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	<title>Puramentecasuale &#187; Articoli</title>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (98) Bora Bora</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 22:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bora Bora mi aspetta a braccia aperte, un paradiso terrestre di rara bellezza, un autentico sogno. Era da un anno che meditavo sull&#8217;opportunità di raggiungere una simile località, di concedermi un soggiorno in uno dei posti più incantevoli del pianeta; potrà sembrare strano, ma fino all&#8217;ultimo istante sono stato indeciso se partire o rinunciare, se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/bora-bora2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2990" title="bora-bora2" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/bora-bora2.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Bora Bora mi aspetta a braccia aperte, un paradiso terrestre di rara bellezza, un autentico sogno. Era da un anno che meditavo sull&#8217;opportunità di raggiungere una simile località, di concedermi un soggiorno in uno dei posti più incantevoli del pianeta; potrà sembrare strano, ma fino all&#8217;ultimo istante sono stato indeciso se partire o rinunciare, se affrontare il lungo viaggio oppure desistere. La Polinesia è parecchio lontana, sperduta nel mezzo dell&#8217;Oceano Pacifico, quasi alla stessa distanza tra l&#8217;Australia e il Sud America; una piccola realtà, una perla emersa dalle acque, difficile da trovare anche sulle carte geografiche.<br />
Il mare cristallino, affatto inquinato, le palme, il paesaggio mozza fiato, i tramonti e le albe spettacolari, mi hanno convinto a buttarmi in una esperienza irripetibile. Un&#8217;avventura solitaria, come è nella mia natura, quasi una fuga dallo stantio quotidiano, dalle consuete vicissitudini, dai consumati rapporti umani. Non so che cosa farò, forse nulla, ma basterà per staccare completamente, e dare un taglio per un po&#8217; di tempo ad una vita priva di slancio. Quasi nessuno è al corrente della mia partenza, un piccolo segreto conservato gelosamente, per evitare le solite fastidiose domande, sul perché di talune scelte, e le loro inspiegabili motivazioni. Non amo il telefono, e se qualcuno vorrà cercarmi, sappia che non risponderò, non darò spiegazioni, almeno fino al mio ritorno. <a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/bora-bora1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2992" title="bora-bora1" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/bora-bora1.jpg" alt="" width="329" height="416" /></a>In fondo è soltanto una vacanza, un allontanarsi, per poi riprendere la via verso casa, portando con sé, oltre al bagaglio, un carico fatto di preziose conoscenze. Tante saranno le ore che dovrò trascorrere in aereo, le userò per pensare, per leggere e naturalmente scrivere, buttando spesso lo sguardo fuori dal finestrino, per vedere quanto si possa essere distanti dalla realtà. Non farò foto, non manderò cartoline, non reciterò la parte del perfetto turista, sempre a caccia di un trofeo, di qualcosa da mostrare agli amici; non aggiornerò nemmeno il sito, lo abbandonerò per dodici giorni, lasciandolo solo per la prima volta, spero che apprezzerà un po&#8217; di sano riposo. Quello che vivrò resterà semplicemente nel mio cuore, impresso negli occhi, diventando indelebile ricordo; troppe volte ho tentato di condividere con qualcuno un sogno, un&#8217;idea, una visione, non voglio restare di nuovo deluso. Così volo senza compagnia, attraversando il mondo, seguendo la corrente dell&#8217;ispirazione, la vera faccia del destino. Un viaggio di difficile comprensione, che non chiede di essere capito, soltanto vissuto; Bora Bora mi aspetta a braccia aperte, tappa fondamentale per arrivare al numero uno.</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p>Mentre state leggendo questo articolo sarò già lontano, non vi resta che attendere il mio ritorno: le racchette sono rimaste a casa.</p>
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		<title>L’articolo della settimana (97) Tutto nuovo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 13:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova versione di puramentecasuale.com è finalmente pronta. Sono passati quasi due anni dall&#8217;esordio in rete del mio sito, piccola realtà che ogni giorno diventa più importante, seguita, amata. Un cambio era necessario, paventato da mesi, pensato nei minimi particolari, con un unico obiettivo: diventare il numero uno. La concorrenza è spietata, difficile trovare posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/New_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2959" title="New_1" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/New_1.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>La nuova versione di puramentecasuale.com è finalmente pronta. Sono passati quasi due anni dall&#8217;esordio in rete del mio sito, piccola realtà che ogni giorno diventa più importante, seguita, amata. Un cambio era necessario, paventato da mesi, pensato nei minimi particolari, con un unico obiettivo: diventare il numero uno. La concorrenza è spietata, difficile trovare posto in un mare molto vasto, pieno di cose ben fatte, e altrettante superficiali, spesso poco sensate. Il progetto partito nel 2008 è ancora vivo, grazie alla convinzione di aver creato qualcosa di originale, diverso dal resto, capace di attirare non soltanto il semplice appassionato di tennis. Da questa avventura ho avuto molte soddisfazioni, tanti attestati di stima, che mi hanno dato la spinta necessaria per credere ancora di più nella bontà del mio lavoro, rinforzando il desiderio di migliorare fin dove fosse possibile. Molte sono le idee che sono riuscito a buttare nel sito, altre attendono di vedere la luce, in un continuo sforzo per raggiungere l&#8217;eccellenza, luogo che pochi possono vantarsi di avere toccato. Spesso penso al momento in cui ho deciso di aprire il primo blog, a quel pomeriggio in cui tutto è nato, in maniera casuale, da una delle tante cose che si dicono durante un allenamento. Da allora la strada percorsa è stata parecchia, un lungo cammino pieno di parole, un profondo confronto tra me e tutte le persone che almeno una volta si sono affacciate a visitare il sito. Non so che cosa riserverà il futuro, se i pensieri fatti nelle ultime settimane potranno finalmente concretizzarsi; c&#8217;è sempre una grande preparazione dietro a un progetto di successo, insieme a tenacia, convinzione, speranza e un pizzico di buona sorte. Forse saranno sufficienti per non fermarsi, per non cadere di fronte alle difficoltà, e ai momenti di sconforto; questa è l&#8217;ennesima ripartenza, un fresco slancio per aumentare ancor di più il gradimento, il piacere di sostare in un&#8217;oasi di rara bellezza. Sebbene io sia un individualista convinto, talvolta è fondamentale cercare un aiuto, una preziosa mano capace di offrire un punto di vista diverso, spesso decisivo. È per questo che non finirò mai di ringraziare Mattia, autore di questa meravigliosa versione, sempre pronto ad ascoltare e realizzare le mie richieste, anche quelle più improbabili. Non posso tuttavia dimenticare Luca, creatore della prima “faccia” di puramentecasuale.com, e prezioso consigliere, preda delle mie continue perplessità. Il tennis è stato il punto di unione, un solido legame costruito in anni di allenamenti, trasformati pian piano in vera amicizia. Senza i miei allievi nulla sarebbe nato, oggi non sarei qui a sgranarmi gli occhi, a godermi qualcosa di speciale, una soddisfazione autentica. La rincorsa verso il numero uno è appena iniziata, ora la vetta si intravede appena, un giorno chissà.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L’articolo della settimana (96) Sciocchezze estive</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 12:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caldo è una tenaglia, comprime le tempie, toglie le forze, annulla ogni volontà. È soffocante, impedisce quasi di respirare, qualsiasi tentativo di ristoro sembra inutile, dall&#8217;effetto passeggero; eppure il freddo inverno non è stato piacevole, la voglia d&#8217;estate appariva una necessità, un desiderio di calore che ora è simile ad una condanna. Persino pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/lucciola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2929" title="lucciola" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/lucciola.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Il caldo è una tenaglia, comprime le tempie, toglie le forze, annulla ogni volontà. È soffocante, impedisce quasi di respirare, qualsiasi tentativo di ristoro sembra inutile, dall&#8217;effetto passeggero; eppure il freddo inverno non è stato piacevole, la voglia d&#8217;estate appariva una necessità, un desiderio di calore che ora è simile ad una condanna. Persino pensare diventa pesante, una fatica autentica, come se il cervello si rifiutasse di restare attivo, prigioniero nella stretta morsa di una temperatura insopportabile. Giorni e giorni senza pioggia, o almeno un leggero refrigerio, dato da qualche veloce temporale, un regalo per chi passerà i mesi bollenti in città. Persino il tempo acquista una dimensione diversa, più lenta, meno piena di cose da fare, di cui preoccuparsi; c&#8217;è senza dubbio minor affanno, un dilatarsi delle faccende quotidiane, differente rispetto alla centrifuga in cui spesso si è costretti nei mesi invernali. Le sparute lezioni sono un bagno di sole, a qualunque ora non c&#8217;è possibilità di sfuggire alla palla di fuoco che entra nel campo, ospite di cui si farebbe volentieri a meno.</p>
<p><span id="more-2928"></span>I pochi stoici giocatori sono animati da una passione incrollabile, o forse non hanno niente di meglio da fare, mentre il maestro cerca di raggranellare un po&#8217; di soldi, resistendo alla tentazione di non lavorare più. Durante le lunghe pause pomeridiane, il sonno è l&#8217;unica compagna che mi viene a trovare, dormire è un toccasana, un momento di pace, di distacco totale dal mondo, una vera gioia. Il divano è comodo, accoglie la mia stanchezza senza fare domande, e io affondo profondamente, fino a quando la maledetta sveglia mi ricorda di essere ancora vivo. In quell&#8217;istante c&#8217;è sempre un sogno interrotto, che tento di ricordare, e magari concludere lavorando di fantasia, lasciando all&#8217;immaginazione pieni poteri. Barcollo mentre provo ad alzarmi, con i vestiti bagnati come se avessi giocato, invece ho soltanto riposato, strano finire allo stesso identico modo. È la tenaglia del caldo che non guarda in faccia a nessuno, inutile spalancare tutte le finestre, provocando un leggera corrente d&#8217;aria, un sollievo passeggero, incapace di un reale miglioramento. Lavorare poco permette di avere più tempo libero, meno pressioni, ma anche il rischio di non riuscire a tenere a bada certi pensieri, scomodi, fastidiosi e per nulla piacevoli. Una spada di Damocle pendente sopra la testa, che non si riesce ad eliminare, a togliere in maniera definitiva. L&#8217;estate dovrebbe essere la stagione piena di momenti beati e allegri, in cui scacciare via le ombre, dimenticandole in un angolo, almeno per qualche tempo. Dormendo di giorno il più a lungo possibile, la notte diventa breve, come la vita di quegli insetti che volteggiano sotto la luce dei lampioni. Mentre li guardo dal balcone, mi chiedo se si rendono conto di essere attirati da un falso bagliore, che li inganna, accendendosi e poi spegnendosi a comando; forse a loro non importa, perché riescono a godersi quei pochi momenti felici, senza farsi troppe domande.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (95) Scelte</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 17:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attaccare o difendere? Lungo linea o diagonale? Piano oppure alla massima forza? La capacità di scelta è una qualità del giocatore vincente, di chi riesce a capire quale mossa fare e soprattutto quando eseguirla. Ogni volta che si colpisce una palla si è costretti a trovare una soluzione ad un problema, in un tempo molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/scelta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2919" title="scelta" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/07/scelta.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Attaccare o difendere? Lungo linea o diagonale? Piano oppure alla massima forza? La capacità di scelta è una qualità del giocatore vincente, di chi riesce a capire quale mossa fare e soprattutto quando eseguirla. Ogni volta che si colpisce una palla si è costretti a trovare una soluzione ad un problema, in un tempo molto piccolo, con un avversario in attesa soltanto dell&#8217;errore altrui. Il gioco del tennis è un continuo dover prendere una decisione, da cui quasi sempre deriva la bontà del risultato, o al contrario l&#8217;amarezza per una sconfitta; una serie di veloci scelte da cui è impossibile sottrarsi, che fanno la differenza tra il successo e il suo opposto. Chissà se fuori dal campo avessimo gli stessi ritmi, se le importanti faccende della vita dipendessero da pochi istanti in cui poter prendere una direzione piuttosto che un&#8217;altra. Forse sarebbe l&#8217;istinto a prevalere, lasciando al ragionamento uno spazio limitato, evitando di rimuginare in continuazione, dondolandosi tra inefficaci indecisioni. Eppure talvolta la sensazione è quella dell&#8217;inevitabile, dell&#8217;unicità della soluzione, come se non fosse possibile fare altro.</p>
<p><span id="more-2918"></span>Una specie di calamita che attira la scelta verso di sé, liberando il campo dalle opzioni, e facendoci credere di esserci andati liberamente. Sono sempre più convinto che ci sia un destino unico, verso il quale convergono tutte le decisioni prese, una sottile trama di cui non possiamo vantarci di muovere i fili. Questo non significa avere un atteggiamento passivo, nemmeno restare immobili ad attendere gli eventi, piuttosto è un invito ad approfondire il senso della direzione presa, ad avere una visione più ampia, a non limitarsi a banali supposizioni. Non so se un simile ragionamento possa avere qualche fondamento di verità, o se è soltanto il tentativo di giustificare alcune scelte e le conseguenze derivate da tali mosse; tuttavia anche durante una partita mi è capitato spesso di pensare che qualunque decisione avessi preso, l&#8217;incontro non sarebbe cambiato nella sostanza, come se il fato avesse in qualche modo già disegnato l&#8217;ineluttabile sviluppo. Non è nemmeno facile spiegare con chiarezza un sensazione così effimera, supportata solamente da vaghe percezioni, e non da concreti accadimenti. Ragiono e mi domando quale scelta, attaccare o difendere? Lungo linea o diagonale? Piano oppure alla massima forza? Pochi istanti che causano conseguenze molto più lunghe, un tempo breve capace di condizionare una piccola eternità: la vita in mano all&#8217;unico destino possibile.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (94) Numero uno</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2010/06/27/il-filmato-della-settiman-94-numero-uno/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 22:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre l&#8217;estate ha fatto la sua apparizione, è la stanchezza a dominare le mie giornate, a renderle faticose, piene di difficoltà. Se potessi rimarrei a letto il più possibile, oppure resterei sdraiato sul divano, sforzandomi di non addormentarmi davanti al televisore, o magari perso tra le pagine di un libro. Purtroppo il riposo di cui avrei bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/numero-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2900" title="numero-1" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/numero-1.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Mentre l&#8217;estate ha fatto la sua apparizione, è la stanchezza a dominare le mie giornate, a renderle faticose, piene di difficoltà. Se potessi rimarrei a letto il più possibile, oppure resterei sdraiato sul divano, sforzandomi di non addormentarmi davanti al televisore, o magari perso tra le pagine di un libro. Purtroppo il riposo di cui avrei bisogno è molto lungo, un tempo che non posso concedermi, un periodo importante in cui fermare ogni attività e ricaricare le batterie in maniera sostanziale. Le scarse energie che ancora posseggo le uso con il contagocce, dosandole come un bene prezioso, cercando di recuperare nei rari momenti liberi, fondamentali per consentirmi di andare avanti. Mentre ascolto con attenzione le risorse del corpo e quelle della mente, penso come spesso accade al futuro, a quali scelte sarò costretto a breve, a dove mi condurranno. Le faccende di cui mi occupo durante l&#8217;anno sono molte, un peso enorme, che non sempre sono abile a gestire con il giusto equilibrio, forse per la consueta generosità. Nelle ultime settimane ho tentato di mettere in ordine alcuni pensieri, di capire se certi obiettivi sono ancora perseguibili, oppure soltanto chimere mai raggiungibili.</p>
<p><span id="more-2899"></span>Un&#8217;analisi che si presenta puntuale ogni estate, quando il lavoro diminuisce pian piano, lasciando spazio a riflessioni impossibili da fare in altri momenti dell&#8217;anno. Voglio di più, non sono soddisfatto, voglio essere il numero uno. So che può apparire come l&#8217;ennesima sparata, la periodica provocazione, ma non è così. Non mi basta quello che sto facendo, lo trovo riduttivo, limitante e talvolta persino deprimente. Forse è la stanchezza, che annebbia la testa, confonde le idee, e impedisce una visione corretta degli eventi. Tuttavia sento la necessità di una svolta, di un cambiamento importante, di una spinta decisa verso una nuova direzione. Amaramente ho constatato che è difficile trovare qualcuno in grado di investire su una persona giovane, di comprendere le tante ambizioni, di permettere alle sue qualità di uscire allo scoperto in modo efficace. Nessuno vuole assumersi un tale rischio, meglio tirare a campare, procedere sempre lungo la stessa strada, quella ampiamente conosciuta, dove ormai c&#8217;è ben poco da scoprire. Non so come farò a buttarmi in una grande avventura, a avvicinarmi ai migliori personaggi nel mio settore, da tempo mi arrovello nel tentativo di trovare la chiave di volta, da infilare nella serratura giusta. Spesso ho avuto l&#8217;impressione che qualunque cosa facessi, fosse destinata a passare sotto silenzio, a non lasciare traccia, mentre iniziate di altri, pur essendo prive di ogni costrutto, venissero valutate con un metro taroccato. Forse è colpa della stanchezza, dovrei tenerlo bene a mente, non dimenticarlo; è per questa ragione che gli occhi stentano a rimanere aperti, desiderando di chiudersi, in modo da abbandonarsi ad un sonno finalmente ristoratore. Voglio essere il numero uno, quello che cambia la storia, ho un&#8217;estate davanti per pensare, gli altri resteranno indietro a guardare la mia fuga, e increduli penseranno ancora una volta di essere più veloci di me.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (93) All&#8217;infinito</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 22:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A mezzanotte in punto cerco l&#8217;abbrivio, l&#8217;inizio di un nuovo articolo; è in un momento di passaggio che comincio, prendendo l&#8217;ennesimo spunto dal tempo, e da come le faccende appaiono ripetersi all&#8217;infinito. Non è così semplice avere sempre qualcosa da scrivere, su cui ragionare, in modo da proporre una riflessione intelligente; la povertà di alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/infinito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2876" title="infinito" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/infinito.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>A mezzanotte in punto cerco l&#8217;abbrivio, l&#8217;inizio di un nuovo articolo; è in un momento di passaggio che comincio, prendendo l&#8217;ennesimo spunto dal tempo, e da come le faccende appaiono ripetersi all&#8217;infinito. Non è così semplice avere sempre qualcosa da scrivere, su cui ragionare, in modo da proporre una riflessione intelligente; la povertà di alcuni periodi della vita rende l&#8217;animo avaro di emozioni, chiude piacevoli sensazioni, deprime persino i desideri più forti. Forse è causata dalla ripetitività degli eventi, da una certa ovvietà delle cose, come se non potessero che svolgersi in un&#8217;unica maniera. La notte segue il giorno, poi si ritira per far spazio di nuovo alla luce, e così via all&#8217;infinito; quasi come gli scambi che non sembrano finire mai, avanti e indietro in continuazione, intervallati da piccole pause in cui la palla è ferma, prima di tornare a girare nell&#8217;aria. La scuola tennis è terminata, il Torneo Avvenire è arrivato a portare una ventata di aria fresca, ora è il tempo dei campus estivi, poi delle lezioni ai pochi rimasti in città, delle strette vacanze; un susseguirsi veloce di eventi uguali a se stessi ogni anno, in fila uno dopo l&#8217;altro come alla cassa di un grande supermarket, dove i cibi vengono battuti senza nemmeno sincerarsi di cosa siano fatti.</p>
<p><span id="more-2875"></span>I bambini vengono a giocare, il maestro cerca di insegnare il tennis, i genitori chiedono, vogliono sapere, qualcuno impara, tanti dovrebbero cambiare sport. Mentre sono immerso in una folla di mini giocatori, li guardo passarsi una palla, cerco di capire, di intuire l&#8217;invisibile, di scrutare il futuro; è strano rendersi conto di conoscere già il destino, di avere piena coscienza di ciò che accadrà, come in un continuo deja vu, in cui niente è totalmente nuovo. Solite parole, consueti consigli, equilibrismi dialettici, argomentazioni di grande diplomazia, che si auto generano, alimentandosi come un fuoco impossibile da spegnere. Eppure il tempo dovrebbe portare cambiamenti, sorprese, novità, saper cogliere impreparata anche la persona più esperta, padrona di un vissuto importante; invece il suo trascorrere tende a riproporre, a riportare, a ripassare dove già aveva lasciato un segno: un infinito che non significa senza fine, piuttosto un semplice ripetersi. Nelle ultime settimane ho scritto poco ed osservato molto, letto e pensato tanto; ho messo in cascina materiale prezioso, che per ora voglio tenere da parte, ben nascosto da occhi indiscreti. Forse l&#8217;illusione di rompere l&#8217;infinito ciclo sta proprio nei discorsi che ronzano di continuo nella mia testa, uno sciame in perenne movimento, speranzoso prima o poi di essere liberato. Per ora supero un&#8217;altra mezzanotte battendo lettere su una tastiera nera, perdendomi fra parole un po&#8217; criptiche, e sognando un infinito slegato dal tempo, e dai suoi battiti costantemente a ritmo.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (92) 46° Torneo Avvenire</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appoggio le dita sulla tastiera cercando di ordinare le idee, ma sono tremendamente stanco; la settimana più intensa dell&#8217;anno è finita, il 46° Torneo Avvenire è ormai alle spalle, vissuto come sempre con grande intensità e partecipazione. Hanno vinto un ragazzo spagnolo ed una fanciulla della Bolivia, con merito, alzando il trofeo emozionati, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/P1000765.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2836" title="P1000765" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/06/P1000765.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Appoggio le dita sulla tastiera cercando di ordinare le idee, ma sono tremendamente stanco; la settimana più intensa dell&#8217;anno è finita, il 46° Torneo Avvenire è ormai alle spalle, vissuto come sempre con grande intensità e partecipazione. Hanno vinto un ragazzo spagnolo ed una fanciulla della Bolivia, con merito, alzando il trofeo emozionati, con la consapevolezza di aggiungere il proprio nome ad un albo d&#8217;oro prestigioso. Quando anche l&#8217;ultimo giocatore abbandona il circolo, si viene immediatamente sovrastati da un&#8217;onda di tristezza, pervasi da una profonda malinconia, per qualcosa di speciale che si farà attendere per un anno intero. Otto giorni sono volati via con la consueta rapidità, pieni di voci e volti stranieri, di partite facili e lottate, di sogni realizzati ed infranti; un miscuglio di sensazioni diverse, di emozioni difficili da interpretare nel modo corretto, ma autentiche, come poche altre volte accade durante un&#8217;intera stagione. I gazebo nel villaggio ospitalità sono vuoti, stanno per essere smontati, come le tribune sul campo centrale, dove il futuro del tennis si è fatto vedere, tentando di lasciare nella mente degli appassionati una visione di quello che sarà.</p>
<p><span id="more-2835"></span>Potrei scrivere pagine e pagine di un evento che personalmente trovo impagabile, forse un giorno magari vorrò provarci, per ora desidero soltanto mettere in fila le cose più rilevanti, di maggiore impressione, senza la presunzione di spacciarle per uniche, e non passibili di alcuna critica. Sono quasi venti anni che collaboro alla riuscita del torneo in ruoli diversi, dopo questo lungo tempo, credo di aver sviluppato un occhio attento, capace di cogliere sfumature invisibili ai più, di essere capace di fare un&#8217;analisi approfondita, comprensiva di aspetti diversi. Sessantuno tennisti italiani erano presenti nel tabellone principale, ventisette nel maschile, trentaquattro nel femminile: questo importante numero ha prodotto appena una ragazza nei quarti di finale, un risultato deludente, che deve far riflettere sull&#8217;intero movimento. Bolivia, Perù, Guatemala, Indonesia, Egitto, Ungheria, Thailandia, Israele, Cipro; la concorrenza nel tennis è altissima, ormai quasi tutte le nazioni del mondo sono pronte a proporre giovani interessanti e vincenti, forse questo è uno dei motivi per cui è così difficile emergere, rispetto a sport praticati soltanto in determinate realtà. Potrà sembrare una considerazione generica e poco aderente al vero, ma i ragazzi stranieri hanno un marcia in più, solide motivazioni, spiccata umiltà, e persino una gioia di vivere superiore alla nostra; è bello vedere giovani di provenienza così diversa fare amicizia, diventare un gruppo, unirsi piuttosto che dividersi tra sciocche rivalità e banali discorsi sulle differenze altrui. Tante persone mi hanno chiesto il motivo degli scarsi risultati dei nostri giocatori in questa edizione, in cui nessun ragazzo è riuscito a passare il secondo turno: ho risposto con semplicità, senza tanti fronzoli, che giocano meglio, sono più maturi fisicamente ed intellettualmente, ed allenati da persone che si danno pochissime arie, pur avendo tra le mani il futuro primo tennista al mondo. La finale femminile non è stata bella, anzi piuttosto noiosa, così il mio sguardo andava più spesso verso il pubblico, a cercare di capire chi avesse riempito le tribune: il tennis interessa soltanto alle persone anziane, anzi vecchie. I troppi capelli grigi mi hanno confermato il completo distacco da parte dei giovani, categoria che evidentemente segue solo il calcio, almeno in Italia; non sono l&#8217;unico ad avere avuto questa impressione, confermata dall&#8217;età di alcune persone direttamente coinvolte nell&#8217;organizzazione: settantanni il direttore del torneo, sessantanove il referee, settantasette e settantaquattro i due giornalisti della rassegna stampa, ottanta un assistente del referee! Mi chiedo come un giovane possa pensare di fare carriera, di avere un ruolo decisionale in un paese che mantiene gli stessi uomini nelle medesime poltrone in eterno! Ringrazio i dodici raccattapalle, miei allievi, che hanno partecipato con entusiasmo, mentre riservo una tirata di orecchie a tutti gli altri, rimasti a casa nella settimana più interessante dell&#8217;anno. Pochi sono venuti a godersi il torneo, l&#8217;unico momento in grado di trasformare il circolo, di passargli una mano di vernice d&#8217;oro, in cui tutto sembra luccicare. Quanto alla sceneggiata fatta da due socie per accaparrarsi un campo in segreteria, preferisco non commentare, pur domandami perché non riescano a godersi l&#8217;evento, invece di attendere la sua fine, per riappropriarsi di qualcosa che considerano una personale proprietà. Il conto alla rovescia è già iniziato, il prossimo Torneo Avvenire appare lontano, ma il tempo passa in fretta, lasciando alcuni indelebili ricordi, da portare alla mente nell&#8217;attesa, scacciando così la tristezza delle abitudini, delle poche idee, e degli slanci sempre più scarsi.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (91) A tutti, nessuno escluso</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 23:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando a settembre ho cominciato a riempire il foglio verde con i nomi dei ragazzi da allenare, non pensavo che una stagione potesse passare così velocemente. Ora è già arrivato il momento dei saluti, di un arrivederci a dopo l&#8217;estate, in cui il tennis dovrà farsi largo tra il divertimento, gli amici, le vacanze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/folla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2422" title="folla" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/folla.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Quando a settembre ho cominciato a riempire il foglio verde con i nomi dei ragazzi da allenare, non pensavo che una stagione potesse passare così velocemente. Ora è già arrivato il momento dei saluti, di un arrivederci a dopo l&#8217;estate, in cui il tennis dovrà farsi largo tra il divertimento, gli amici, le vacanze e un po&#8217; di sano relax. Tanti sono gli allievi che hanno calpestato il mio campo, un numero importante, difficile da gestire, a cui ho dato tutto me stesso, con l&#8217;unico obiettivo di essere il miglior insegnante possibile. Con l&#8217;ennesimo articolo voglio ringraziare tutti, spendendo un piccolo pensiero per ognuno, sperando di continuare il cammino intrapreso insieme, raggiungendo il posto dove desideriamo arrivare. Grazie a <strong>Guglielmo Argirò</strong> (il prossimo anno iscriviti a settembre), <strong>Riccardo Bandiera</strong> (puoi diventare almeno terza categoria), <strong>Giorgio Barbieri</strong> (sei molto maturato, avanti così), <strong>Gualtiero Bianchi</strong> (il giovane vecchio pieno di talento), <strong>Guglielmo Bruno</strong> (ogni tanto prendi il campo), <strong>Tommaso Bulfone</strong> (cerca di saltare meno allenamenti), <strong>Nicolò Borchielli</strong> (grande Nico, ti voglio vedere due volte a settimana), <strong>Anna Costa</strong> (non la sbagli mai se vuoi, levati un po&#8217; di paura che sei forte), <strong>Daniele Camoni</strong> (il re della volèé, cambia racchetta),</p>
<p><span id="more-2421"></span><strong>Alessandro Cavassi</strong> (grandi progressi verso la fine, vera passione), <strong>Jil Carrara</strong> (meravigliato da quanto sei migliorata, te lo meriti), <strong>Francesca Cianetti</strong> (appena cresci un po&#8217; metti sotto anche tua sorella), <strong>Pietro Carbini</strong> (sei assillante, ma sai che ti voglio bene, magico), <strong>Paolo Cappello</strong> (ti manca solo il servizio), <strong>Marta Dolcini</strong>(non essere sempre insoddisfatta delle cose che fai), <strong>Lorenzo De Castro</strong> (qualche torneo non guasterebbe, ormai sei pronto), <strong>Marco Dubini</strong> (mitico vitamina, a rete sei insuperabile), <strong>Alessandro Del Santoro</strong> (venire ad allenarsi più di tre volte all&#8217;anno gioverebbe), <strong>Federico Daffinà</strong> (chi ha imparato dal Maestro Massera da me ha poco da apprendere), <strong>Federica Erba</strong> (puoi giocare ancora meglio, se ti muovessi un po&#8217; di più),<strong> Federico Fantaguzzi</strong> (sarà sempre roba tua, pur restando un giocatore di classe), <strong>Alessio Guidarelli</strong> (dopo la strameritata vittoria nel torneo non puoi smettere, il bello arriva adesso), <strong>Carlo Giacari</strong> (potresti toglierti molte soddisfazioni, se solo lo volessi), <strong>Federico Gazzetta</strong> (sei un piccolo Hewitt, senza gareggiare non scoprirai mai quanto vali), <strong>Andrea Giudice</strong> (i tornei ti hanno fatto fare un bel salto),<strong> Niccolò Graviani</strong> (ottimi progressi e tanta simpatia, la palla scotta), <strong>Lorenzo Giacomel</strong> (una lenta ma costante crescita), <strong>Tommaso Gavioli</strong> (peccato giocare una sola volta alla settimana), <strong>Matteo Garcea</strong> (mancino di talento, cerca di venire più spesso), <strong>Andrea Ingraffia</strong> (il tennis è una questione di famiglia), <strong>Alessandro Laffranchi</strong> (una passione autentica non muore d&#8217;improvviso), <strong>Andrea Laudisio</strong> (hai tutto quello che ti serve per fare un torneo dopo l&#8217;altro),<strong> Jacopo Leotta</strong> (quando imparerai a tenere la racchetta come si deve non sbaglierai mai),<strong> Luca Lerma</strong> (tenutario della volèé girata e del rovescio rovesciato), <strong>Laudomia Liberali</strong> (guai a chi me la tocca, è troppo forte), <strong>Loris Longinotti</strong> (l&#8217;agonistica ti aspetta), <strong>Max Mancini</strong> (anno di alti e bassi), <strong>Enzo Montenovesi</strong> (sei una leggenda, tennista artista, shock the rock), <strong>Kristine Malabanan</strong> (sai già cosa penso di te), <strong>Guido Musati</strong> (avrai raccolto tre palline in un anno, ti perdono perché sei simpatico e migliorato), <strong>Fabrizio Maietti</strong> (ormai ci conosciamo alla lettera, voglio indagare su quel commento), <strong>Matteo Melloni</strong> (tutto quello che hai fatto è merito tuo, sei un ottimo ragazzo), <strong>Giulio Melis</strong> (cavallo pazzo, attento al troppo talento), <strong>Davide Motta</strong> (pian piano stai venendo fuori), <strong>Michelangelo Maggi</strong> (sei magico, ma devi migliorare il rovescio della lavandaia), <strong>Enrico Maddalone</strong> (migliorato il servizio devi diventare più regolare),<strong> Giulio Oselieri</strong> (non c&#8217;è male, anche se ti ho visto poco),<strong> Anna Palazzo</strong> (vederti ora rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno fa capire quanto hai lavorato), <strong>Frauke</strong> <strong>Muhlinghaus</strong> (buon ritorno a casa, baronessa), <strong>Andrea Palazzi</strong> (progressi evidenti, peccato per il torneo), <strong>Giulio Paraboni</strong> (quando prenderai il campo, spero di non essere già vecchio), <strong>Alessandro Pas</strong> (devi fare qualche torneo è l&#8217;unico modo per crescere), <strong>Tommaso Petrò</strong> (il prossimo anno ti aspetto due volte alla settimana), <strong>Riccardo Piccapietra</strong> (sei un geometra, complimenti per la vittoria nel torneo, serve solo maggiore continuità), <strong>Luca Rebosio</strong> (continua a giocare con questa voglia, diventerai forte), <strong>Nicolò Rosetti</strong> (so che tornerai), <strong>Federico Re</strong> (pensare a come giocavi il primo anno fa capire quanto conti la volontà di imparare, bravo), <strong>Paolo Raimondo</strong> (sei un boscaiolo, comprati una racchetta, per favore), <strong>Stefano Raimondo</strong> (sei meno boscaiolo di tuo fratello), <strong>Leonardo Schiavetti</strong> (sento profumo di vittoria, giochi molto bene),<strong> Khalin Squicciarini</strong> (grandissimo attore, non ti ho mai visto fare uno scatto, mancino), <strong>Alessio Servienti</strong> (non pensare di fare molta strada con quel servizio, mia nonna batte meglio), <strong>Carlo Sala</strong> (mi devi circa 1300 euro, prepara l&#8217;assegno), <strong>Luca Tamagni</strong> (cosa aspetti a gareggiare, la vecchiaia),<strong> Beatrice Trezzi</strong> (chi l&#8217;ha vista), <strong>Diego Vargas</strong> (adesso che hai capito il rovescio sei a posto), <strong>Mario Viale</strong> (Maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrrio, hai imparato, ora devi migliorare), <strong>Eva Vallania</strong> (per ora manca solo l&#8217;altezza), <strong>Alessandro Veneziano</strong> (sei un veterano),<strong> Davide Zanni</strong> (se vuoi fare il salto di qualità è arrivato il momento, con convinzione), <strong>Andrea Zenoni</strong> (un gradito ritorno, e un bel miglioramento), <strong>Edoardo Zotti</strong> (basta giocare con i neonati)<strong> Niki Zolesi </strong>(anche se non fai quel punto maledetto, sei un grande, e nessuno corre quanto te). Aspetto tutti giovedì alla festa di fine corso alle ore 17, so che non mancherete!</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (90) Le cose positive di un anno di scuola tennis</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 22:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la piccola lista delle cose negative, è arrivato il momento di mettere in fila quelle positive, a coronamento di nove mesi di tennis, passati rapidi quanto un batter di ciglia. È consuetudine non soffermarsi troppo su ciò che procede per il meglio, a volte si è persino incapaci di godere appieno delle gioie, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/negativo-Copia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2392" title="negativo - Copia" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/negativo-Copia.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Dopo la piccola lista delle cose negative, è arrivato il momento di mettere in fila quelle positive, a coronamento di nove mesi di tennis, passati rapidi quanto un batter di ciglia. È consuetudine non soffermarsi troppo su ciò che procede per il meglio, a volte si è persino incapaci di godere appieno delle gioie, di assaporare la felicità, di comprendere l&#8217;autentico valore. Sarebbe un vero peccato non capire la qualità del lavoro fatto, dei tanti duri allenamenti, delle fatiche che spesso possono sembrare inutili. Per questo motivo è necessario fare un elenco, come ricordo di qualcosa di prezioso, da conservare nello scrigno delle cose più belle. Un breve viaggio capace di condurre molto lontano, dove forse non si pensava di arrivare, che invece ha riservato sorprese inaspettatamente piacevoli, per chi ha voluto cercarle fino in fondo. Da qui bisogna ripartire per andare oltre, senza fermarsi ad una qualunque fermata, continuando invece a credere nelle proprie possibilità, per toccare con mano il sogno che tutti desideriamo afferrare. <strong>A chi è sempre stato presente</strong>, mancando ad un numero limitato di lezioni, vorrei dire di perseverare a tenere alta la fiamma della passione per il tennis, anche nelle stagioni avvenire.</p>
<p><span id="more-2390"></span><strong>A chi ha fatto ogni volta la preparazione atletica</strong>, vorrei fare i complimenti, per aver intuito quanto sia importante, soprattutto in uno sport molto selettivo come il tennis. <strong>A chi ha partecipato ad un buon numero di tornei</strong>, vorrei suggerire di proseguire senza paura, lungo l&#8217;unica strada verso un costante miglioramento. <strong>A chi si è allenato ogni settimana con impegno e dedizione</strong>, vorrei dire che è stato uno stimolo per gli altri, ma soprattutto per me. <strong>A chi ha creduto fortemente nella bontà del mio lavoro</strong>, seguendo passo dopo passo tutti i suggerimenti, i consigli, e le tante spiegazioni, vorrei far sapere di avermi reso molto orgoglioso: forse non merito tanto affetto. <strong>A chi ha avuto il coraggio di dirmi le cose in faccia</strong>, senza alcun timore reverenziale, vorrei confessare che mi ha fatto enorme piacere, la sincerità è la base di ogni relazione vincente.<strong> A chi ha preso in mano per la prima volta la racchetta a settembre</strong>, vorrei dire che abbiamo fatto qualcosa di speciale, di cui dobbiamo andare fieri. <strong>A chi ha seguito con attenzione la crescita del mio sito</strong>, vorrei consigliare di continuare a farlo, sono previste strabilianti novità. <strong>Da chi mi ha chiesto di essere allenato nella prossima stagione</strong>, vorrei prima sapere il motivo per cui ha deciso di lasciare il suo maestro: nel mio campo c&#8217;è sempre spazio per i tennisti che hanno voglia di lavorare con serietà. <strong>A chi ha sopportato insieme a me il caldo infernale</strong>, il freddo polare, e tutta la fatica fatta durante nove lunghi mesi, vorrei semplicemente dire grazie, avete dato una dimostrazione di grande carattere: sono io che ho imparato molto da voi.<strong> A chi nell&#8217;anno venturo non ci sarà più</strong>, vorrei solo augurare un buon ritorno a casa, sperando che questo periodo trascorso insieme, resti un ricordo felice da tenere stretto nel posto più profondo del cuore.</p>
<p>Andrea Villa</p>
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		<title>L&#8217;articolo della settimana (89) Le cose negative di un anno di scuola tennis</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2010/05/16/larticolo-della-settimana-89-le-cose-negative-di-un-anno-di-scuola-tennis/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 22:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il tanto tempo trascorso insieme, non sempre si riesce a dire tutto, ad essere chiari, a non tralasciare alcune importanti questioni. Durante gli allenamenti il gioco è la parte centrale, la parole faticano a trovare il giusto spazio, a non sembrare d&#8217;intralcio, d&#8217;impedimento al vero motivo per cui si è sul campo. Ecco perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/negativo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2364" title="negativo" src="http://puramentecasuale.com/wp-content/uploads/2010/05/negativo.jpg" alt="" width="400" height="220" /></a>Nonostante il tanto tempo trascorso insieme, non sempre si riesce a dire tutto, ad essere chiari, a non tralasciare alcune importanti questioni. Durante gli allenamenti il gioco è la parte centrale, la parole faticano a trovare il giusto spazio, a non sembrare d&#8217;intralcio, d&#8217;impedimento al vero motivo per cui si è sul campo. Ecco perché sono necessari altri luoghi, dove fermare quello che non si riesce ad esprimere di persona, con la dovuta forza e sincerità. Nove mesi possono apparire un periodo breve, a causa delle tante cose da portare avanti, ma rappresentano un&#8217;intera stagione, da valutare con attenzione, nel tentativo di capire, e naturalmente in futuro provare a progredire. Per farlo bisogna partire dagli aspetti negativi, dagli errori commessi, da ciò che non ha funzionato, sperando di trasformarli in qualcosa di positivo. Un elenco non molto lungo, tuttavia corposo, un invito a riflettere, un&#8217;analisi più vicina possibile alla verità, una somma di tutto quello che il prossimo anno dovrà cambiare. <strong>A chi ha fatto un numero elevato di assenze</strong>, vorrei suggerire di trovare un modo più proficuo per organizzare le attività settimanali, cercando di riavvicinare il tennis ai primi posti nella personale lista delle cose di cui occuparsi.</p>
<p><span id="more-2363"></span><strong>A chi ha dovuto rinunciare a molte lezioni per studiare</strong>, magari per recuperare alcuni pessimi voti, vorrei dire che spero sia valsa la pena, e non sia stata solamente una banale scusa. <strong>A chi non ha quasi mai fatto la preparazione atletica</strong>, vorrei comunicare che non ammetterò più tale superficialità, avendo già in mente un diverso approccio per l&#8217;inizio della stagione prossima.<strong> A chi aveva giurato di iscriversi finalmente ad un torneo via l&#8217;altro</strong>, vorrei dire di non prendermi più per il culo, meglio mettere subito le cose in chiaro, piuttosto che fare le solite false promesse. <strong>Da chi si è ritirato durante l&#8217;anno</strong>, vorrei conoscere la motivazione, almeno per rendermi conto dove fosse il problema, meglio se questo accadesse di persona. <strong>A chi si è spesso allenato in maniera svogliata</strong>, vorrei proporre alcune drastiche soluzioni: modificare gli obiettivi, cambiare maestro, o addirittura abbandonare il tennis, in fondo nella vita ci sono tante altre attività interessanti e piacevoli. <strong>A chi non ha capito che ho messo tutto me stesso nel lavoro</strong>, impegnandomi sempre al massimo, con l&#8217;unico scopo di far crescere gli allievi, vorrei dire che è libero di cercare altrove un insegnante migliore. <strong>A chi non ha avuto il coraggio di dirmi ciò che pensava veramente</strong>, o ha tenuto dentro di sé alcuni determinanti pensieri, vorrei far sapere che ha fatto male, perché senza sincerità nessun rapporto può definirsi proficuo. <strong>A chi non ha mai visto il mio sito</strong>, vorrei consigliare di farlo almeno una volta, c&#8217;è molto da imparare, da leggere, da discutere.<strong> A chi pensa che non sia stato un maestro all&#8217;altezza</strong>, di non aver ricevuto un trattamento adeguato, di non essere migliorato a sufficienza, vorrei dire di avere ancora un po&#8217; di pazienza: il lavoro fatto prima o poi pagherà. <strong>A chi negli anni scorsi ha preferito lasciarmi</strong>, cercando fortuna in campi vicini, vorrei confessare che per come gioca ora, forse avrebbe fatto meglio a continuare ad allenarsi con me! <strong>A chi ha già deciso di smettere</strong>, chiedo di soprassedere per un attimo sulla scelta, pensare a tutto quello che c&#8217;è stato in tanti anni di tennis, per capire se è veramente arrivato il momento di dirsi addio.</p>
<p>Andrea Villa</p>
<p>Domenica prossima tutte le cose positive di un anno di scuola tennis.</p>
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