerate, meritevoli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/perle.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5492" title="perle" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/04/perle.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a>Il Vecchio Maestro resiste. Non cede nemmeno dopo oltre cinquanta anni di insegnamento. I miei sono soltanto quindici, una fortuna averli passati per la maggior parte del tempo insieme a lui. Mezzo secolo a spiegare come prendere una pallina da tennis può sembrare un&#8217;idiozia, un&#8217;occupazione di poco valore, rispetto a professioni più considerate, meritevoli di grande ammirazione. Eppure la questione non è così semplice. Ho sempre osservato il Vecchio Maestro per capire, per vedere come facesse ogni volta a trovare una soluzione, un modo per arrivare a destinazione. I saggi hanno qualcosa di speciale. Le loro argomentazioni sono talvolta difficili da decifrare, quasi provassero un gusto perverso nel tenere nascosto il vero messaggio. L&#8217;ho interrogato spesso, come un oracolo a cui domandare un consiglio, un aiuto, sicure risposte. Molte volte sono rimasto spiazzato, incapace di cogliere il senso del suo parlare, ma ho tenuto da parte tutte le lezioni, consapevole che un giorno sarebbero state di grande utilità.</p>
<p>Quando ho iniziato a lavorare insieme a lui ignoravo il perché di tante sue azioni. Lo vedevo insegnare con la medesima arte sia a chi lo venerava, ma anche nei confronti di coloro che lo ritenevano già allora solamente un povero vecchio. Eppure nulla sembrava scalfire i suoi intendimenti: io stupidamente continuavo a non capire. Avrei voluto interrogarlo in proposito, e credo di averlo fatto qualche volta, sebbene in maniera timida. Ottenevo appena un sorriso, in cui ero io a dover cercare le mie risposte. Non ero soddisfatto, non mi capacitavo di come riuscisse a rimanere imperturbabile, a non innervosirsi di fronte a chi non aveva la minima intenzione di imparare, o semplicemente di prestargli un po&#8217; di rispettosa attenzione. In quelle occasioni mi veniva sempre in mente un passo della Bibbia, che decisi di imparare a memoria, ricordandolo al Vecchio Maestro, in modo da non sprecare il fiato con allievi per nulla meritevoli:</p>
<p>“Non vogliate dare le cose sante ai cani, e non buttate le vostre perle agli immondi animali, perché non accada che le pestino coi loro piedi, e si rivoltino a sbranarvi”.</p>
<p>Naturalmente dal Vecchio Maestro ottenevo il solito sorriso, o se ero fortunato una frase sibillina, di cui avrei compreso il senso alcuni anni dopo. Perché così è successo parecchie volte. É stato il tempo a farmi trovare le risposte, a diradare la nebbia delle mie tante false credenze, a darmi l&#8217;opportunità di mettere in pratica consigli e suggerimenti. A cosa serviva dare perle ai porci? A cosa serviva insinuarsi nell&#8217;animo di persone corrotte, per nulla sensibili e all&#8217;apparenza banali? Per me non era concepibile comportarsi così, sembrava ai miei occhi una perdita di tempo, uno spreco di energie.</p>
<p>Ci sono voluti anni per capire. Non finirò mai di ringraziarlo. Mi ha dato una grande lezione, un esempio di umanità, di grandezza fuori dal comune. Un autentico Maestro. Non si può fare il bene con calcolo. Non si può fare il bene scegliendo. Non si può fare il bene solamente a chi pensiamo lo meriti. Non si può fare il bene per opportunismo. Non si può fare il bene a comando. Ci sono volute migliaia di lezioni per comprendere. Ogni tanto purtroppo cado ancora in errore.</p>
<p>Penso spesso a quei ragazzi che da giovani lo prendevano in giro, lo sfottevano dietro le spalle; chissà dove sono ora. Il Vecchio Maestro ha lavorato sul loro inconscio, gli ha trattati psicologicamente, quasi come un abile ipnotista. Ho una piccola certezza. Sono sicuro che quando uno di quei suoi sciocchi allievi, in età adulta starà per fare una grossa stupidaggine, da qualche parte spunteranno fuori antiche parole, preservandolo inconsapevolmente dal commettere un fatale errore.</p>
<p>Questo rende straordinario il quotidiano lavoro di un insegnante, anche se si guadagna da vivere facendo fermare una palla sopra una rete di fredde corde. Ogni giorno provo a farlo, cercando di progredire il più possibile, prendendo il meglio dai migliori. Negli ultimi mesi ho tentato di alzare ancora il livello delle mie conoscenze, studiando in maniera approfondita psicologia applicata allo sport, manuali sulla motivazione, programmazione neuro linguistica e persino l&#8217;ipnosi. Sono molto fortunato. Non mi vergogno di ammetterlo. Spero che il Vecchio Maestro continui a lavorare ancora per molto tempo: non ho raggiunto la piena illuminazione.</p>
<p>Sono molto fortunato, ho un gruppo di allievi eccezionali, con cui sto condividendo una grande avventura: arrivare dove nessuno pensava potessimo. Remiamo contro corrente, a testa alta e orgogliosi di ciò che stiamo facendo: il viaggio è ancora lungo.</p>
<p>Molti sono i consigli che vorrei dargli, anche a chi ha deciso di cambiare strada, di non dividere più il campo con me. Spero non siano troppi, magari vederli scritti permetterà di rammentarli con maggiore facilità:</p>
<p>La vita è fatta di continue decisioni, saper scegliere bene vi porterà a destinazione.</p>
<p>Fate tutte le esperienze possibili, purché siano costruttive e non vi allontanino dai vostri obiettivi e sogni.</p>
<p>Instaurate legami profondi e duraturi, state vicino alle persone da cui potete imparare qualcosa.</p>
<p>Diffidate dei rapporti distruttivi, e delle persone che vi fanno soltanto perdere del tempo.</p>
<p>Studiate con passione, la cultura è il passepartout che apre le porte di ogni ambiente. Imparate anche un mestiere manuale e umile, vi farà capire molte cose.</p>
<p>Non rincorrete divertimenti effimeri, che durano un batter di ciglia, e il giorno dopo vi fanno sentire ancora più vuoti.</p>
<p>Ricordatevi che gli incontri fortunati nella vita si contano sulle dita di una mano: sappiate riconoscerli.</p>
<p>Siate equilibrati, in fondo persino nel tennis l&#8217;equilibrio è la capacità motoria che influenza di più i colpi.</p>
<p>Mettete da parte un po&#8217; di soldi, un giorno vi saranno utili.</p>
<p>Siate positivi, pensate per il meglio, agite per il meglio: vi permetterà di affrontare le dure prove della vita con maggiore serenità.</p>
<p>Se poi avete la fortuna di innamorarvi, tenetevi stretta tanta bellezza: il vero amore è raro.</p>
<p>Francesco, un amico di vecchie battaglie tennistiche, ormai perse nella memoria dei tempi, mercoledì scorso ha così scritto per il 39° compleanno:<br />
“Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo”.</p>
<p>Quello scopo riempie le mie giornate, rendendo la vita qualcosa di speciale.</p>
<p>Eterna vita ai Vecchi Maestri.</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p><span style="color: #000000;">Riporto qui una mail ricevuta venerdì da un mio allievo:</span></p>
<p>Caro Andrea, mi hai dato uno spunto. Di solito esco e poi mi ricordo le tue parole per come tenere il peso o avvicinarmi alla pallina. Invece questa volta ne ho fatto una novella (è un libro di racconti brevi che sto scrivendo). Volevo ringraziarti perché di queste righe (le ho evidenziane in corsivo) ti sono debitore.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Energie rinnovabili</strong></span></p>
<p>Le stelle non dovrebbero disturbare le lucciole perché questi impercettibili sussurri sono il firmamento di altri universi.<br />
Non pretenderete di scorgere tutto?</p>
<p>Da bambino, prima di addormentarmi, immaginavo di entrare in quelle comete.<br />
Lasciavo il peso del corpo fra le coperte e correvo a dormire lassù.<br />
Crescendo ho preso l’ abitudine di varcare quelle soglie impercettibili.<br />
Non pretenderete di sapere tutto?</p>
<p>In quei tratti di universo si nascondevano le persone care perse per strada.<br />
Non conoscete niente della morte, non è la necrosi delle loro cellule e nemmeno il grido di dolore.</p>
<p>Da tempo un cieco mi ha mostrato il passaggio, ci sono altri ingressi che la luce nasconde.</p>
<p>Tranquilli è tutto più facile.<br />
Ascoltate il silenzio.<br />
Non pretenderete di trattenere tutto?</p>
<p><span style="color: #000000;"><em>La vita è energia.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"> <em> Pensate che finisca con la morte?</em></span><br />
<span style="color: #000000;"> <em> No. Soltanto si disperde.</em></span></p>
<p>Da quel momento è solo compito vostro ritrovare quelle tracce.<br />
Ascoltate… perché non saranno gli occhi a condurvi.<br />
L’ho capito cercando dall’altra parte della ragione.<br />
Solo l’amore sa trovare la strada così tu che leggi potrai darmi appuntamento e non morire mai.</p>
<p>Sarà possibile riprendere il racconto?<br />
Ci saranno di nuovo le cose che ci legano?<br />
Potremmo prenotare ancora in quel ristorante e guardarci negli occhi ?</p>
<p>Ascolta…. ma non pretendere di vedere tutto.</p>
<p>Maurizio Mercurio</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/04/14/larticolo-della-settimana-158-perle-ai-porci/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (157) Ottimismo</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/03/04/larticolo-della-settimana-157-ottimismo</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/03/04/larticolo-della-settimana-157-ottimismo#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 13:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5431</guid>
		<description><![CDATA[In uno dei tanti libri che sto leggendo, ho trovato un simpatico decalogo del perfetto ottimista. Lo condivido, evidenziando il mio “comandamento” preferito; il vostro? 1 Essere tanto forti che nulla possa turbare la vostra serenità. 2 Parlare di salute, felicità, prosperità a chiunque incontriate. 3Far sentire ai vostri amici che in essi vi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/03/ottimismo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5433" title="ottimismo" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/03/ottimismo.jpg" alt="" width="550" height="330" /></a>In uno dei tanti <a href="http://www.ibs.it/code/9788845246067/robbins-anthony/come-migliorare-il-proprio.html">libri</a> che sto leggendo, ho trovato un simpatico decalogo del perfetto ottimista. Lo condivido, evidenziando il mio “comandamento” preferito; il vostro?</p>
<p>1 Essere tanto forti che nulla possa turbare la vostra serenità.</p>
<p>2 Parlare di salute, felicità, prosperità a chiunque incontriate.</p>
<p>3Far sentire ai vostri amici che in essi vi è qualcosa di prezioso.</p>
<p>4 Guardare al lato migliore delle cose e di realizzare il vostro ottimismo.</p>
<p>5 Pensare solo al meglio, agire solo per il meglio e aspettarvi il meglio.</p>
<p>6 Provare per il successo altrui lo stesso entusiasmo che provate per il vostro.</p>
<p>7 Dimenticare gli errori del passato e di impegnarvi nelle più grandi conquiste del futuro.</p>
<p>8 Apparire sempre di buon umore e di regalare un sorriso a qualsiasi essere vivente incontriate.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>9 Dedicare tanto di quel tempo a migliorare voi stessi, da non averne affatto per criticare gli altri.</strong></span></p>
<p>10 Essere troppo liberale per preoccuparvi, troppo nobile per arrabbiarvi, troppo forte per avere paura e troppo felice per ammettere l&#8217;esistenza dei guai.</p>
<p>Impegnatevi almeno a seguire con passione uno di questi “comandamenti”!<br />
Buon lavoro!</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/03/04/larticolo-della-settimana-157-ottimismo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (156) Underdog</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/02/19/larticolo-della-settimana-156-underdog</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/02/19/larticolo-della-settimana-156-underdog#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 13:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5419</guid>
		<description><![CDATA[Con il termine “underdog” si intende un giocatore o una squadra che partecipa ad un evento sportivo con l&#8217;inevitabile destino della sconfitta. Jeremy Lin. Vi dice qualcosa questo nome? Forse soltanto se siete appassionati di pallacanestro, e seguite con attenzione il massimo campionato degli Stati Uniti: l&#8217;Nba. Come quasi tutti prima di qualche settimana fa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/02/Jeremy-Lin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5421" title="Jeremy-Lin" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/02/Jeremy-Lin.jpg" alt="" width="550" height="309" /></a>Con il termine “underdog” si intende un giocatore o una squadra che partecipa ad un evento sportivo con l&#8217;inevitabile destino della sconfitta.</p>
<p>Jeremy Lin. Vi dice qualcosa questo nome? Forse soltanto se siete appassionati di pallacanestro, e seguite con attenzione il massimo campionato degli Stati Uniti: l&#8217;Nba.<br />
Come quasi tutti prima di qualche settimana fa, non avevo mai sentito nominare questo ragazzo. Le sue recenti imprese hanno sconvolto il mondo del basket a stelle e strisce, portando alla luce un nuovo campione, e la sua ammirevole storia.</p>
<p>Ho fatto una copia per i miei ragazzi di un articolo di coach Dan Peterson apparso sulla Gazzetta dello sport alcuni giorni fa. Semplicemente illuminante. Un racconto preciso di come la volontà riesca sempre a superare le circostanze, ad essere vincente sopra ogni ragionevole impedimento.</p>
<p>Ho sottolineato in particolare un passaggio, in cui viene perfettamente schematizzato cosa è necessario per emergere, per arrivare al successo, senza cedere davanti a qualunque ostacolo.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Intelligenza:</strong></span> Lin si è laureato ad Harvard a spese sue, dopo che nessuno gli aveva offerto una borsa di studio, nonostante fosse un giocatore di basket di ottimo livello, già al Liceo!<br />
<strong><span style="color: #000000;">Grande dedizione al lavoro:</span></strong> cioè disciplina e impegno!<br />
<span style="color: #000000;"><strong>Fiducia in sé stesso:</strong></span> anche quando nessuno credeva nelle sue possibilità!<br />
<span style="color: #000000;"><strong>Maturazione fisica:</strong></span> il mio corpo è la leva che solleverà il mondo!<br />
<span style="color: #000000;"><strong>Testardaggine:</strong></span> mai rinunciare ai propri sogni!</p>
<p>Naturalmente il raggiungimento di qualsiasi obiettivo richiede tempo, non si può ottenere un grande risultato in pochi giorni, a volte alcuni anni non sono sufficienti.</p>
<p>Quando leggo simili favole a lieto fine, cerco di immaginare quanti siano stati i motivi di frustrazione, di tristezza e sconforto, che un ragazzo come Lin ha dovuto superare. Senza dubbio una marea, una montagna, un&#8217;enormità.</p>
<p>Eppure non si è dato per vinto. Ha continuato a credere di potercela fare, di avere tutto per giungere a destinazione, e prendersi un&#8217;autentica rivincita.</p>
<p>Ha fatto ciò che quotidianamente ripeto a me stesso: <strong><span style="color: #000000;">trasformare le delusioni in opportunità.</span></strong></p>
<p>Per crescere. Per essere più forti. Per garantirsi un miglioramento costante nel tempo!</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p>A proposito di pressione durante una partita, guardate cosa combina Lin all&#8217;ultimo secondo, in trasferta, nonostante il pubblico sia quasi tutto contro!<br />
<object width="550" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iFAeQGJW-jk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="550" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/iFAeQGJW-jk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/02/19/larticolo-della-settimana-156-underdog/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (155) Occhi della tigre</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/02/12/larticolo-della-settimana-155-occhi-della-tigre</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/02/12/larticolo-della-settimana-155-occhi-della-tigre#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 18:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5412</guid>
		<description><![CDATA[Occhi della tigre. Voglio essere chiaro: non mollerò nemmeno di un millimetro. Come diceva qualcuno, non sono il migliore, semplicemente nessuno è meglio di me. Non importa se tutti fanno finta di niente, essere il numero uno non mi fa paura. Anzi. I miei obiettivi sono intatti, una lunga lista da aggiornare ogni giorno, ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/02/tigre.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5413" title="tigre" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/02/tigre.jpg" alt="" width="490" height="276" /></a>Occhi della tigre.<br />
Voglio essere chiaro: non mollerò nemmeno di un millimetro. Come diceva qualcuno, non sono il migliore, semplicemente nessuno è meglio di me.<br />
Non importa se tutti fanno finta di niente, essere il numero uno non mi fa paura. Anzi.<br />
I miei obiettivi sono intatti, una lunga lista da aggiornare ogni giorno, ogni singolo giorno.<br />
Gli eventi non possono scalfire il cammino, è solo il mio potenziale a determinare il successo. Nessun fallimento, soltanto esperienze e risultati.<br />
Sto studiando. Leggo in continuazione. Libri sulla motivazione. Di psicologia, filosofia e comunicazione. Le biografie dei coach che hanno cambiato la storia dello sport. Le biografie degli uomini che hanno cambiato la storia.<br />
State tranquilli, arriverò a sapere tutto quello che mi serve.<br />
Occhi della tigre.<br />
Osservo e prendo spunto soltanto dall&#8217;eccellenza. Ho energie da vendere, copio i modelli positivi. Gli unici che ispirano e caricano le mie granitiche motivazioni. Non ho tempo da perdere, solo occasioni da sfruttare. Le devo cogliere per crescere, ed aumentare la possibilità di avere altre occasioni. È un circolo virtuoso. La disciplina pesa pochi grammi, ogni rimpianto una tonnellata. Agire è il mio unico comandamento. Non voglio più farmi manipolare. Sempre più luminosa è la strada che percorro. Gli ostacoli sono necessari per diventare più forti. I numeri uno non sono mai modesti. Sono umili, disposti al sacrificio. Hanno fede e convinzioni impossibili da scalfire. Inseguo sogni molto grandi, gli unici con cui mi sento a mio agio.</p>
<p>Perché gli uomini coerenti credono nel proprio destino, quelli instabili nel caso.</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p><object width="550" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/btPJPFnesV4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/btPJPFnesV4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="350" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/02/12/larticolo-della-settimana-155-occhi-della-tigre/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (154) Femmaschile</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/01/29/larticolo-della-settimana-154-femmaschile</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/01/29/larticolo-della-settimana-154-femmaschile#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 18:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5403</guid>
		<description><![CDATA[I ragazzi giocano come le ragazze. È questa la sensazione che mi resta addosso dopo aver visto la finale degli Australian Open. Ormai tutto tende verso la medesima direzione, anche nel tennis. La parola chiave del gioco è ritmo. Naturalmente più alto fra i maschi, meno dirompente nelle donne. Il motivo è banale, legato ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/djokolaver.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5404" title="djokovic" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/djokolaver.jpg" alt="" width="550" height="338" /></a>I ragazzi giocano come le ragazze. È questa la sensazione che mi resta addosso dopo aver visto la finale degli Australian Open. Ormai tutto tende verso la medesima direzione, anche nel tennis. La parola chiave del gioco è ritmo. Naturalmente più alto fra i maschi, meno dirompente nelle donne. Il motivo è banale, legato ad una differente fisicità, in cui la forza si esprime in “quantitativi” diversi. Ho letto moltissimi commenti, autorevoli e non, subito dopo la conclusione di un match durato quasi sei ore, che tuttavia poteva finire prima.</p>
<p>Voglio andare contro corrente: non mi sono divertito. L&#8217;unico aspetto che mi è piaciuto è stato quello emozionale, dovuto a qualche cambiamento dell&#8217;inerzia dell&#8217;incontro. Solo questo, tecnicamente la considero una partita piuttosto noiosa. I ragazzi giocano come le ragazze, credo sia innegabile. Il servizio è diventato meno determinante, soprattutto grazie ad eccellenti ribattitori, quasi tutti muniti del secondo bazooka: il rovescio bimane. Colpo che abolirei per regolamento, almeno nel tennis maschile, lasciandolo invece in quello femminile. 19 aces totali sono pochi, per una finale così lunga, tra i primi due interpreti al mondo. L&#8217;impressione generale è che ci siano sempre di più giocatori molto completi, e meno specializzati in un aspetto preciso del gioco. Insomma si esegue tutto bene, ma niente in maniera eccellente. Si corre e molto, aspettando di tirare più forte dell&#8217;avversario, quando un angolo è abbastanza libero per farlo.</p>
<p>Forse ricordo male, ma non mi viene in mente una discesa a rete direttamente sulla risposta al servizio, o per sorprendere: si va avanti solo quando l&#8217;altro è praticamente finito. Insomma come fanno di solito le ragazze. La terra rossa è diventata più veloce, l&#8217;erba più lenta, e il cemento una gomma da masticare, con rimbalzi alti a favorire recuperi e palleggio. Perché? La ragione è semplice, in questo modo i cosiddetti migliori arrivano in fondo, come in Australia, evitando che perdano da mediocri giocatori troppo a loro agio su determinate superficie.</p>
<p>Non voglio guardarmi indietro, il tennis è interessate e pieno di spunti in ogni epoca. Con nuovi talenti in grado di ribaltare credenze e aspettative. Non voglio nemmeno fare la parte del tifoso di “stili” oggi meno praticati. Tuttavia la sensazione dell&#8217;appiattimento resta concreta, e il dubbio che sia veramente divertente altrettanto forte. Pugiltennis mi sembra l&#8217;espressione corretta per l&#8217;ennesimo scontro Djokovic-Nadal. Siamo soltanto all&#8217;inizio, e meno male che lo spagnolo aveva detto pochi giorni prima del suo esordio, di non essere al massimo della condizione fisica, addirittura meditando il ritiro. Chissà dove sarebbe andato a recuperare la palla, se fosse stato all&#8217;apice della forma.</p>
<p>Non seguo spesso la gara femminile, perché tutto si svolge quasi ogni volta allo stesso modo: gran ritmo da fondo finché l&#8217;errore arriva ad interromperlo. Questa è una deriva del gioco che si sta impadronendo del tennis, una strada che in modo silente si è costretti ad attraversare, se si desidera essere competitivi. Lancio l&#8217;allarme, andando contro corrente, come al solito.<br />
Quei due signori con in mano il premio, avranno mai visto un match del vecchietto in mezzo a loro?</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/01/29/larticolo-della-settimana-154-femmaschile/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (153) Potere</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/01/14/larticolo-della-settimana-153-potere</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/01/14/larticolo-della-settimana-153-potere#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 15:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5394</guid>
		<description><![CDATA[Cinque minuti su cinque ore. Non i cinque minuti del palleggio preliminare prima di un incontro di tennis. La mia pausa pomeridiana. Giusto il tempo per andare in bagno, lavarsi le mani e tornare indietro per ricominciare. Un giorno qualunque della scorsa settimana, in quei brevi momenti, mentre mettevo in fila i pochi passi necessari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/potere.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5396" title="potere" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/potere.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a>Cinque minuti su cinque ore. Non i cinque minuti del palleggio preliminare prima di un incontro di tennis. La mia pausa pomeridiana. Giusto il tempo per andare in bagno, lavarsi le mani e tornare indietro per ricominciare. Un giorno qualunque della scorsa settimana, in quei brevi momenti, mentre mettevo in fila i pochi passi necessari per andare fino in spogliatoio, ho pensato. Ho cercato di immaginare cosa si debba provare stando al potere, soprattutto dopo una vita intera spesa all&#8217;opposizione. Naturalmente è una sensazione che ancora ignoro.</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/01/14/larticolo-della-settimana-153-potere/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (152) Duemiladodici</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2012/01/08/larticolo-della-settimana-152-duemiladodici</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2012/01/08/larticolo-della-settimana-152-duemiladodici#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 13:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5367</guid>
		<description><![CDATA[Ho imparato molto. È questo che mi resta addosso dell&#8217;anno appena concluso. Un periodo molto particolare, denso di cose nuove, di energie spese oltre previsione, di successi insperati. Ragionare durante le vacanze è facile, perché c&#8217;è il tempo necessario, il lavoro diminuisce, l&#8217;adrenalina scende, e tutto si ferma per un po&#8217;, come quei treni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/2012-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5373" title="2012 (1)" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2012/01/2012-1.jpg" alt="" width="550" height="276" /></a>Ho imparato molto. È questo che mi resta addosso dell&#8217;anno appena concluso. Un periodo molto particolare, denso di cose nuove, di energie spese oltre previsione, di successi insperati. Ragionare durante le vacanze è facile, perché c&#8217;è il tempo necessario, il lavoro diminuisce, l&#8217;adrenalina scende, e tutto si ferma per un po&#8217;, come quei treni in attesa di ripartire. Quando ero più giovane guardavo spesso indietro, ora il mio atteggiamento è profondamente cambiato, preferisco rivolgere lo sguardo al futuro, a ciò che ancora deve accadere. Non c&#8217;è frenesia nel mio quotidiano, semplicemente la voglia di rendere più stabili le fondamenta costruite con fatica e dedizione, per potere aggiungere altri mattoni, e completare ogni singolo progetto.</p>
<p>Ho imparato molto grazie ad allievi splendidi, a giovani ragazzi che hanno riversato in me una grande dose di fiducia, spero di mantenere le aspettative, di portarli dove ci siamo promessi di arrivare. Per fortuna, dopo lunghi periodi incerti, ho idee chiare, e obiettivi precisi, sebbene spesso la mia volontà si scontri con situazioni complicate, che vorrei fossero più semplici. So di aver commesso molti errori, di aver sottovalutato l&#8217;importanza della cultura, della conoscenza come caposaldo decisivo per sperare di rincorrere i propri sogni. Ora è il momento di accelerare, di dare velocità massima, di andare a prendere il meglio: pochi riescono a farlo nella vita.</p>
<p>Spesso mi domando se i principi e le convinzioni che muovono le mie azioni siano giusti, sul campo da tennis e fuori da esso; è una continua introspezione, necessaria soprattutto per chi ha fatto dell&#8217;insegnamento la propria professione. A volte resto perplesso davanti ad alcuni comportamenti, tuttavia mi sforzo di comprendere le ragioni di tutti, anche quando sono lontane dalle mie, o magari provocano un forte dispiacere. Nessuno è perfetto, anche chi tenta di esserlo cade in errore, presto o tardi.</p>
<p>Pur dopo un anno positivo, ho la sensazione di aver raccolto poco, ma come mi ricordava un amico ieri, ci vogliono anni per imparare a giocare bene a tennis, la smania del successo non deve portarmi fuori strada, la pazienza è sempre l&#8217;unica alleata con cui andare sotto braccio. Forse dovrei prendere un rischio, giocare una carta a sorpresa, alzare la posta per tentare il grande colpo: troverò mai il coraggio?</p>
<p>Ho imparato molto, non posso dimenticarlo, ma non è ancora sufficiente. Potrei galleggiare banalmente come fanno molti colleghi maestri, purtroppo non è nella mia indole. C&#8217;è sempre qualche nuova avventura da vivere, in cui lanciarsi con rinnovato spirito, tirarsi indietro non fa per me.</p>
<p>Molte parole sono state spese da parte mia, ho aiutato tante persone a credere in qualità che non pensavano nemmeno di avere: è un merito che voglio prendermi. Lotterò e poi lotterò, e lotterò ancora. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Sarà dura, ma ormai sono così abituato a remare contro corrente che non mi accorgo nemmeno di farlo.</p>
<p>In questo anno appena nato, i pensieri più dolci vanno al mio miracolo più grande, fatto di cose intangibili, invisibili e preziose come solo i grandi capolavori possono essere.<br />
Se stai leggendo sai che è riferito a te.</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2012/01/08/larticolo-della-settimana-152-duemiladodici/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;articolo della settimana (151) Uomini e schemi</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2011/12/09/larticolo-della-settimana-151-uomini-e-schemi</link>
		<comments>http://puramentecasuale.com/2011/12/09/larticolo-della-settimana-151-uomini-e-schemi#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://puramentecasuale.com/?p=5360</guid>
		<description><![CDATA[Stamattina mi sono imbattuto per caso in una breve dichiarazione di Coach Dan Peterson, rilasciata al Corriere della Sera, riguardante le conseguenze che intervengono nel momento in cui l&#8217;allenatore di una squadra viene espulso. Leggo sempre con molta attenzione le sue parole, trovando ogni volta uno spunto in grado di aiutarmi nel mio lavoro con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2011/12/schemi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5361" title="schemi" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2011/12/schemi.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Stamattina mi sono imbattuto per caso in una breve dichiarazione di Coach Dan Peterson, rilasciata al Corriere della Sera, riguardante le conseguenze che intervengono nel momento in cui l&#8217;allenatore di una squadra viene espulso. Leggo sempre con molta attenzione le sue parole, trovando ogni volta uno spunto in grado di aiutarmi nel mio lavoro con i ragazzi. Le riporto qui fedelmente:<br />
“Ho tenuto il conto, tra espulsioni e squalifiche quando allenavo a Milano, cioè dal 1978 al 1987, ho saltato 24 partite. Sa quante volte abbiamo vinto? 23! Quella che abbiamo perso era ininfluente per la classifica. A volte le squadre hanno bisogno di una spinta emotiva, perché le partite le vincono gli uomini, non gli schemi”.</p>
<p>Le partite vengono vinte dagli uomini, non dagli schemi. In una semplice frase c&#8217;è racchiuso tutto quello che un maestro dovrebbe tenere presente, anche quando pensa di avere una capacità di insegnamento vicina alla perfezione. Negli ultimi mesi sto cercando di alzare ancor di più il livello della mia professionalità, preparando in settimana con i ragazzi le partite di torneo che dovranno affrontare nel fine settimana, sopratutto quando conosco l&#8217;avversario da incontrare.</p>
<p>Per questa ragione provo a ragionare insieme a loro sull&#8217;aspetto tattico e strategico, ma anche mentale, prevedendo le situazioni in cui si troveranno, studiando ogni possibile sfumatura, magari proponendo soluzioni che li sollevino da errori decisivi.<br />
Una lavoro raffinato, che porta via energie e tempo, nella speranza di essere un aiuto concreto e non soltanto un tecnico banalmente preoccupato dell&#8217;esecuzione meccanica di un gesto.</p>
<p>Ieri ho visto per la prima volte due miei allievi scontrarsi in un torneo, una sensazione strana, mai provata prima d&#8217;ora. Ha vinto il più esperto, che mi ha fatto capire di aver seminato bene anche nel passato, quando ero meno consapevole delle mie capacità di maestro. Ho come di consueto parlato con lo sconfitto, che si è difeso egregiamente, per analizzare alcuni momenti, quelli in cui all&#8217;improvviso tutto cambia.</p>
<p>Le partite vengono vinte dagli uomini e non dagli schemi. È un problema di personalità,<br />
di avere la necessaria maturità per comprendere i sali e scendi di una partita, infilandosi nelle sue crune come soltanto i veri giocatori sanno fare. Capire il momento, è una frase che ripeto giornalmente ai ragazzi, al di là dei progressi fatti sul campo, dei miglioramenti atletici, delle sconfitte e delle vittorie.</p>
<p>È un passo fondamentale, per diventare autonomi, indipendenti: in una sola parola, uomini. Non posso insegnare loro anche questo, è un processo che richiede forse il tempo di una vita, persino tra le righe di un campo da tennis. L&#8217;importante è che la strada sia tracciata chiaramente, grazie agli obiettivi fissati nella testa con chiodi ben resistenti.</p>
<p>La consapevolezza è il primo passo verso l&#8217;eccellenza.</p>
<p>Andrea Villa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://puramentecasuale.com/2011/12/09/larticolo-della-settimana-151-uomini-e-schemi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

