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	<title>Puramentecasuale &#187; Repliche</title>
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		<title>La replica (35) Torneo Avvenire 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 10:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 15 giugno 2008; buona lettura!   Ieri si è chiusa la 44° edizione del torneo Avvenire; tra una pioggia e l’altra portare a termine regolarmente la manifestazione è stato molto difficile. Anche in occasione delle finali il cattivo tempo era uno spettro pronto a disturbare il gioco, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1140" title="campic194" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/05/campic194-380x209.jpg" alt="campic194" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 15 giugno 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ieri si è chiusa la 44° edizione del torneo Avvenire; tra una pioggia e l’altra portare a termine regolarmente la manifestazione è stato molto difficile. Anche in occasione delle finali il cattivo tempo era uno spettro pronto a disturbare il gioco, per fortuna tutto è andato per il meglio, con grande sollievo per il circolo, i giocatori, il pubblico e la televisione. Lavorare nell’organizzazione di un torneo così prestigioso mi rende ogni volta un po’ più orgoglioso; per una settimana mi sembra di respirare un’aria diversa, di essere parte di qualcosa che rimarrà nella storia del tennis, una storia fatta da futuri grandi campioni. Appese alle pareti della segreteria del club ci sono le foto scattate nelle vecchie edizioni dell’Avvenire, sono tanti i ragazzi che hanno giocato sui campi di Via Feltre, sperando un giorno di diventare giocatori importanti, per me vederli dannarsi l’anima per tenere viva questa speranza è sempre piacevole. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-1139"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ogni anno li osservo da vicino cercando di capire il loro approccio verso il tennis, le motivazioni, i metodi di allenamento, ma anche tentando di cogliere gli atteggiamenti tipici degli adolescenti. In fondo sono pur sempre sedicenni, con tutto quello che comporta stare lontani da casa per parecchie settimane, soltanto per fare sport. Gli allenatori pretendono da loro grande impegno, è poco il tempo per svagarsi, quando il coach chiama i ragazzi rispondo come se fossero sollecitati da un generale, i cui ordini non devono mai essere disattesi. Trascorrere un’intera giornata al circolo per mandare avanti un torneo così grosso, è molto faticoso, le richieste da accogliere sono tantissime, bisogna essere sempre disponibili, per i partecipanti un piazzamento di rilievo può cambiare l’andamento della stagione.<br />
Il circolo garantisce l’ospitalità gratuita ad ogni giocatore fino al momento della eliminazione, oltre a campi e palline per allenarsi, e il trasporto per poter raggiungere gli alberghi convenzionati con il torneo. Un grosso onere pesa quindi sulle spalle del club, che cerca di rientrare dalle spese grazie agli sponsor, ogni anno per la verità sempre più difficili da trovare. Ieri in occasione della finale del singolare maschile le tribune erano piene, trovare un posto a sedere era praticamente impossibile, sintomo di un interesse ancora vivo per questa gara riservata agli under 16; l’Avvenire è il torneo che non sbaglia un pronostico, i vincitori hanno il destino scritto nel firmamento delle stelle di prima grandezza, sta a loro valorizzare pienamente questo dono.<br />
Intorno a chi è impegnato sui campi, si muove uno staff degno dei grandi tornei professionistici: giudici arbitri, arbitri di sedia, raccattapalle, autisti, segretarie, uomini dei campi, camerieri, cuochi, tutti impegnati per permettere ai ragazzi di esprimersi nel migliore dei modi, garantendo una ospitalità tipicamente italiana. Le nazioni presenti sono parecchie, è bello vedere persone di etnie diverse competere, ma anche fare gruppo dimenticando la propria provenienza, semplicemente diventando cittadini del mondo, del mondo del tennis.<br />
Ormai tutti parlano correttamente l’inglese nonostante la giovane età, è quindi piuttosto facile comunicare, come è banale vedere i ragazzi alle prese con internet e playstation, svaghi a cui non possono rinunciare nemmeno a migliaia di chilometri da casa. La settimana dell’Avvenire è speciale, i coach ogni anno lo confessano  senza problemi, forse è la tradizione, il circolo, le persone che lo organizzano; la magia si ripete edizione dopo edizione, da domani si torna alla solita normalità, ma il conto alla rovescia per il 2009 è già iniziato, qualcuno da qualche parte nel mondo si sta allenando sognando i campi di Via Feltre e di essere messo fra le foto che ogni giorno ammiro sulle pareti della club house.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (34) Agosto a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 10:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 3 agosto 2008; buona lettura!   Dalla finestra della cucina entra un muro di caldo, forse se tenessi tutto chiuso sentirei meno l’afa, o forse dovrei ragionevolmente mettere l’aria condizionata in casa. Aspetto che cali il buio per continuare a scrivere, intanto cerco di mettere ordine fra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1125" title="chiuso" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/05/chiuso-380x209.jpg" alt="chiuso" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 3 agosto 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Dalla finestra della cucina entra un muro di caldo, forse se tenessi tutto chiuso sentirei meno l’afa, o forse dovrei ragionevolmente mettere l’aria condizionata in casa. Aspetto che cali il buio per continuare a scrivere, intanto cerco di mettere ordine fra i pensieri che ogni estate affollano la testa. Porto il computer sul balcone, prendo una sedia e mi accomodo sperando che arrivi un po’ di fresco; in fondo quando è inverno non vedo l’ora che aumenti la temperatura, per togliere i vestiti pesanti e mettermi finalmente in maglietta e pantaloncini, ora vorrei che succedesse il contrario! Mentre tento di firmare l’ennesimo articolo, osservo la strada sotto casa, le rare automobili che passano rompono il piacevole silenzio, nessuno si azzarda a camminare solo, l’autobus passa senza badare alle fermate, quasi non vedesse l’ora di arrivare al capolinea. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-1124"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Milano si svuota all’improvviso, i negozi chiudono, tutti corrono verso le vacanze, il mare, la montagna, i laghi: un attesa lunga un anno, per bruciare velocemente le ferie, sperando al ritorno di avere qualcosa di speciale da raccontare! Io rimango in città, cercando di lavorare un po’, facendo giocare i pochi rimasti, o quelli che sono andati via in luglio. È la terza estate consecutiva che rinuncio alle vacanze, un sacrifico necessario se voglio completare l’arredamento di casa e continuare a pagare il mutuo senza problemi; ormai ho fatto talmente tanti giorni lavorativi senza pausa, che a volte mi sembra di avere qualche allucinazione: vedo palline, racchette e campi dappertutto! Fa un caldo terribile giocare in questo periodo, forse dovrei proporre qualcosa di innovativo, un corso di tennis notturno, a partire da mezzanotte fino all’alba, magari chiamandolo “I vampiri del tennis”, sempre che le zanzare non ci sbranino prima! Mi sembra una buona idea, visto che ogni tanto qualcuno mi chiede di fare lezione dopo cena, come se io non avessi una vita, ma fossi sempre pronto a scendere in campo! In realtà per la nuova stagione sto pensando veramente ad un nuovo corso dedicato a chi frequenta l’Università; purtroppo tanti ragazzi terminate le scuole superiori interrompono il loro percorso tennistico, il mio tentativo è quello di offrire loro l’opportunità di continuare a giocare, magari sfruttando qualche mattina libera dagli impegni accademici. La maggior parte delle persone adulte a cui faccio lezione individualmente, hanno ripreso il tennis proprio dopo essersi laureati e aver iniziato a lavorare, vogliosi di rispolverare quello che avevano fatto da adolescenti: spero che la mia iniziativa riscuota un certo entusiasmo e partecipazione!<br />
Per fortuna arriva qualche folata di aria fresca, un vero sollievo, ho fatto bene a mettermi a scrivere sul balcone! Per un attimo abbandono il computer per affacciarmi e godermi la strada vuota, la sottile linea bianca che divide i due sensi di marcia si perde all’orizzonte, la guardo allontanarsi come se tentassi di scoprire dove va a finire, come se là in fondo potessi scorgere il mio futuro.<br />
Intanto vedo volteggiare un pipistrello, forse ha saputo del corso notturno e vuole anche lui imparare a giocare a tennis, tuttavia dobbiamo fare in fretta, il sole sta per sorgere, non vorrei perdere il primo cliente!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><br />
<span style="font-size: small;">Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (33) Fine stagione</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 10:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 1 giugno 2008; buona lettura!   La stagione degli allenamenti è ormai arrivata al termine; una settimana sola ci separa dalla chiusura della scuola tennis, l’estate è alle porte, le sospirate vacanze a portata di mano. Nove mesi sono lunghi, tante le giornate passate al Circolo con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1111" title="fine" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/05/fine-380x209.jpg" alt="fine" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 1 giugno 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">La stagione degli allenamenti è ormai arrivata al termine; una settimana sola ci separa dalla chiusura della scuola tennis, l’estate è alle porte, le sospirate vacanze a portata di mano. Nove mesi sono lunghi, tante le giornate passate al Circolo con i ragazzi, molte le lezioni; come ogni anno la stanchezza prende il posto dell’energia e dell’entusiasmo iniziali, una pausa ora è necessaria, per ricaricare il fisico e trovare nuove motivazioni. Per me si conclude l’undicesimo anno come maestro del TC Ambrosiano, a volte questo tempo mi sembra che sia volato in un attimo, altre durato un’eternità, trascorsa a rincorrere palline e tentare di insegnare il gioco del tennis. Confesso di essere particolarmente contento di questa stagione; sono molto ambizioso ed esigente nel mio lavoro, tuttavia quello che ho portato avanti da settembre ad oggi mi fa ben sperare per il futuro. Detesto il ripetersi anonimo delle cose, dentro di me c’è sempre il desiderio di proporre qualcosa di nuovo, di diverso, che lasci una traccia indelebile, imponendo magari piccoli grandi cambiamenti, possibilmente verso il meglio. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-1110"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Sento di esserci riuscito come non mai, grazie anche alla brillante idea di creare un blog dove poter esprimere con chiarezza i miei pensieri, i valori, ma anche le perplessità e le incertezze: avere uno spazio in cui mettere in risalto queste cose è stato un passo decisivo, di cui vado fiero.<br />
L’apprendimento ha aspetti misteriosi, che forse soltanto insegnanti molto esperti sono in grado di cogliere, io sono ancora all’inizio, tuttavia le sensazioni positive dell’ultimo anno mi spingono ad insistere, a provarci ancora.<br />
Non posso pretendere di essere amato e compreso da ogni allievo, tenere tutto questo per sé sarebbe un gesto di egoismo, in fondo la generosità d’animo impone di accettare chi desidera percorrere una strada diversa dalla propria senza alcun rancore. Qualcuno mi ha già chiesto se a settembre continuerà ad allenarsi con me; rispondere ora a questa domanda mi è molto difficile, i meccanismi organizzativi della scuola tennis mi hanno costretto spesso a cambiare allievi, spero di non doverlo fare più. Per la nuova stagione ho in cantiere alcuni progetti, senza dubbio la sosta estiva mi permetterà di mettere bene a fuoco le molte idee che adesso sono ancora in stato embrionale. Il futuro è la possibilità di raggiungere i propri sogni, per fare questo è inutile soffermarsi troppo a rimuginare sul passato, ma neanche scordarsi ciò che con fatica si è fatto. Insegnare è la mia professione dal 1997, l’ho sempre fatto con passione sfrenata, mettendoci il cuore, senza risparmiarmi; amo quello che faccio in maniera incondizionata e fino a quando avrò questa forza cercherò di usarla per contagiare più persone possibili. A volte rileggendo alcuni articoli scritti durante l’anno, mi sembra di cogliere una sottile ingenuità, che spesso ha contraddistinto alcuni aspetti della mia vita. Non importa, perché per quanto lo possono essere, trasudano sincerità, e per questa ragione mi danno grande soddisfazione. Giovedì ci sarà la festa di fine corso, spero di poter vedere tutti gli allievi con cui ho diviso il campo ogni giorno della settimana; in un colpo solo mi verranno in mente gli esercizi fatti, le partite, i bersagli colpiti, le discussioni, le risate, le arrabbiature. Spero di avere un cuore abbastanza grande per trovare un posto a ciascuno di loro, e se anche sarà la giornata dei premi, dei diplomi, delle foto e dei saluti, sono sicuro che a settembre, quando li rivedrò, ogni cosa ripartirà come se non si fosse ma interrotta, perché insieme abbiamo ancora tante cose da fare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (32) Dopo un concerto</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 14:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 29 giugno 2008; buona lettura!   Ci sono notti in cui è solo il sonno ad attenderti, e sei così stanco che nemmeno i sogni hanno voglia di venirti a trovare, in fondo non potresti ricordarli. Ci sono altre invece, dove riesci a toccare la vita nella sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1090" title="brucemi" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/05/brucemi-380x209.jpg" alt="brucemi" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 29 giugno 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ci sono notti in cui è solo il sonno ad attenderti, e sei così stanco che nemmeno i sogni hanno voglia di venirti a trovare, in fondo non potresti ricordarli. Ci sono altre invece, dove riesci a toccare la vita nella sua essenza, e pensi che il tempo sia soltanto una fastidiosa invenzione, mentre tenti di fermarlo, nonostante corra più veloce dei tuoi desideri. Per fortuna ci sono i ricordi, conservati con forza, a farci tornare indietro, a far rinascere sensazioni, a convincerci di aver attraversato qualcosa di speciale, che purtroppo è volato via veloce come un battito di ciglia. Mi piace camminare, mercoledì l’ho fatto per un lungo tratto in solitudine e in silenzio, ascoltando con curiosità le voci dei passanti, che come me cercavano di ritrovare la strada verso casa; ognuno di loro esprimeva un’opinione, e tra slanci e sorrisi immetteva nell’aria di Milano una dose di felicità capace di curare la malinconia di una città ormai addormentata fra le braccia dell’afa estiva. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-1089"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Io accoglievo queste parole come fossero una medicina buona, pur sapendo che i suoi effetti sarebbero svaniti qualche giorno dopo, come del resto è successo; in quel momento ho ripensato alla mia giornata, al lavoro fatto in maniera distratta, alle telefonate degli amici, alla corsa verso lo stadio, al conto alla rovescia per l’inizio del concerto, e poi in un lampo l’ultima nota. A notte fonda mi sono fermato in un bar per bere qualcosa, la sete mi aveva riportato per un istante alla realtà, a preoccuparmi di come mi sarei svegliato il mattino dopo, alle energie necessarie per affrontare un’altra dura giornata; sopra il bancone un grande orologio fissava i pochi clienti, tra cui era impossibile non riconoscere chi aveva fatto la mia stessa strada. Avrei voluto arrampicarmi sulla parete, e far tornare indietro le lancette, pur sapendo che certe magie sono irripetibili, e se non lo fossero, forse non sarebbero così vere. Una ragazza guardando la maglietta che indossavo mi ha sorriso, ho ricambiato cercando di fissare il suo volto, magari un giorno ci ritroveremo in un altro bar, in un’altra città, dopo un altro concerto: sono queste le illusioni di cui abbiamo bisogno, soprattutto di notte, quando il buio nasconde le nostre incertezze, le paure, la solitudine. Stringevo forte il bicchiere tra le mani, come se volessi aggrapparmi a qualcosa, la stanchezza cominciava a farsi sentire, e tra un sospiro e l’altro scorrevo le canzoni una alla volta, sfidando la mia memoria; istintivamente ho alzato un dito verso il cielo, il barman mi deve aver preso per matto, oppure ha capito che cosa stessi indicando: un istante di felicità durato tre ore. Quando ho finalmente raggiunto l’automobile, ho infilato l’autoradio e tirato giù i finestrini; come avrei voluto avere una decappottabile e sfrecciare veloce sentendo soltanto l’aria tra i capelli. Non so quanto tempo ho impiegato per arrivare sotto casa, ad ogni semaforo che mi obbligava a fermarmi, mi sembrava di vedere tanti volti conosciuti, tutti in grado di raccontarmi con uno sguardo la loro notte magica, fatta di musica e libertà. Nel letto mentre tentavo di prendere sonno, mi sono venute in mente parecchie cose, e ho capito che per una volta la realtà aveva superato il sogno, una realtà chiamata Bruce Springsteen.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (31) Oltre</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2009/04/24/la-replica-31-oltre</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.puramentecasuale.com/?p=1069</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 10 febbraio 2008; buona lettura!   I primi segnali di primavera si sono avvertiti nella settimana appena conclusa; la pioggia battente ha lasciato il posto al sole, la temperatura si è alzata di qualche grado, le nuvole sono scomparse. Durante l’inverno il grigio domina le giornate di Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1070" title="oltre" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/04/oltre-380x209.jpg" alt="oltre" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 10 febbraio 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">I primi segnali di primavera si sono avvertiti nella settimana appena conclusa; la pioggia battente ha lasciato il posto al sole, la temperatura si è alzata di qualche grado, le nuvole sono scomparse. Durante l’inverno il grigio domina le giornate di Milano, esso sembra appiattirsi sull’asfalto, e insieme alla nebbia inghiotte tutto quello che incontra. Una mattina mentre mi stavo recando al circolo, la viva luce del sole mi ha messo di buon umore; il cielo era così sereno che in lontananza si potevano vedere le montagne. Allora mi sono fermato per godermi lo spettacolo, un evento raro da non farsi sfuggire; i monti sembravano lontani, ma vicini allo stesso tempo, imbiancati dalla neve che presto si sarebbe arresa alla primavera. Quel magnifico orizzonte mi aveva rapito, ma i miei occhi volevano andare oltre, per scoprire che cosa ci fosse dietro; sento sempre il desiderio di vedere più in là, non mi fermo soltanto dove può arrivare la vista. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-1069"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">In quel momento ho immaginato di superare le montagne, per trovare qualcosa, e poi ancora, fino a raggiungere la strada verso l’infinito. Tuttavia dovevo andare a lavorare, mi aspettava un’altra giornata di tennis, non potevo indugiare oltre. Nel pomeriggio mi sono sistemato sul solito campo, è dura giocare per sei mesi al coperto, a volte sento la necessità di evadere. Quando i ragazzi hanno iniziato le loro partite, mi sono rifugiato in un angolo, è la mia prospettiva preferita, da quella posizione posso osservare ogni cosa senza essere di disturbo, una presenza necessaria la mia, ma meno invadente possibile. Gli scambi erano di mio gradimento, mentre il gioco si faceva più combattuto, di nuovo ho sentito il bisogno di guardare oltre, di vedere al di là del presente. Questa volta l’immaginazione mi ha portato nel futuro, un balzo nel tempo per farmi scoprire come sarebbe diventato quello che avevo davanti occhi: andare così lontano è per me una necessità. L’allenamento ormai era terminato, i ragazzi stavano lasciando il campo, avevo un po’ di pausa, una boccata d’aria mi avrebbe fatto sicuramente bene, fuori c’era ancora luce. Il sole si avviava al tramonto, tuttavia il cielo aveva conservato la bellezza del mattino, l&#8217;ho osservato pensando alla serata che mi aspettava: un amico mi aveva invitato a fare quattro chiacchiere, non lo vedevo da tempo, avevamo molte cose da raccontarci. Sono uscito di casa in anticipo, e mentre percorrevo la strada verso il punto d’incontro, non ho potuto fare a meno di puntare lo sguardo verso l’alto: le stelle avevano attirato la mia attenzione. Subito mi sono venute in mente le montagne viste all’inizio della giornata, ora coperte dal buio della notte; poi ho pensato a quello che mi era successo in campo, istintivamente ho allungato una mano come per tentare di afferrare una di quelle stelle: sono arrivato solamente a sfiorare la luna. In quel momento ho capito di poter giungere molto lontano, e che se un giorno mi fossi allungato un po’ di più, avrei potuto agguantare ogni cosa. Ritratta la mano, ho continuato a camminare, un amico mi stava aspettando, di lì a poco l’avrei visto avvicinarsi all’orizzonte, non avevo bisogno, per trovarlo, di andare oltre.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (30) Buona Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 13:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 23 marzo 2008; buona lettura!   Ieri notte ho fatto un sogno: ho sognato di poter fare qualunque cosa, ho sognato di non dover rendere conto a nessuno, ho sognato di non avere un coscienza. Ieri notte ho sognato di poter ordinare agli altri quello che devono fare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-996" title="pasqua" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/04/pasqua-380x209.jpg" alt="pasqua" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 23 marzo 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ieri notte ho fatto un sogno: ho sognato di poter fare qualunque cosa, ho sognato di non dover rendere conto a nessuno, ho sognato di non avere un coscienza. Ieri notte ho sognato di poter ordinare agli altri quello che devono fare, ho sognato di potere evitare i loro sguardi, ho sognato di non dovere ascoltare ciò che hanno da dirmi. Ieri notte ho sognato di avere le mani sporche, ho sognato di tentare di pulirle senza riuscirci, ho sognato di non essere capace di una carezza. Ieri notte ho sognato di avere soltanto nemici, ho sognato di non conoscere la parola amore, ho sognato di non avere bisogno di un cuore in mezzo al petto. Ieri notte ho sognato di essere un vincente, ho sognato di farmi beffe degli avversari, ho sognato di avere una pistola al posto della racchetta. Ieri notte ho sognato di non avere memoria, ho sognato di tirare sempre indietro la mano; ho sognato di potere vedere solamente il riflesso della mia immagine. Ieri notte ho fatto un lungo sogno: ho sognato di essere solo, ho sognato che non me ne importava nulla, ho sognato di non avere il coraggio di ammetterlo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-995"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ieri notte ho sognato di avere molte frecce al mio arco, ho sognato di averle avvelenate tutte, ho sognato di fare sempre centro. Ieri notte ho sognato di non riuscire a sentire il vento fra i capelli, ho sognato di non poter respirare a pieni polmoni, ho sognato di fuggire dal sole come dalla peste. Ieri notte ho sognato di farla soffrire ancora una volta, ho sognato di spezzarle di nuovo il cuore, ho sognato di prenderlo a calci senza ritegno. Ieri notte ho sognato di fare un passo avanti e due indietro, ho sognato di camminare lungo un sentiero buio, ho sognato di non avere qualcosa in cui credere. Ieri notte ho fatto un terribile sogno, tuttavia quando mi sono svegliato ho tirato un lungo sospiro di sollievo; se fossi un despota, un tiranno temuto da tutti, forse farei dei sogni migliori, ma la mia vita sarebbe un unico grande incubo. Buona Pasqua, di cuore!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (29) Montecarlo 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 19:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 27 aprile 2008; buona lettura!   La sveglia suona implacabile alle 4:30 del mattino; subito prendo in mano il cellulare e telefono a Marco per tirarlo giù dal letto: tra tre quarti d’ora devo passare a prenderlo sotto casa. Dopo una velocissima colazione mi preparo e scendo, tiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-969" title="dsc001431" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/04/dsc001431-380x209.jpg" alt="dsc001431" width="380" height="209" /></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Pubblicato sul mio vecchio blog (<a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a>) domenica 27 aprile 2008; buona lettura!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">La sveglia suona implacabile alle 4:30 del mattino; subito prendo in mano il cellulare e telefono a Marco per tirarlo giù dal letto: tra tre quarti d’ora devo passare a prenderlo sotto casa. Dopo una velocissima colazione mi preparo e scendo, tiro fuori l’automobile dal box e carico la prima passeggera, Antonella, che per fortuna abita di fianco a casa mia. È notte, Milano è deserta, sono pochissime le persone che incontriamo lungo la strada: alle 5 in punto citofoniamo a Chiara e suo cugino Marco, pochi minuti di attesa e rapidi ripartiamo. L’altro Marco ci mette un po’ a scendere, non è bastato averlo svegliato prima dell’alba con una telefonata, comunque siamo in anticipo, la sua lentezza non è un problema. Arriviamo al punto di incontro poco prima della partenza, il pullman non c’è ancora, ma davanti al Quanta Sport Village sono tutti pronti per la gita. Mia sorella Elisa, che insegna lì, ci accoglie insieme alla maestra Emanuela Zoni responsabile della scuola tennis, è tutto pronto, i campioni ci stanno aspettando. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span id="more-967"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Purtroppo il tempo non promette bene, nelle ultime settimane ha piovuto spesso, l’aria è fresca, speriamo che a Montecarlo ci sia il sole. Dopo circa due ore di viaggio ci fermiamo per una breve sosta all’Autogrill, un caffè ci voleva proprio, per caricarmi un po’; un paio di battute di spirito con Marco e mia sorella e di nuovo in marcia. Arriviamo a destinazione verso le 11, un timido sole si affaccia sulla costa, buttiamo un occhio sul Principato, mentre non vediamo l’ora di scendere per sgranchirci le gambe.<br />
Gli yacht attraccati al porto, le tribune in costruzione per il prossimo Gran Premio di Formula 1, ci ricordano di essere in un luogo particolare, dove il lusso è semplicemente una abitudine.<br />
Finalmente raggiungiamo il parcheggio dei pullman, e dopo poche centinaia di metri a piedi siamo davanti al Country Club; siamo più di settanta persone, qualche raccomandazione al gruppo è necessaria, tra cui quella di ritrovarci alle 18 davanti all’uscita numero 3, poi entriamo per goderci lo spettacolo tanto atteso.<br />
Abbiamo i biglietti per il Campo dei Principi, chiamato anche centralino, non per il Centrale, a me non importa, non ho preferenze, qualunque incontro andrà bene. La comitiva si disperde subito, io con Marco, Antonella e Elisa ed un paio di suoi allievi, faccio un primo giro tra i campi di allenamento; scoviamo i gemelli Bryan, prima coppia di doppio al mondo, mentre palleggiano tranquillamente senza badare al baccano del pubblico. Quanta gente attorno ai campioni, Antonella tira fuori la macchina fotografica e comincia ad immortalare un po’ tutto. Decidiamo di spostarci verso il villaggio degli sponsor, tra magliette, racchette, poster, porta chiavi, vorrei comprare tutto, ma ho tempo, meglio aspettare il pomeriggio.<br />
Intanto sul nostro campo c’è Marat Safin contro Xavier Malisse, riusciamo a vedere solamente l’ultimo game; vince il russo, lo aspettiamo per un autografo, ma è tale la ressa intorno a lui che gli facciamo soltanto un paio di foto veloci. È quasi l’una, scegliamo di mangiare qualcosa, ci sediamo a un tavolino: una gradita pausa prima di assistere all’incontro tra l’italiano Andreas Seppi e l’argentino Agustin Calleri.<br />
A stomaco pieno ci avviamo verso la tribuna e incontriamo Massimo Sartori, coach di Seppi; mia sorella lo conosce bene, ci fermiamo a scambiare due parole, prima della partita. È una persona squisita, veramente gentile e umile, Antonella scatta una foto, poi lo lasciamo andare a seguire il suo protetto. Il centralino è molto piccolo, si vede molto bene, i campioni mi impressionano per la facilità con cui si muovono e colpiscono; che goduria poterli osservare da quella distanza.<br />
Seppi vince chiudendo con un passante di rovescio fulminante, bravo Andreas, da italiani esultiamo insieme a lui. Ci arriva una voce, verso le 15 Federer e Nadal saranno in campo per un breve allenamento, ci alziamo per spostarci, in fondo non possiamo andar via da Montecarlo senza averli visti anche solo per poco. È ancora presto, nel villaggio compriamo una maglietta ricordo, e incontriamo alcuni amici maestri con i loro allievi al seguito. Mi fermo volentieri a fare quattro chiacchiere, sentire opinioni diverse dalla propria è sempre piacevole, questa giornata deve servirmi come aggiornamento professionale.<br />
Nadal ha iniziato a palleggiare, una fiumana di persone si sposta per ammirarlo, molti si attaccano alla recinzione, la sicurezza fatica a tenerli a bada, è praticamente impossibile ritagliarsi uno spazio per vedere il secondo giocatore al mondo tirare “quattro palle”.<br />
Allora, sempre con il fido Marco al seguito, andiamo a vedere un doppio: Ferrer (numero cinque al mondo) e Acasuso contro i sudafricani Coetzee e Moodie; che spettacolo! Sono strabiliato, il gioco al volo mi lascia incantato, gli schemi dei quattro giocatori sono perfetti, spesso applaudiamo le loro prodezze!<br />
Questa volta è Federer a catalizzare la nostra attenzione, due campi più avanti ha cominciato ad allenarsi, chi non è riuscito a seguire Nadal corre verso lo svizzero: lo facciamo anche noi, abbandonando il doppio. Purtroppo Roger è su un campo senza tribuna, forse per non essere disturbato, lo vedo un po’ da lontano, senza quasi accorgermi che sotto i miei occhi Davydenko sta giocando con il fratello, che gli fa da coach. Palleggiano divinamente sulla diagonale del rovescio, quattro colpi incrociati ed un lungo linea di chiusura: entrambi non parlano, sono molto concentrati, chiamo Antonella che scatta qualche foto, mentre io e Marco rimaniamo stregati dalla scioltezza del russo. Tuttavia il momento più bello della giornata deve ancora arrivare, sul Campo dei Principi sta per giocare il primo turno del doppio Santoro; il francese è forse il tennista più spettacolare e curioso del circuito, capace di colpire la palla con qualunque presa ed effetto.<br />
Naturalmente rientriamo sul centralino, Santoro e Mathieu contro Benneteau e Mahut, un derby di Francia che ci apprestiamo a gustare. Le nostre aspettative non vengono tradite, alcuni scambi spettacolari ci fanno saltare sulla sedia, quasi mi viene voglia di tornare a fare tornei, ma è solo un attimo per fortuna, meglio guardare e basta! Con il punto secco su 40 pari, l’incontro scorre veloce, Santoro e Mathieu sprecano tre match point, prima di perdere il secondo set. Invece del terzo si disputa un tie break lungo ai dieci punti, che vincono Benneteau e Mahut: applaudiamo convinti, sono quasi le sei della sera, è ora di raggiungere l’uscita. La fame si fa sentire, io e Marco scattiamo per comprarci delle patatine, poi raggiungiamo il gruppo per un rapido appello, ci siamo tutti.<br />
I ragazzini sono ancora su di giri, si scambiano gli autografi dei campioni, nei loro occhi brilla autentica la passione per il tennis, un fuoco che oggi hanno alimentato in maniera evidente.<br />
Il pullman ci aspetta, riprendiamo i posti dell’andata, il traffico nel Principato è notevole, impieghiamo quasi un’ora per attraversarlo, non prima di passare sopra il Country Club e goderci per l’ultima volta lo spettacolo del torneo.<br />
Il viaggio procede senza intoppi, un paio di film ci rilassano, mentre una provvidenziale sosta all’Autogrill, placa lo stomaco e i suoi lamenti. Le facce dei ragazzi sono stanche ma felici, questa sarà una giornata da ricordare e raccontare, sognando magari in futuro di poter tornare da giocatori.<br />
È da poco passata la mezzanotte quando entriamo al Quanta Sport Villane, saluto i compagni d’avventura, compresa mia sorella, e riporto a casa Chiara e suo cugino Marco, poi l’altro Marco e infine Antonella, contenta di aver scattato duecento cinquanta foto.<br />
Quando spengo il motore dell’auto sono esausto, piano apro la porta di casa per buttarmi subito nel letto! Nonostante la lunghezza, la gita sembra essere volata, e mentre tento di prendere sonno penso a tutto quello che ho visto, a quanto sia bello giocare a tennis così bene; sono tornato con un piccolo tesoro, domani lo dividerò con i miei allievi, sono certo che sarà un dono gradito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><br />
Andrea Villa</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
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		<title>La replica (28) Arrabbiarsi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 20:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 30 marzo 2008. Buona lettura!   È venerdì notte, ho mal di schiena, sono molto stanco. Ho appena spento il televisore, mi sono addormentato sul divano per pochi minuti come un bambino, stravolto per aver giocato troppo. Ancora penso alla arrabbiatura che mi sono preso nel pomeriggio; ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-952" title="urlare" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/03/urlare-380x209.jpg" alt="urlare" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 30 marzo 2008. Buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">È venerdì notte, ho mal di schiena, sono molto stanco. Ho appena spento il televisore, mi sono addormentato sul divano per pochi minuti come un bambino, stravolto per aver giocato troppo. Ancora penso alla arrabbiatura che mi sono preso nel pomeriggio; ero furibondo, sentivo il sangue ribollirmi nelle vene, le mani tremavano, le mie parole erano onde che travolgevano tutto, una tempesta di distruzione. Un attimo di rabbia vanifica cento anni di pazienza, oggi ero disposto a giocarmeli tutti. È venerdì notte, il silenzio mi aiuta a riordinare le idee; non sono pentito, non voglio esserlo. Ho le mani calde, scotto come se avessi la febbre, per fortuna ho già sputato fuori il veleno. Perché Giuda ha così tanti seguaci? Perché Caino ha così tanti amici? Perché? Mi fermo a pensare, ma non trovo le risposte che sto cercando. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-951"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">È venerdì notte, inizio a sbadigliare, forse dovrei riposare un po’. Il sonno è l’oasi da raggiungere quando si ha sete di vera pace. Nessuno ti tradisce mentre dormi, nessuno può colpirti alle spalle. È una lezione che ho imparato, la recito a memoria ogni giorno, oggi non è bastata a calmarmi. È venerdì notte, l’arrabbiatura sta cominciando a passare, i ragazzi non c’entrano, questo mi consola, almeno di loro posso fidarmi. Rispetto, comprensione, uguaglianza, verità, amore: queste parole girano nella testa continuamente, le richiamo una ad una, la loro forza mi tiene attaccato a quello che voglio essere. È quasi l’alba, domani è già diventato oggi: mi attende una nuova giornata sui campi; sarà una battaglia, una partita a scacchi con il destino, almeno lui non imbroglierà. Il sole si sta alzando, ho finito gli sbadigli, Giuda e Caino gli ho lasciati indietro. Mi aspettano altri cento anni di pazienza, fino al giorno in cui riuscirò a spazzare via per sempre “le bugie che ti lasciano perduto e con il cuore in pezzi”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><br />
<span style="font-size: small;">Andrea Villa</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La replica (27) Solitudine</title>
		<link>http://puramentecasuale.com/2009/03/20/la-replica-27-solitudine</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 20:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repliche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.puramentecasuale.com/?p=936</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 13 aprile 2008. Buona lettura!   Cerco spesso la solitudine, ne ho bisogno; mi serve per pensare, per riposare, per scrivere. In alcuni momenti è la mia compagna preferita, a cui non devo raccontare nulla, di cui non devo ascoltare nessun discorso. La invito a stare con me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="solitudine2" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/03/solitudine2-380x209.jpg" alt="solitudine2" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #800080;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 13 aprile 2008. Buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Cerco spesso la solitudine, ne ho bisogno; mi serve per pensare, per riposare, per scrivere. In alcuni momenti è la mia compagna preferita, a cui non devo raccontare nulla, di cui non devo ascoltare nessun discorso. La invito a stare con me quando desidero la pace, la tranquillità che nemmeno un grande amore per ora ha saputo darmi. Mentre scrivo sono solo, mi alzo dalla sedia per cercare la giusta ispirazione, pochi passi in salotto nel silenzio di casa. Questa solitudine non fa paura, anzi riesce a farmi sentire libero, è per questo motivo che l’accolgo senza indugi ogni sera. La stagione degli allenamenti sta per concludersi, tra meno di due mesi i corsi saranno finiti. In questo periodo le presenze sono poche, i ragazzi si dedicano allo studio, forse per recuperare qualche brutto voto, e sperare di terminare l’anno in maniera positiva. Per me si avvicina il tempo dei bilanci, i pensieri si soffermano sulle cosa fatte e non su quelle da fare; la stanchezza che vedo negli allievi è anche la mia, insieme dobbiamo tenere duro, non possiamo sprecare il lavoro iniziato a settembre. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-936"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Tuttavia negli ultimi giorni guardandomi un po’ attorno, ascoltando le cose dette, e osservando alcuni sguardi, ho avuto l’impressione di essere solo. Per un attimo mi è sembrato che gli sforzi profusi durante l’anno non abbiano lasciato una traccia veramente indelebile. Poco tempo fa un amico maestro mi spiegava le sue perplessità, anche per lui era affiorata un po’ di insoddisfazione; raccontava di non essere riuscito a raggiungere pienamente gli obbiettivi fissati, di aver tentato in ogni modo di coinvolgere e motivare, di essere sempre un esempio, ma di non aver visto una adeguate risposta alle sue fatiche. Forse siamo entrambi troppo esigenti, dovremmo abbassare le nostre pretese, in fondo il tennis è pur sempre un gioco, soprattutto per i ragazzi. Non essere un vero traino per gli allievi, non vederli con gli occhi arsi dalla passione, lo faceva sentire solo: capivo perfettamente che cosa l’amico maestro stesse provando! Questo strano tipo di solitudine provata recentemente mi ha spaventato e debilitato, quasi ci fosse stato un improvviso distacco, che mi impediva di percorrere la stessa strada dei miei allievi. Vorrei che il loro cibo sul campo fosse soltanto l’autentica voglia di migliorare, di superarsi per scoprire i propri limiti, e magari realizzare il sogno di diventare giocatori: ascoltare da un altro maestro le medesime parole non mi è stato di consolazione, è stata la conferma di certe sensazioni.<br />
La solitudine che cerco la sera è una necessità, un rifugio; quella provata in settimana è sinonimo di delusione e fallimento, come quando nessuno sembra in grado di capirti.<br />
Forse è la stanchezza a far nascere questi ragionamenti, un lungo anno sulle spalle pesa non poco; tuttavia le stagioni passano e queste inquietudini si ripresentano puntuali. Nel mio lavoro ho sempre pensato in grande, vorrei che lo facessero anche gli allievi: abbiamo una enorme opportunità, esaltare la vita per renderla speciale, e se anche si tratta solo di un gioco, io voglio giocarlo fino in fondo! E voi?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
Andrea Villa</span></span></p>
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		<title>La replica (26) Gareggiare</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 20:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 11 maggio 2008; buona lettura!   Mancano poche settimane alla fine dei corsi, e come tradizione l’ultima parte della stagione è riservata alla disputa dei tornei interni. Dal mini tennis fino alla preagonistica, tutti gli allievi sono impegnati nelle gare da cui usciranno i vincitori che anche questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-919" title="wimbledon" src="http://www.puramentecasuale.com/sito/wp-content/uploads/2009/03/wimbledon-380x209.jpg" alt="wimbledon" width="380" height="209" />Pubblicato sul mio vecchio blog (</span><a href="http://www.tcapreago.blogspot.com/"><span style="font-size: small; color: #99bbdd;">www.tcapreago.blogspot.com</span></a><span style="font-size: small;">) domenica 11 maggio 2008; buona lettura!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Mancano poche settimane alla fine dei corsi, e come tradizione l’ultima parte della stagione è riservata alla disputa dei tornei interni. Dal mini tennis fino alla preagonistica, tutti gli allievi sono impegnati nelle gare da cui usciranno i vincitori che anche questo anno verranno premiati nella consueta festa finale. È piacevole vedere i ragazzi giocare finalmente con una certa motivazione, il torneo riesce a motivare tutti, le partite sono quasi sempre di buon livello, per la soddisfazione del maestro, dei partecipanti e dei genitori. Sono queste le occasioni in cui si è in grado di comprendere quanto gli allenamenti abbiano inciso, ma soprattutto chi ha un maggiore rendimento in un contesto agonistico. Tranne qualche raro caso, agli allievi preme piazzarsi bene nelle gare di fine corso, e quando la prestazione è notevole, capita che si meraviglino di come possano giocare a tennis. Personalmente sono un forte sostenitore del confronto, vorrei che accadesse il più spesso possibile, in fondo è l’unico mezzo per formare un atleta, qualunque disciplina egli abbia scelto di fare. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><span id="more-918"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">In questo periodo di verifica, anche i genitori si rendono conto dei progressi fatti, e molte volte, incoraggiati dai risultati dei figli, mi chiedono perché i tornei organizzati sono così pochi. Confesso di essere un po’ in imbarazzo nel rispondere ad una domanda del genere; l’attività che proponiamo durante l’anno scolastico è veramente importante, tuttavia sembra difficile far capire come è strutturato il percorso di un tennista, anche non a livello professionistico.<br />
Ovviamente il tennis è uno sport individuale, non si gioca per una squadra, se mai per un circolo, esclusivamente durante il campionato a squadre a cui di solito possono accedere i due o tre migliori allievi del club. Chi avesse l’intenzione di gareggiare è per fortuna libero di farlo, senza imposizioni o costrizioni, nelle gare riservate alla propria età e categoria. Naturalmente è necessaria la tessera F.I.T. che il circolo di appartenenza rilascia dopo aver fatto la visita medica per lo sport a livello agonistico. Qui di solito l’attività di molti allievi subisce una frenata; invece di iscriversi ad un torneo dopo l’altro, per divertirsi e migliorare, si aspetta che sia sempre il circolo sotto casa ad organizzare qualcosa! Alcuni genitori mi dicono che un club prestigioso come l’Ambrosiano dovrebbe fare molto di più; sono d’accordo con loro, ma credo che anche i ragazzi dovrebbero farlo! Con 450 allievi da seguire non è semplice accontentare tutti, forse non basterebbero tutte le domeniche di un intero anno. Seguo 28 preagonisti e più di 50 ragazzi della scuola, comprendo le loro critiche, ma è altrettanto vero che se si aspetta il torneo di fine corso per confrontarsi, forse si devono rivedere alcuni aspetti legati alla propria motivazione.<br />
Quando ero all’inizio della mia piccola carriera tennistica, non vedevo l’ora di giocare un torneo, ero io a convincere mio padre ad accompagnarmi, e dopo un buon risultato ero felice e “correvo” dal maestro per condividere con lui la mia gioia.<br />
Se veramente si ha voglia di mettersi alla prova, basta consultare la lista dei tornei, senza dubbio sarà facile trovarne qualcuno adatto alla nostre possibilità.<br />
Ormai quasi tutti i circoli di Milano organizzano almeno una gara all’anno, sono tutti raggiungibili in automobile e addirittura in metropolitana, basta iscriversi a andare con fiducia a giocare. Negli ultimi giorni ho osservato alcuni miei allievi darsi battaglia in maniera sorprendente, rimane il rammarico di vederli così agguerriti in poche occasioni, un vero peccato! Praticare uno sport individuale significa essere soli, di non avere la partita la domenica, come nel calcio, nella pallacanestro o nella pallavolo; tuttavia questo non deve fermarci, anzi deve essere la spinta decisiva per alimentare il desiderio di emergere, perché nel campo da tennis c’è solo un protagonista: me stesso! Quando vedo giocare i miei allievi così bene, ne intravedo le enormi potenzialità , che rimangono però semi addormentate dentro di loro, per pigrizia, per la scarsa volontà di tirarle fuori. I tornei stanno per concludersi, ai vincitori verrà consegnato il giusto riconoscimento, ma quanti avranno voglia di superarsi cercando nuovi avversari da battere? Spero tutti, in fondo c’è sempre una nuova meta da raggiungere, qualcuno da sorpassare, un sogno da realizzare. Buona caccia!<br />
</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black; font-family: Arial; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Andrea Villa </span></span></p>
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